<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620</id><updated>2012-01-23T14:12:48.770+01:00</updated><category term='speranze'/><category term='pensieri in libertà'/><category term='libri'/><category term='poesia'/><category term='cahiers de france'/><category term='avvisi'/><category term='movies'/><category term='concerti'/><category term='poesie'/><category term='maestri'/><category term='storie che ho incontrato'/><category term='storie di semplice comunione'/><category term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><category term='emergency room'/><category term='scritto nell&apos;anima'/><category term='cronache dall&apos;arcipelago'/><category term='eventi'/><category term='racconti'/><category term='auguri'/><category term='sguardi sul mondo'/><category term='padre Aldo Trento'/><category term='Bob Dylan'/><category term='sulla strada'/><category term='quadri'/><category term='meeting di rimini'/><title type='text'>Ain't Talkin', Just Walkin'</title><subtitle type='html'>"IN THE FURY OF THE MOMENT I CAN SEE THE MASTER'S HAND, IN EVERY LEAF THAT TREMBLES, IN EVERY GRAIN OF SAND"

                    (BOB DYLAN)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>342</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5429979619906746725</id><published>2012-01-21T21:34:00.006+01:00</published><updated>2012-01-21T22:31:54.404+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>KING OF THE VILLAGE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9y_DfOV9_EQ/TxsjPJ35ldI/AAAAAAAACSU/jgXfDRZmNZU/s1600/Bocephus1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"gli occhi chiusi di Jamie e quel suo viso con una smorfia di sorriso, raccontano qualcosa in più di quel che sentiamo o vediamo. C'è così tanta vita dentro la sua musica, che quando la incontri non puoi rimanerne indifferente. Ti mette ai suoi piedi con quelle onde che vibrano passione e sincerità. E quando ti rialzi, è bello sapere che il cerchio non si è ancora spezzato."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(&lt;a href="http://tornoaivinili.blogspot.com"&gt;Maurizio Pratelli&lt;/a&gt;)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'trebuchet ms';font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-8Himdgm3z7k/TxsjEScF1qI/AAAAAAAACSI/0WOPPZjA0iE/s400/IMG_0799.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700188309943604898" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 400px; height: 299px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"This is my voice / I have no choice&lt;/i&gt;": canticchia, scherzando, Keith Rose, il bassista di &lt;b&gt;Bocephus King&lt;/b&gt;, mentre prova il microfono, arpeggiando, nel frattempo, sulle corde del suo strumento. E' anche questo - penso tra me e me, mentre sorseggio il mio drink -  il bello del rock'n'roll e della sua lingua madre, l'inglese: bastano pochi accordi, quattro parole in rima, e sei già dentro qualcosa che ha in sé tutte le possibilità di farti vibrare il cuore. Bocephus King lo avevo incrociato poco prima, fuori dal locale, attanagliato da un gelo che sembrava essere arrivato direttamente da Vancouver assieme a lui, mentre cercava di azzeccare la porta giusta per entrare; adesso é lì anche lui a provare, davanti a quei quattro gatti che, molto più tardi, all'inizio dello show, saluterà con un "&lt;i&gt;welcome Nidaba People!&lt;/i&gt;", che neanche fossimo al Madison Square Garden di New York.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che poi, stasera, il Nidaba, minuscolo ma affascinante locale milanese, assomiglia un po', in fondo, ad uno di quei posti dove un bel po' di tempo fa potevi imbatterti per caso, se ti trovavi a passeggiare su e giù per MacDougal Street. Ed é vero che la Milano della recessione del 2012 non assomiglia neanche lontanamente al Greenwich Village dei '60, ma é altrettanto vero che alla buona musica, per fortuna, non le riesce mai di morire, anche in tempi di crisi del rock e non solo di quello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-9y_DfOV9_EQ/TxsjPJ35ldI/AAAAAAAACSU/jgXfDRZmNZU/s400/Bocephus1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700188496622884306" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 299px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il concerto vero e proprio, Jamie Perry, in arte Bocephus King, lo inizia quando l'orologio sta scoccando allegramente le undici di sera: prima di allora, dopo quella mezz'oretta di prove in cui é riescito a far entrare un po' di tutto, ha preferito trascorrere il tempo chiacchierando con vecchi e nuovi amici, seduti ai tavoli qua e là. E' forse per questo, la mente del musicista lasciata insieme all'ultimo boccale di birra abbandonato sul bancone del bar, che la prima parte del concerto scorre via piatta e senza troppi acuti, risvegliata solo alla fine da una bella versione di &lt;i&gt;Willie Dixon God Damn!&lt;/i&gt;, calda e vibrante al punto giusto ed in grado di traghettarci verso una seconda parte dello show, a mezzanotte inoltrata, che sarà tutta un'altra cosa. Un po' perché sul palco cominciano a salire &lt;i&gt;Marco Python Fecchio&lt;/i&gt; con la sua chitarra ed &lt;i&gt;una violinista&lt;/i&gt; davvero brava, ad aggiungere energia e poesia nelle giuste dosi, e un po' perché Bocephus tira finalmente fuori la voce, le canzoni e pure il cuore.  Canzoni, le sue, che in realtà non conosco, perché questo artista canadese, non l'ho mai sentito cantare prima d'ora: "&lt;i&gt;devi andare al Nidaba a sentirlo&lt;/i&gt;", mi aveva scritto l'amico &lt;a href="http://tornoaivinili.blogspot.com"&gt;Maurizio Pratelli&lt;/a&gt; e non c'é niente di meglio che fidarsi dei consigli degli amici. Quelle che riconosco, però, sono una manciata di cover che Bocephus sembra d'essere in grado di fare meglio di chiunque altro. Come quando, ad esempio, canta &lt;i&gt;Isn't It A Pity&lt;/i&gt; di George Harrison o una &lt;i&gt;Will The Circle Be Unbroken&lt;/i&gt; che non riesci a non saltar su dalla sedia ed andresti di corsa sul palco a cantarla insieme a lui, tanto é bella. O come quando tira fuori dal cappello a cilindro una &lt;i&gt;Papa Was A Rolling Stone,&lt;/i&gt; così bella e intensa che un tizio davanti a me si mette a piangere quando finisce la canzone, tanto era il tempo - dice - che non la sentiva suonare così.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' quasi l'una e mezza e Bocephus suona ancora, come e meglio di prima; lo guardi e pensi che potrebbe tirare tranquillamente mattina, lui e noi insieme a lui e senza neanche troppe birre a farci compagnia. Mi tocca andar via, invece, e son sicuro che mi perderò una di quelle &lt;i&gt;Racing In The Street&lt;/i&gt; che solo lui é in grado di fare. Ma io, tra poche ore, devo passare dalle note di una chitarra ad una manciata di volti sdraiati su letti d'ospedale ed é giusto che sia così, ad ognuno il suo, basta non smettere di mettere il cuore con passione, lì dove si é chiamati a stare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre torno a casa ripenso a quel tizio e al fatto che si può arrivare a piangere per una canzone. Forse é un po' eccessivo per un classico dei Temptations, seppur suonato bene. Ma dove ci sono lacrime ed emozioni puoi trovare anche cuori desiderosi d'incontrare ciò che sa d'amore vero e sono segni di speranza attaccato ai quali mi piace poter sempre stare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io, intanto, da domani voglio procurarmi tutti i dischi di Bocephus che, per una notte, é stato il re del Greenwich Village del mio cuore. Che la prossima volta che vengo a sentirlo, voglio riconoscerle, le sue canzoni. Chissà che non scappi una lacrima anche per quelle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/yyZkKXwk2IQ" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5429979619906746725?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5429979619906746725/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5429979619906746725&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5429979619906746725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5429979619906746725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2012/01/king-of-village.html' title='KING OF THE VILLAGE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-8Himdgm3z7k/TxsjEScF1qI/AAAAAAAACSI/0WOPPZjA0iE/s72-c/IMG_0799.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-2388112477902088399</id><published>2011-12-30T12:00:00.006+01:00</published><updated>2011-12-30T16:59:46.784+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>HURT AND BLESSED, HEART OF MINE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dolore e benedizione bussano a braccetto alla porta del mio cuore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho trovato una bella canzone, Johnny Cash, ed una bella frase, Benedetto XVI.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Entrambi sanno sempre come fare a ferirlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buon anno a chiunque passerà da qui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;"L'uomo ha bisogno di Dio, oppure le cose vanno abbastanza bene anche senza di Lui? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Quando, in una prima fase dell'assenza di Dio, la sua luce continua  ancora a mandare i suoi riflessi e tiene insieme l'ordine dell'esistenza  umana, si ha l'impressione che le cose funzionino ancora  abbastanza bene, anche senza Dio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Ma quanto più il mondo si allontana da Dio, tanto più diventa chiaro  che l'uomo, nell'ebbrezza del potere, nel vuoto del cuore e nella brama  di soddisfazione e di felicità, "perde" sempre di più la vita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;La sete di infinito é presente nell'uomo in maniera inestirpabile.  L'uomo é stato creato per la relazione con Dio e ha bisogno di Lui" &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;                                                                        (Benedetto XVI)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/o22eIJDtKho" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-2388112477902088399?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/2388112477902088399/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=2388112477902088399&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2388112477902088399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2388112477902088399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/12/hurted-and-blessed-heart-of-mine.html' title='HURT AND BLESSED, HEART OF MINE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/o22eIJDtKho/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7222141942134784302</id><published>2011-12-18T23:22:00.004+01:00</published><updated>2011-12-18T23:28:46.325+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auguri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>IN UN FRAMMENTO, IL TUTTO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-xJQoZ4VNOHs/Tu5jWweS3GI/AAAAAAAACRM/AWq80d_YbF8/s1600/foto.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xJQoZ4VNOHs/Tu5jWweS3GI/AAAAAAAACRM/AWq80d_YbF8/s320/foto.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687592622035754082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'hanno fatto di nuovo. Mi hanno spostato un'altra volta la macchinetta del caffé. E stavolta l'hanno messa laggiù in fondo, in un angolo, incastrata tra tavoli e sedie ricoperti da teli impolverati, arredi di un salone d'ospedale che qualcuno sta aggiustando. Lavoro di operai, sincronizzato con quello di medici e infermieri, tecnici di laboratorio e portantini, umanità che corre, sbuffa, piange, ride, si abbraccia e si scontra in questo luogo senza spazio e senza tempo, dove si prova a rabberciare le ferite dei corpi, senza occuparsi mai abbastanza di quelle dell'anima.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché lo facciano - spostare in continuazione quella benedetta macchinetta del caffé - ancora non l'ho capito. Forse é per confondermi le idee, distogliere la mia attenzione su ciò che vale veramente, quello che mi tiene in piedi, alle tre del mattino come a mezzogiorno.&lt;br /&gt;Il panorama e le luci della città, però, sono sempre al loro posto. Quelle non sono riusciti a toglierle, non ce l'hanno fatta con loro. E così sono finite a fare da sfondo a una finestra lunga, disposta davanti ad uno spazio enorme, tutto nuovo. Disposizioni anti-incendio, hanno spiegato. Già, come se bastasse. Creare un po' di spazio intorno alle ferite che bruciano per mettere tutto a posto, spegnere ogni tipo di fuoco. Le ferite di chi sta qui dentro e le altre, di tutti quelli che sono ancora fuori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono un sacco di ferite in giro, se ne sente parlare in continuazione, anche adesso che é Natale, questo Natale che tanta gente dice di non sentire più. A dire il vero, non so se l'abbiano mai sentito prima. Ho una gran paura di no. Forse erano troppo presi a pensare a molte cose che non c'entravano nulla e così, adesso che cominciano a scarseggiare anche quelle, sentono tremare il terreno sotto i loro piedi.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WbugZhq03FY/Tu5ner0GR2I/AAAAAAAACRk/vslahxegClU/s1600/congdon.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 184px; height: 274px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-WbugZhq03FY/Tu5ner0GR2I/AAAAAAAACRk/vslahxegClU/s320/congdon.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687597156270491490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qualche giorno fa ne ho letta una veramente bella. Parlava del sogno di una giovane donna, sogno terribile. Lei si sveglia al mattino e corre dal marito. E' fragile e talvolta un po' insicura, come tutte le donne che aspettano un bambino. E dice che non riesce a capire quel sogno, ma crede che riguardi il figlio che sta per arrivare. Solo che quel figlio non lo nomina nessuno, anche se tutti corrono in giro da settimane a preparare quella che sembra una gigantesca festa di compleanno per lui. Lui però non c'é, non compare, non viene mai neppure nominato. "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sai Giuseppe?&lt;/span&gt; - gli confida tra le lacrime - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tutto era così bello e la gente così contenta, ma io avevo una gran voglia di piangere perché nostro figlio era completamente ignorato, non desiderato nella sua festa...&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Desiderio. Strana parola. Una di quelle che la gente oggi ignora. O che forse, invece, in qualche modo conosce ancora, ma ne ha perso di vista il vero significato. Cosa desiderare oggi? Di uscire dalla crisi? Di avere un futuro dall'orizzonte meno incerto? Di soffrire di meno e godere e divertirsi di più? Certo, a nessuno piace soffrire, ma il desiderio é qualcosa che ha a che fare coi bisogni e con il cuore, e che trascende il fatto che la vita debba passare a volte anche da una porta stretta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se il desiderio ha a che fare col bisogno, mi viene da pensare ad Uno che partiva sempre da quello per muovere ogni suo passo. Uno vissuto tanti anni fa, e che era nato proprio a Natale. Uno che partiva dal bisogno per poi condividere tutto l'umano con uno stile di vita proprio, che gli derivava da un rapporto d'amore: quello che viveva all'interno della Trinità. Perciò, alla fine, la domanda di pienezza e di felicità, costitutiva del cuore dell'uomo, finiva per avere un reale compimento. Ecco perché c'é un sacco di gente - me compreso - che rischia di non sentire più né questo né tutti gli altri Natali che verranno. Perché se non si parte da qui - il vero bisogno del nostro cuore - tutto si svuota di consistenza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9ynRxqHV6t8/Tu5npMopyPI/AAAAAAAACRw/6GbHejzBkwA/s1600/foto2.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 239px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9ynRxqHV6t8/Tu5npMopyPI/AAAAAAAACRw/6GbHejzBkwA/s320/foto2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687597336879548658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho preso il mio caffé, laggiù alla macchinetta, e me lo sono portato fino a qua, quella finestra lunga davanti alle luci della città. Toh, non me ne ero accorto prima, ma adesso ci hanno aggiunto davanti qualcosa. Un tavolino del soggiorno, ricoperto da un telo, e sopra le casette, la grotta ed i pastori. E' davvero tutta un'altra cosa adesso. Ora sì che il panorama mozzafiato di quassù comincia a rispondere ad un bisogno.&lt;br /&gt;E' un piccolo frammento di gioia, quello che si fa strada, mentre il mio sguardo si sposta dalla città per soffermarsi su quel Bambino, piccolo e indifeso, ma capace di riscattare tutta l'umanità. Ed é come se, a poco a poco, anche i mille occhi che stanno laggiù, dentro tutte le case illuminate della città, convergessero il loro sguardo fino a  qui, una piccola capanna, un frammento d'universo.&lt;br /&gt;Ma in quel frammento c'é il Tutto ed io non ho bisogno d'altro per sentire che adesso davvero ogni cosa mi appartiene: "&lt;i&gt;Tutto é vostro&lt;/i&gt; - diceva San Paolo - &lt;i&gt;ma voi siete di Cristo e Cristo é di Dio&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;Che bella avventura, l'attimo presente della vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7222141942134784302?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7222141942134784302/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7222141942134784302&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7222141942134784302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7222141942134784302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/12/in-un-frammento-il-tutto.html' title='IN UN FRAMMENTO, IL TUTTO'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xJQoZ4VNOHs/Tu5jWweS3GI/AAAAAAAACRM/AWq80d_YbF8/s72-c/foto.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6590997484851295628</id><published>2011-12-11T14:37:00.007+01:00</published><updated>2011-12-11T15:29:03.649+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>SAVE IT FOR A RAINY DAY</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VSnckBUG_SU/TuS41t7MgBI/AAAAAAAACRA/xK3Sf7jKiOY/s1600/tiffany.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-VSnckBUG_SU/TuS41t7MgBI/AAAAAAAACRA/xK3Sf7jKiOY/s400/tiffany.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684871862648864786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuava a piovere incessantemente. Ogni goccia infradiciava di continuo il suo corpo e i suoi pensieri, senza riuscire a lavare la mente da tutte le polveri sottili che continuavano ad inquinarlo sempre più. Quanto grande era la distanza tra quel che sentiva di voler essere e la sperimentazione del suo quotidiano fallimento, quella contraddizione chiamata peccato, che la società moderna aveva tragicamente svuotato di significato, lasciando l'umanità alla deriva di se stessa e rapinandola dal desiderio più grande che essa possedeva: quello della redenzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella sera non riusciva ad addormentarsi. Ogni volta era così: un desiderio irriducibile di tornare sui suoi passi, correggere pensieri, parole, opere ed omissioni, collimarle una volta per tutte alle intenzioni, quelle di cui é lastricato quel luogo dove é sempre pianto e stridore di denti. Eppure, poco a poco, stava cominciando a capire. Da pietra che rotola, cominciava a sentirsi finalmente uomo nudo sul palcoscenico della vita. Si stava svuotando un po' alla volta del suo orgoglio ed era doloroso, certo, ma gli stava facendo sperimentare il dolcissimo gusto della libertà. L'indomani sarebbe tornato su quei passi, ma solo per chiedere scusa dell'ira dei suoi gesti e delle sue parole. Avrebbe affrontato il conflitto, scacciato l'ansia che gli creava lo starci dentro, e provato a ricreare un frammento di fraternità. La forza, che sentiva di non avere, l'avrebbe chiesta ad un Altro. E quella sera, prima d'addormentarsi, la chiese anche a tutti gli amici che erano già lassù, quelli partiti troppo presto da quaggiù, quelli che, perché viventi nell'abbraccio di un Padre, ora erano capaci d'amare d'un amore senza limiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lacrime e gioia accompagnarono con stupore il suo cammino il giorno dopo. E fu sperimentare il già e non ancora: la voglia di verità e bellezza che abbiamo dentro e come essa debba tragicamente convivere con la capacità di far del male. Ma capì ugualmente che si può essere amici, cioé testimoni, anche dentro la contraddizione, perché é sempre e soltanto l'amore di un Altro che si fa strada da sé. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le polveri sottili continuavano a sporcare gli abiti e la mente, ma ormai non gl'importava più, ora che una misericordia lo aveva abbracciato e poteva sentirne forte il suo calore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;D'ora in avanti l'avrebbe portata sempre con sé. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E avrebbe salvato ogni nuovo giorno di pioggia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/TEVvOATOCGo" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6590997484851295628?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6590997484851295628/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6590997484851295628&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6590997484851295628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6590997484851295628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/12/save-it-for-rainy-day.html' title='SAVE IT FOR A RAINY DAY'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-VSnckBUG_SU/TuS41t7MgBI/AAAAAAAACRA/xK3Sf7jKiOY/s72-c/tiffany.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5396584219976478231</id><published>2011-12-02T18:02:00.001+01:00</published><updated>2011-12-03T12:10:44.711+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>INNI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-99JtjqDKeLQ/TtkFUj-umII/AAAAAAAACQ0/jDYfkHOsHTY/s1600/sigur%2Bros_2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"&lt;i&gt;Quand Sigur Ros joue, les volcans islandais font silence&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(&lt;a href="http://www.agoravox.tv/culture-loisirs/culture/article/quand-sigur-ros-joue-les-volcans-28441"&gt;Leonard K &amp;amp; Lila J&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-99JtjqDKeLQ/TtkFUj-umII/AAAAAAAACQ0/jDYfkHOsHTY/s400/sigur%2Bros_2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681578255718455426" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 400px; height: 221px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-J9IFcY4_Aa0/TtjIukR1QyI/AAAAAAAACQQ/Ndd2qaJfsMA/s1600/sigur%2Bros_live.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sigur Ros&lt;/span&gt; é il nome dato ad un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gruppo post-rock&lt;/span&gt;, recita l'onnipresente ed onniscente Wikipedia, Treccani degli studenti di oggi, ragazzi abituati a gestire l'enorme flusso d'informazioni presente oggi nella rete, spesso senza aver acquisito né il senso critico per valutarle, né una conseguente capacità di analisi e di concentrazione su qualcosa che duri più di un paio di minuti. Problema che riguarda anche gli adulti, d'altra parte. Si scorre tutto velocemente ed anche un blog diventa valido solo se si aggiorna quotidianamente, se acquista lettori in base al flusso, neanche si trattasse di FTSE Mib o Dow Jones invece che di narrativa.  Il &lt;a href="http://paolocognetti.blogspot.com/"&gt;figlio di un mio amico&lt;/a&gt;, ottimo scrittore, ha un blog, dove pubblica un post al mese. Uno solo e non di più, perché - dice - altrimenti non riesce più ad applicarsi seriamente alla lettura ed alla propria scrittura, lui che scrive come minimo tre o quattro ore al giorno, perché scrivere é un lavoro come un altro e quindi bisogna continuare a praticarlo con impegno e serietà, ogni giorno. Un post al mese, che viene voglia di leggere più di una volta al mese. C'é da imparare da gente così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-isCMv0fZwew/TtkEkVZM_II/AAAAAAAACQo/kqFNPaoeUjQ/s400/jonsi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681577427169246338" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 329px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Post-rock, dunque. E cosa vuol dire? Che il rock é morto? Già lo sapevamo. Epoche della musica come quelle della storia, moderna e post-moderna? Mah, argomenti di poco interesse, tutto sommato. Quel che conta é che la musica sia buona e basta. E l'ultimo disco del gruppo islandese, primo vero lavoro dal vivo della band, é cosa bella e giusta.&lt;br /&gt;Dice il sito ufficiale che quello di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Inni&lt;/span&gt; é una sorta di percorso a ritroso, una strada di ritorno dopo essere partiti ed arrivati a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Heima&lt;/span&gt;, che sposta l'attenzione sui singoli musicisti e sul prodotto del loro stare insieme - la musica - dipinto con le sole tinte del bianco e nero.&lt;br /&gt;E' davvero così. Se Heima ci aveva affascinato con il magico accostamento delle sonorità di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jonsi &amp;amp; soci&lt;/span&gt; ai colori suggestivi dei paesaggi delle terre del nord, allo stesso modo é il bianco e nero che serve ora a camminare lentamente, ma con intensità, lungo questo nuovo percorso così introspettivo. A corredo del doppio cd, un dvd con immagini dal vivo, anch'esse prevalentemente in bianco e nero e filmate con una tecnica di ripresa che intensifica le emozioni attraverso tagli ed inquadrature bizzarre o messe a fuoco inusuali. Si é costretti a concentrarsi sulla musica, lasciando perdere tutti gli orpelli che non servono a penetrarne i recessi più nascosti per raggiungerne il senso più profondo. E si finisce per identificare quella stessa musica con il musicista e il suo strumento, si tratti dello xilofono o della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bowed guitar&lt;/span&gt; (la chitarra suonata con l'archetto) oppure della stessa voce, quando utilizza ad esempio il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vonleska&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;hopelandic&lt;/span&gt;, nella lingua inglese), efficacissimo metodo - accentuato dall' eterea voce in falsetto di Jonsi - che perde di vista il testo per trasformare le parole stesse in suoni da accoppiare alle melodie degli strumenti stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo mi sento un po' post-rock anch'io. Non m'interessano più gli stereotipi, le enciclopedie od infinite recensioni storico-biblio-musico-saccentografiche sparpagliate ormai un po' dappertutto. Mi appassiona sempre più ciò che riguarda la vita, musica che sia in grado di farmi aggrappare alla realtà, circostanze abbracciate e capaci di muovere l'anima ed il cuore, cuore attaccato dove deve stare, sul disegno del Volto buono del Mistero che ha a cuore sempre e soltanto il nostro bene.&lt;br /&gt;Poco importa poi che questo accada mentre le note della musica fuoriescono dallo stereo dell'auto, riuscendo a trapassare anche la nebbia più fitta che la circonda al mattino, oppure nel profondo della notte, quando tutto ormai si é addormentato intorno a te ed al tuo sonno mancano ormai solamente le preghiere e l'ultimo esame di coscienza del giorno.&lt;br /&gt;Un inno é qualcosa che nasce da quello che ti é maturato dentro e che ha fatto uscire gratitudine e gioia, desiderio e speranza che poggia su ciò che non muore. Musica come questa ci riesce, che poi si tratti di rock o post-rock é solo un dettaglio.&lt;br /&gt;E' di anima che si tratta. E questo mi basta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/UcbLIO1bQ-Q" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5396584219976478231?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5396584219976478231/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5396584219976478231&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5396584219976478231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5396584219976478231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/12/inni.html' title='INNI'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-99JtjqDKeLQ/TtkFUj-umII/AAAAAAAACQ0/jDYfkHOsHTY/s72-c/sigur%2Bros_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-756130213641825706</id><published>2011-11-22T23:05:00.008+01:00</published><updated>2011-11-23T00:16:57.928+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bob Dylan'/><title type='text'>SHELTER FROM THE STORM</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, é solo questo, in fondo. Una canzone da far camminar da sola. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le hai dato vita e l'hai lasciata andare, tutto qua. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo questo il trucco, così semplice il tuo segreto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un uomo nudo, lassù sul palco, senza più nulla da nascondere. Pietra che non rotola più, direzione di casa che non é più smarrita. Cercasti tutto il tempo quella strada, tu che eri nato troppo lontano dal luogo dove saresti dovuto stare. Ma ora, finalmente essa era là, rifugio dalla tempesta, attraente come donna dai bracciali d'argento ai polsi e fiori tra i capelli. "Laggiù, più avanti, uno strano mondo stava per svelarsi, un mondo tuonante, dagli spigoli taglienti come fulmini". Molti non capirono, o non vollero capire. Ma tu entrasti senza esitare, e noi con te. Thank you Bob.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/yRUAFrAfK9A" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-756130213641825706?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/756130213641825706/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=756130213641825706&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/756130213641825706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/756130213641825706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/11/shelter-from-storm.html' title='SHELTER FROM THE STORM'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/yRUAFrAfK9A/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-8419170707840386235</id><published>2011-11-16T15:30:00.009+01:00</published><updated>2011-11-18T18:47:16.647+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bob Dylan'/><title type='text'>TOGETHER THROUGH LIFE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-D7IRbsdqIZ4/TsP_qiQQ_8I/AAAAAAAACPg/gTuQYUz1nUw/s1600/picture.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 362px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-D7IRbsdqIZ4/TsP_qiQQ_8I/AAAAAAAACPg/gTuQYUz1nUw/s400/picture.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675661061631573954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa sta accadendo ora, Mr. Jones? In questo lunedì sera, in un palazzetto dello sport prestato al rock e gremito in ogni ordine di posti da migliaia di altri mister Jones, ognuno con la propria storia dentro, da vivere e raccontare. Ciascuno alle prese col proprio lunedì, col giorno più bello della settimana - come diceva quel tale tempo fa - perché lunedì é il giorno in cui tutto reinizia ed ogni cosa riaccade.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando scendo dall'auto, ho in mente la copertina di un disco. Non c'é la neve e non ci sono le auto del Greenwich Village di New York, anzi c'é solo la grigia ed umida nebbia di Milano, che rischia di raggelare il cuore. Ma chi mi stringe sottobraccio e scende dalla macchina con me, quella metà del mio cuore che ha già scaldato da un pezzo l'altra, e continua a farlo in ogni istante, rende il parcheggio del forum di Assago il luogo più caldo ed assolato al mondo. Le due metà di un cuore, insieme ad un altro concerto di Dylan. Together Through Life.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E pensare che questa sera non dovevo neppure essere qua. Due biglietti cercati troppo tardi, amici sguinzagliati alla ricerca di ciò che non c'é più. Desiderio che diviene rabbia per l'occasione perduta e poi, piano piano, lascia spazio ad uno sguardo verso le circostanze che ti dice che non sei tu ad organizzare la vita, perché quella stessa vita non si lascia organizzare da te. Ed é solo allora, quando lo sguardo si muta in amore anche verso ciò che é scomodo e stretto, che il miracolo accade. Bisogna saper perdere tutto per ritrovare ciò che vale. E allora anche i biglietti del concerto di Bob Dylan e Mark Knopfler saltano fuori. Yes, I believe in magic e il sogno si tramuta in realtà: la magia di due sedie in tribuna d'onore e di un posto auto dentro al forum. E quando, col telefono, ringrazio ancora un'altra volta l'amico grazie al quale siamo qui, la sua risposta é un disarmante "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;grazie a te per la tua amicizia&lt;/span&gt;". Together Through Life - appunto - anche qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo quando, nel 1979, uscì &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Slow Train Coming&lt;/span&gt;, il disco di Dylan della "conversione" alla fede cristiana, il disco fatto assieme a quel pezzo di storia del rock che porta il nome di Dire Straits. Decine di penne scrissero fiumi di parole, molte - come spesso accade - anche inutili. Io, che avevo solo orecchie per sentire, mi feci felice di quel lavorare assieme di Bob &amp;amp; Mark e, perché no, di partecipare di quel che Dylan aveva da dire e da dare, dentro quell'ennesimo pezzo di esistenza che aveva voglia di raccontare attraverso le sue canzoni.&lt;br /&gt;L'amore per Dylan e per Knopfler ha continuato a camminare in tutti questi anni, due passioni a braccetto tra di loro, la gioia di poterli vedere sul palco ancora adesso, le rughe sul volto, i capelli di Mark che non ci sono più, andati via come la voce di Dylan, ma entrambi con la stessa voglia di rischiare la vita ancora là sul palco; loro due come ciascuno di noi, che rispetto a quel palco stiamo lì sotto, ma tutti uguali nel condividere l'avventura di una storia. Quando parte "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brothers in arms&lt;/span&gt;" non é nostalgia dei Dire Straits che si fa strada, ma solo un brivido che scorre sotto la pelle e che ti dice che in fondo é propro questo che siamo, tutti quanti: fratelli d'arme, nonostante tutto. Lo scrivo ad un amico, un sms sulle note della canzone, lui é appena un po' più avanti di me, lo posso vedere laggiù nel parterre. Non mi risponde subito, aspetta la canzone successiva a farlo: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;On a speedway to Nazareth&lt;/span&gt;", mi scrive. Together Through Life, one more time.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-BCtP0PV2MQI/TsP_xvyjjFI/AAAAAAAACPs/j9qbLVR0Bps/s400/guitars.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675661185524141138" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px; " border="0" /&gt;&lt;/span&gt;Sul concerto di Dylan ho già letto e sentito tanto. Tutto e il contrario di tutto. Che Dylan ha ancora una bellissima voce, una nuova voce, un'altra di tutte le sue voci. O che di voce, invece non ne ha più. Che la band gira a mille, che Charlie Sexton l'ha rivitalizzata. O che invece questa degli Stu Kimball e dei Tony Garnier é ancora la stessa band di zombies che girava sino a poco tempo fa. Che il Dylan che suona la chitarra monoaccordo, l'armonica monofonica, le tastiere plinky plonk é inascoltabile. E che invece no, é Jerry Lee Lewis, é Robert Johnson, é - semplicemente - sempre e soltanto Bob Dylan. Che il suono di questa band é inascoltabile e che no, che diamine, é una fucina che sprigiona energia e passione.&lt;br /&gt;Di tutto questo, al fondo, non m'importa nulla. Ho sentito i brividi lungo una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tangled Up in Blue&lt;/span&gt; dove l'uomo, inquieto, vagava per il palco convinto che a quel Mister jones stesse finalmente per accadere qualcosa che nemmeno lui sapeva cosa fosse. E mi sono accasciato sulla sedia davanti all'anticlimax di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spirit On The Water&lt;/span&gt;.  L'ho guardato mentre cercava di ridar vita per l'ennesima volta ad una furiosa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Highway 61&lt;/span&gt; o ad una sempiterna &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Like A Rolling Stone&lt;/span&gt;. L'ho guardato, con tenerezza, quando ha alzato le braccia, neanche fosse, la sua, una recita del Pater Noster, alla fine dello show.&lt;br /&gt;Non m'importa nulla, perché quel che mi sta a cuore veramente sono pezzi di strada percorsi assieme. Anche stasera ero qui, con Dylan, con Mark e qualche migliaio di altra gente. Pezzi di vita, cuori mescolati assieme, frammenti di reciprocità. Non c'é da scriverci sopra e neppure c'é bisogno di parlare. Solo di camminare insieme, lungo la strada che porta verso casa. Ain't talkin', just walkin'. Together Through Life.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-s9ke3Bu81z4/TsP_93bJuuI/AAAAAAAACP4/7lpfvn22htU/s400/band.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675661393731893986" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 334px; " border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/qqcll61pYdg" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/vdp6-o-PH8A" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-8419170707840386235?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/8419170707840386235/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=8419170707840386235&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8419170707840386235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8419170707840386235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/11/together-through-life.html' title='TOGETHER THROUGH LIFE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-D7IRbsdqIZ4/TsP_qiQQ_8I/AAAAAAAACPg/gTuQYUz1nUw/s72-c/picture.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7961658657932565833</id><published>2011-10-28T12:00:00.007+02:00</published><updated>2011-10-28T13:44:04.102+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auguri'/><title type='text'>HAPPY BIRTHDAY</title><content type='html'>&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/BjoEp5nqRWg" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo post cinque anni fa, in quel moderno Moleskine che é questo blog, taccuino su cui annotare volti, luoghi, storie che ho incontrato, spesso semplici ma struggenti storie di comunione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi sono stancato di viaggiare, anche se un rispettoso silenzio di fronte a ciò che incontro é ciò che vorrei mi potesse contraddistinguere sempre più.  &lt;i&gt;Ain't talkin', just walkin'&lt;/i&gt;, mosso da qualunque cosa o persona che, lungo la mia strada, mi ricordi che ciò che il cuore desidera esiste, senza tener conto del punto in cui ci si possa trovare lungo quella strada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saper riconoscere il Volto buono del Mistero mi affascina ancora, in tutte le vicende della vita ed il condividere quest'Incontro é l'unica cosa che m'importa veramente. Anche dentro pagine di un blog, che possono narrare di medicina, rock'n'roll, viaggi o quant'altro, ma che, al fondo, sono sempre e soltanto tensione a tener desti domanda e desiderio. E certezza che esiste sempre una speranza che non muore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stay warm, my friends, il taccuino rimane in tasca, pronto a raccogliere la scrittura di nuove pagine, ogni qual volta vi sarà qualcosa che valga forse la pena di raccontare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per tutti, poi, ci si rivede come sempre là: le long de la route.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7961658657932565833?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7961658657932565833/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7961658657932565833&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7961658657932565833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7961658657932565833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/10/happy-birthday.html' title='HAPPY BIRTHDAY'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/BjoEp5nqRWg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-4175114460146996866</id><published>2011-10-07T10:16:00.003+02:00</published><updated>2011-10-07T11:02:22.348+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri in libertà'/><title type='text'>TRE STORIE. E UNA CANZONE.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CYs98ALGqiU/To6x6Nd0J-I/AAAAAAAACPI/XwDHoNXB4I0/s1600/dylan1990.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 237px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-CYs98ALGqiU/To6x6Nd0J-I/AAAAAAAACPI/XwDHoNXB4I0/s320/dylan1990.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660657395256535010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VYnKz28oEJw/To6wwZOHj_I/AAAAAAAACPA/Uq_I8P9o8PU/s1600/stevejobs.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ricordavo che l'avesse cantata anche lui. Il 27 agosto 1990, a Merrilville, sperduta cittadina dell'Indiana, Bob Dylan si era cimentato con un'improbabile &lt;i&gt;Moon River&lt;/i&gt;. Fatta a modo suo, ma bella, struggente, eseguita con quell'esaltante garage band che aveva dato inizio un paio d'anni prima a quello che poi avrebbero chiamato Never Ending Tour. Di G.E. Smith, geniale chitarrista di allora, ho ancora oggi una nostalgia immensa. Garnier, invece, é sempre là, simpatico e inossidabile, ma sotto sotto inutile - non me ne voglia il buon Tony - che, in fondo, come ebbe a dire lo stesso Bob un giorno - "&lt;i&gt;I don't give a shit who plays bass in the band&lt;/i&gt;". Vabbé, Moon River, si diceva. Mille miglia distante, la versione di Dylan, da quella di Audrey in Colazione da Tiffany, che con quello sguardo da cerbiatta, a cavalcioni sul davanzale, avrebbe fatto innamorare anche un sasso. Distante come lo é Dylan dalla Hepburn. Ma quella canzone, quella sera aveva un cuore. Uno sguardo rivolto lassù, dove Stevie Ray Vaughan era appena andato a raggiungere la band dove suonano già da un pezzo Jimi, Elvis e tutta quell'altra gente che ancora oggi ci manca da morire.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/4zVrFKsW8VM" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-VYnKz28oEJw/To6wwZOHj_I/AAAAAAAACPA/Uq_I8P9o8PU/s320/stevejobs.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660656127101603826" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri un altro Steve ci ha lasciato, quello che ha sempre pensato differente ed io, chissà perché, continuo ad avere in mente quella canzone. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jobs sapeva due o tre cose sul dolore: ne parlò bene a Stanford, davanti ai neolaureati qualche anno fa, lui che alla laurea non ci andò mai neppure vicino. Quel discorso ha già fatto il giro del web e di tutto i media tempo fa, figuriamoci adesso, che diventerà il suo testamento spirituale. E allora, ieri sera, me lo sono andato a risentire anch'io, perché ci sono un sacco di passaggi che meriterebbero più di un pensiero su cui soffermarsi un po'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tre storie, raccontò quel giorno Steve. Tre storie per un'unica esistenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella di unire i puntini, per esempio, quelle faccende della vita che sembrano non riuscire mai ad andar d'accordo tra di loro: "(...) &lt;i&gt;non é possibile unire i puntini guardando avanti, potete unirli solo guradando indietro. Così dovete avere fiducia che, in qualche modo, in futuro, &lt;b&gt;i puntini si potranno unire&lt;/b&gt;. Dovete credere in qualcosa - il vostro intuito, il destino, la vita, il Karma, qualsiasi cosa. Questo approccio non mi ha mai lasciato a terra e ha fatto la differenza nella mia vita&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda storia, poi, parla d'amore e di perdita: "&lt;i&gt;Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare. (...) Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il vostro la vostra findanzata che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. &lt;b&gt;E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate&lt;/b&gt;. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi; come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E la terza storia, infine, una storia di morte: "&lt;i&gt;Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto - tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento - sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. &lt;b&gt;Siete già nudi&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;" &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/8ogACjJcNzc" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;La morte é la migliore invenzione della vita&lt;/i&gt;", disse ancora Jobs in quel discorso. Sei pazzo Steve? Perché nessuno vuole morire, c'é anche questo nella chiacchierata di Stanford. Come quel "&lt;i&gt;siate affamati, siate folli&lt;/i&gt;" che lo concluse in modo memorabile, da fissarsi nelle menti quasi quanto quello di Martin Luther King, quel giorno così lontano della Washington Rights March.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non eri pazzo Steve ed ora che sei arrivato, forse ti sono ancora più chiare anche quelle due o tre cose sul dolore che comunque conoscevi ed hai saputo raccontare così bene. C'é un Altro, un Amore più grande, che unisce quei puntini, il disegno di un ricamo che si chiama Destino, che il Volto buono del Mistero ha già tracciato e che noi non riusciamo mai a distinguer bene perché lo vediamo sempre da sotto, dove sta il rovescio. Essere nudi davanti al Destino, andare davvero dove ci porta il cuore, significa comprendere come la nostra vita sia nelle mani di Dio e che se amore e perdita andranno misteriosamente a braccetto, sarà nel nostro sì all'attimo presente della vita quel formulare il patto tra Creatore e creatura che solo é in grado di donare significato e gioia all'esistenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Siate affamati, siate folli&lt;/i&gt;" hai detto quel giorno, Steve. "&lt;i&gt;Sappiate osare d'essere santi e ardenti&lt;/i&gt;", ha detto il Papa qualche giorno fa. Non é poi così diverso, in fondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ti penso nell'abbraccio di un Altro, Steve, arrivato alla casa del Padre dove arrivano tutti coloro che si sono redenti nella sofferenza, storie quotidiane che ho sotto gli occhi ogni giorno, camerette d'ospedale dove si raggruppano a due o tre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed io, adesso, me ne torno alla mia Moon River. Perché anche una canzone può aiutare, in fondo. A ritrovare la diritta via che era smarrita, quella che si rischia di perdere ogni giorno, ad ogni istante. Ed a rimettersi nelle braccia dell'Amor che move il sole e l'altre stelle.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/BOByH_iOn88" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-4175114460146996866?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/4175114460146996866/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=4175114460146996866&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4175114460146996866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4175114460146996866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/10/tre-storie-e-una-canzone.html' title='TRE STORIE. E UNA CANZONE.'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CYs98ALGqiU/To6x6Nd0J-I/AAAAAAAACPI/XwDHoNXB4I0/s72-c/dylan1990.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7794519486305382597</id><published>2011-10-04T17:25:00.005+02:00</published><updated>2011-10-04T17:39:48.804+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movies'/><title type='text'>APPARTENENZA E LIBERTA'</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0oNmZfRZyeE/TosnBFsf17I/AAAAAAAACO4/88gi0wqOqmU/s1600/Audrey_Hepburn_Tiffany%2527s.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 235px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-0oNmZfRZyeE/TosnBFsf17I/AAAAAAAACO4/88gi0wqOqmU/s400/Audrey_Hepburn_Tiffany%2527s.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659660256383326130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ne ho già scritto, di Audrey, su questo blog e ne riscrivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scarsità d'idee? Tutt'altro. E' che oggi son 50 anni che é uscito questo film ed io non mi sono ancora stancato di guardarlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E la questione che la libertà vada a braccetto con l'appartenenza é una profonda verità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buona visione a tutti i romantici come me. E non solo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;(...)Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa&lt;/i&gt;" &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Paul a Holly, nella scena finale del film)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/SFXVWX8UJVE" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7794519486305382597?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7794519486305382597/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7794519486305382597&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7794519486305382597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7794519486305382597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/10/appartenenza-e-liberta.html' title='APPARTENENZA E LIBERTA&apos;'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-0oNmZfRZyeE/TosnBFsf17I/AAAAAAAACO4/88gi0wqOqmU/s72-c/Audrey_Hepburn_Tiffany%2527s.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6443657808341768366</id><published>2011-09-25T23:20:00.011+02:00</published><updated>2011-09-27T17:27:42.653+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie di semplice comunione'/><title type='text'>RIPORTANDO TUTTO A CASA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cronaca di un weekend. Sulle tracce del nuovo arcivescovo nel suo ingresso a Milano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riportando tutto a casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-t3gNNBYhlAg/Tn-pfyYXlnI/AAAAAAAACOw/2CRPfNDLXfY/s1600/scola_tettamanzi_3.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-t3gNNBYhlAg/Tn-pfyYXlnI/AAAAAAAACOw/2CRPfNDLXfY/s400/scola_tettamanzi_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656426020565653106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;C’è una frase, scritta su un poster, appeso sopra il tavolo di cucina, che rincorre spesso i miei pensieri. Parole sulle quali lo sguardo assonnato del mattino si sofferma, tra una fetta biscottata e una tazza di caffé e che narrano di Giovanni e Andrea che seguirono Gesù fino a casa sua, perché o Cristo era un’esperienza del presente, o il loro io non sarebbe stato mosso né cambiato. Ecco cosa sto facendo anch’io, in fondo. Seguire. Andare dietro ad un avvenimento, che oggi ha la forma dell’ingresso di un arcivescovo a Milano, ma la cui sostanza è far diventare esperienza ciò che mi viene dato ora, perché divenga bellezza e felicità per la mia vita di ogni giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Si comincia nella “sala blu” della mia parrocchia, al venerdì sera. E c’è già da incontrare un pezzo del nostro cuore. Don Piero Re, il vecchio parroco, è tornato in San Protaso, a raccontarci del suo amico Angelo Scola. Della sua vita, del suo magistero, dei suoi compagni di cammino. E’ un racconto, il suo, intenso e appassionato, fatto anche di pezzi di vita condivisa, dettagli sul cardinale che non si leggono sui giornali e che servono già a far crescere un’affezione: “&lt;i&gt;impareremo&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;a volergli bene&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;”, ci dice subito, all’inizio, ed a noi non viene voglia di fare nient’altro se non d’intraprendere un cammino d’affetto, quello che il cardinale, un attimo dopo essere stato nominato, ha chiesto ai milanesi assieme alla preghiera. Un’ora e mezza passa in un baleno e serve a ciascuno per conoscere un po’ di più chi sta arrivando in città. Le ultime parole della serata sono quelle di alcuni giornalisti che lo hanno conosciuto: “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;non attendetevi un manager, ma un pastore, che desidera solo testimoniare e diffondere l’attenzione a Cristo e proporre a tutti la fede cristiana come il sale che dà il sapore e la forza alla vita dell’uomo. E’ uomo di grande intelligenza e cultura, ma sempre affabile e semplice: accoglietelo senza pregiudizi, vi sorprenderà&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Già, perché quella del pregiudizio è un’ombra che sembra essersi già allungata: dicono che ci sia chi non gradisce l’arrivo del nuovo arcivescovo e che si stia già ostacolando il suo cammino. E’ una vecchia storia, roba già scritta nel Vangelo e nella storia della Chiesa, che sa tanto di quella persecuzione prerogativa della vita dei cristiani veri. Ma Milano, domenica pomeriggio, non sembra avere intenzione di dar retta a costoro e riserva al cardinale un bagno di folla in piazza Duomo. I maxischermi inquadrano il suo volto sorridente, mentre, dopo essere sceso dall’auto proveniente da S. Eustorgio, attraversa la piazza fermandosi a salutare tutti quelli che può, fino all’abbraccio più importante, quello con Dionigi Tettamanzi; abbraccio così forte che quasi entrano tutti e due a braccetto in chiesa ed è una tenerezza che si fa strada sotto forma di brividi che scorrono sotto la pelle. Noialtri, già dentro in cattedrale, abbiamo udito la raccomandazione di non applaudire più, dopo l’ingresso in Duomo, fine alla fine della celebrazione, ma nessuno riesce ad ubbidire e l’applauso si ripresenterà, anche durante alcuni momenti della liturgia. E’ la Milano della sequela e dell’affezione che cresce a poco a poco, mentre quella del pregiudizio imbocca tristemente a ritroso la strada dalla quale era venuta. Nell’omelia, l’arcivescovo donerà molti spunti che sarà bello riprendere e far diventare parola vissuta. Cita il cardinal Montini e Cesare Pavese (“&lt;i&gt;quanta gente sembra sopraffatta dal mestiere di vivere!&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;”). Ma ciò che rimane nel cuore è un appello a ciascuno – “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;Ho bisogno di voi per svolgere il mio compito nella gioia&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;”- e l’accorato augurio finale: “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;metropoli di Milano, illuminata, &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;operosa ed ospitale, non perdere di vista Dio!&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Quella parola - seguire - che guidò l’agire di Giovanni e Andrea, si riaffaccia ancora una volta nella mia mente, mentre l’auto, alla sera, percorre la strada che porta al lavoro. Un’altra notte in ospedale, un’altra notte lungo le mie torri di guardia. Spazio per pensare un po’ di più a ciò che ho vissuto. Sequela ed obbedienza, quella dovuta al nuovo pastore arrivato in città, cominciano a mescolarsi inesorabilmente ad una strana forma di lertizia. &lt;i&gt;“Che vale la vita se non per essere data?”&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt; - dice Anna Vercors a Pietro di Craon, ne “L’Annuncio a Maria” di Paul Claudel - “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire?&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style:normal"&gt;”, aggiunge. Eccolo, il centuplo di questo weekend, sulle tracce dell’ingresso a Milano di Angelo Scola. E’ il desiderio di fare della propria vita un dono ed è quello che porterò via con me anche domattina, lungo la strada che porta verso casa. Un pensiero dolce, che s’insinua a poco a poco e che dice che ciò che il mio cuore desidera esiste: basta saper seguire docilmente la volontà di un Altro, nell’attimo presente della vita. Ed io, questa vita, non ho più paura a darla tutta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6443657808341768366?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6443657808341768366/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6443657808341768366&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6443657808341768366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6443657808341768366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/09/riportando-tutto-casa.html' title='RIPORTANDO TUTTO A CASA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-t3gNNBYhlAg/Tn-pfyYXlnI/AAAAAAAACOw/2CRPfNDLXfY/s72-c/scola_tettamanzi_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-3271604624966287757</id><published>2011-09-11T00:05:00.001+02:00</published><updated>2011-09-11T18:25:32.283+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>NOTTE DI SETTEMBRE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-T3gPXxPXyu0/Tmvfu6swkQI/AAAAAAAACOo/sYbE3FZJhD4/s1600/hope.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 263px; height: 350px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-T3gPXxPXyu0/Tmvfu6swkQI/AAAAAAAACOo/sYbE3FZJhD4/s400/hope.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650856154590384386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Hanno spostato la macchinetta del caffé. Ed al suo posto, lungo questo corridoio d'ospedale, sono rimasti solo muri e finestre, dipinti di nuovo ed illuminati a giorno, anche nelle ore più scure della notte. Un corridoio strano, silenzioso, dove i passi rimbombano nel vuoto.&lt;br /&gt;E là, dove non c'é più la macchinetta del caffé, rimane solo la finestra dove &lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/07/un-coup-de-lumiere-mortelle.html"&gt;un ragazzo&lt;/a&gt; é volato via.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'altra notte lungo le torri di guardia, un'altra notte d'ospedale. Notte di undici settembre di dieci anni dopo. Altre torri, altre vite volate giù anche allora.&lt;br /&gt;Paura, venti di guerra, masters of war che non muoiono mai. L'uomo che sembra non voler cambiare mai.&lt;br /&gt;Sono cambiato io?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo quel che disse Chiara Lubich all'indomani di quel giorno. Che il mondo, paradossalmente, tendeva ancor di più all'unità. E che la storia dell’umanità altro non era se non un lento, eppure inarrestabile, cammino verso la fraternità universale. Frasi da visionaria, per chi aveva il cuore troppo indurito per vedere. Frasi di sapienza e verità, invece, per chi, come Chiara, continuava come e più di prima a camminare lungo le strade dell'Amore.&lt;br /&gt;Amore che, un giorno, mandò il Suo Figlio a sporcarsi le mani con noi.&lt;br /&gt;Ed a lasciarci un testamento, che dice "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Padre, che tutti siano uno&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Non vale la pena di vivere, per meno di questo.&lt;br /&gt;Anche dopo l'undici settembre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/zld2cSIVUO4" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-3271604624966287757?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/3271604624966287757/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=3271604624966287757&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3271604624966287757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3271604624966287757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/09/notte-di-settembre.html' title='NOTTE DI SETTEMBRE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-T3gPXxPXyu0/Tmvfu6swkQI/AAAAAAAACOo/sYbE3FZJhD4/s72-c/hope.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-3338846178051362244</id><published>2011-09-04T15:56:00.003+02:00</published><updated>2011-09-04T23:32:50.904+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meeting di rimini'/><title type='text'>UNA VIA D'AMICIZIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JTIJ1LaGdcA/TmOBswYVwjI/AAAAAAAACOQ/PRYHha9oi_I/s1600/meeting-2011_2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-X6cdGzXM-G0/TmOBgirG1LI/AAAAAAAACOI/ZWqYUThWW8M/s1600/meeting-2001_1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-X6cdGzXM-G0/TmOBgirG1LI/AAAAAAAACOI/ZWqYUThWW8M/s400/meeting-2001_1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648500753716139186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2qQSI5KEcYU/TmOAmbzp8NI/AAAAAAAACOA/lF30DShhtRU/s1600/padre%2BAldo.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fast food del Meeting é pieno di gente, come al solito. Un tavolo conquistato con fatica, ma un tavolo, da riempire con gli amici, alla fine si trova sempre. Lo Stefanone é seduto davanti a me, pacioso e sorridente. Poco più tardi me lo ritroverò anche sullo sfondo di una bella foto, il mio figlio più piccolo sulle sue spalle e, dietro, un titolo, che parla d'esistenza che si fa capace di diventar certezza. Me lo ricordo, Stefano, quando aveva quindici anni e adesso é un simpatico ingegnere di un metro e novanta, che quando ho un problema col computer me lo risolve sempre. E che quando ho visto per la prima volta un computer, lui era appena nato e accidenti al tempo che passa così in fretta. "&lt;i&gt;Ma perché uno che non é di CL deve leggere Tracce&lt;/i&gt;?", mi chiede. Suo padre, il mio amico Paolo, mi guarda con un sorriso. "&lt;i&gt;Spiegaglielo tu&lt;/i&gt;", sembra volermi dire con lo sguardo. "&lt;i&gt;Ne hai uno davanti&lt;/i&gt; - gli rispondo - &lt;i&gt;che ama quella rivista e non é del Movimento&lt;/i&gt;". "&lt;i&gt;Vabbé, ma tu non fai testo&lt;/i&gt; - mi dice - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Movimento&lt;/span&gt; c&lt;i&gt;e l'hai in famiglia&lt;/i&gt;". Già, come se bastasse. Non é mica questo il punto. Il punto, gli dico, é che, se non si sta attenti, siamo sempre alle prese coi pregiudizi. Giudizi, cioé, dati senza avere a cuore di provare a conoscerla, una famiglia. Ecco cos'é che ci frega sempre, perché la vera conoscenza presuppone il desiderio e l'amore, amore incondizionato per ciò che hai di fronte e ti sfiora nell'istante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed é solo facendo così, solo con uno sguardo largo, carico d'amore, che puoi sperare d'afferrare qualcosa della Bellezza che ti passa accanto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quante volte sono già stato al Meeting? Non me lo ricordo più. Tante, certamente. Così tante che questo é un posto dal quale, alla fine dell'estate, non mi riesce più di non passare. Perché qui, ogni volta, inevitabilmente, é un nuovo inizio. E si sa che l'anno nuovo comincia a settembre e non solo per quelli che vanno a scuola. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che poi, a scuola, in fondo abbiamo bisogno di andare sempre tutti e guai a chi crede d'aver già imparato e capito tutto. Anzi, io a quasi cinquant'anni, se ho compreso qualcosa é quanto sia sempre più grande il cumulo delle mie incertezze e fallimenti. Ma anche, per fortuna (o si chiama grazia?), di quanto ci sia sempre più Chi sostiene ogni giorno il mio passo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vabbé, sta di fatto che questa del Meeting é davvero una gran bella scuola. Fa venir voglia di rimettersi con nuova lena sui banchi di scuola della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima isola di buona energia, che incontro lungo la mia navigazione, si chiama &lt;b&gt;rapporti&lt;/b&gt;.  Il primo giorno, quando attraversiamo la fiera di Rimini, troviamo un &lt;b&gt;amico&lt;/b&gt; ad ogni passo. E' un soffermarsi continuo, che allarga, un po' alla volta, questo benedetto cuore, che, se non stai attento, rischia sempre d'indurirsi. Ogni volta é così - ci diciamo con mia moglie - tutti gli anni la stessa cosa. La prima cosa che ti colpisce del Meeting quando arrivi qui. Incontrare continuamente un pezzo della tua storia, dentro al volto degli amici a cui stringere la mano, da abbracciare dopo un po' che non ci si vede, con cui raccontarsi di come va e di come ciò che stai vivendo sta di nuovo rimettendo in pista la tua strada. Amici che, allo stesso tempo, sono tali perché son testimoni. Testimoni, se non altro, dello sperimentare che l'essere uniti nel Suo nome, genera la Sua presenza. E con Cristo che cammina insieme a noi, tutto, anche i corridoi della fiera, diventa davvero un'altra cosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-2qQSI5KEcYU/TmOAmbzp8NI/AAAAAAAACOA/lF30DShhtRU/s400/padre%2BAldo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648499755440533714" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lungo quei corridoi, a un certo punto, incrocio anche &lt;b&gt;padre Aldo&lt;/b&gt;. Sta parlando con Stefano Alberto, ma intorno, stranamente, non c'é nessuno. Basterebbe poco, mettersi un attimo in disparte ed approfittare, appena libero, per stringergli la mano. Ma non c'é tempo e forse non é neppure il caso: mia moglie e gli amici chiamano a sé e l'attimo fuggente scappa via. Lo ritroverò, comunque, padre Aldo, l'ultimo giorno, quello dell'incontro più importante; quello che spiega a tutti noi il titolo di un libro - "&lt;i&gt;Ciò che abbiamo di più caro"&lt;/i&gt;, dialoghi di don Giussani con gli universitari - ma anche l'essenza di ciò che sta a tutti a cuore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Chi sei tuo o Cristo&lt;/i&gt; - ci racconta con incredibile trasporto - c&lt;i&gt;he, a distanza di 22 anni, mi fai essere qui a dire che è vero quello che Giussani testimonia? Se sono qui è per testimoniare che non c’è nulla, nemmeno la follia, che possa impedire all’uomo di dire tu a Cristo. Solo adesso, dentro un lungo, faticoso, doloroso cammino, io posso dire che Lui, il mistero fatto carne in Cristo, è ciò che di più caro possiedo, perché tocco con mano adesso (ora, altrimenti non avrebbe più senso) che io, proprio io con la mia follia, sono ciò che è più caro per lui, per il mistero, per Cristo&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“&lt;i&gt;Da questa esperienza del mistero, da questo riconoscimento ‘io sono tu che mi fai’, da questa drammatica letizia è sbocciata la coscienza del mio io. A pagina 286 del libro, in una lezione tenuta a Corvara proprio dal professor Borgna, si legge: ‘Mi ha impressionato il fatto che siamo tutti folli... non facciamo fatica a capire che l’equilibrio assoluto non ce l’ha nessuno. Da questa mancanza di equilibrio, di proporzione scaturisce quella irrequietezza di cui si parlava, che può andare a finire nell’angoscia’. Questa dissociazione dell’io, questa follia appartiene a tutti perché frutto, sono parole di don Giussani, del peccato originale”.&lt;br /&gt;“Cosa mi ha salvato da questa mia pazzia, cosa ha ricostituito il mio io dissociato? Un incontro, non un incontro qualsiasi ma con qualcuno con cui ho sperimentato la stessa tenerezza di Gesù con Giovanni e Andrea, Zaccheo, l’adultera, la samaritana, Matteo. Un incontro mendicato, cercato disperatamente perché senza una libertà instancabile che grida, l’io non si muove: l’incontro con don Giussani, l’abbraccio di don Giussani. Mi ricordo il giorno, era il 25 marzo 1989. Rivedo gli occhi luminosi di quell’uomo mentre mi parlava di Cristo parlando lui con Cristo. Quell’abbraccio era l’abbraccio di Dio. Dal giorno di quell’abbraccio ho sperimentato la differenza tra l’essere figli e discepoli&lt;/i&gt;”.&lt;br /&gt;Quello di padre Aldo, alla fine, é un grido che sa di passione: “&lt;i&gt;L’esperienza dell’abbraccio è una necessità, perché la vita non si impara: è ricevuta. È trasmessa da un padre. Mi ami tu? Un abbraccio che si trasforma in amicizia, compagnia, sostegno&lt;/i&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dA_AMj6SdtU/TmDAkiP8HHI/AAAAAAAACNg/eGpe_Mgng3g/s1600/reggiori.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-dA_AMj6SdtU/TmDAkiP8HHI/AAAAAAAACNg/eGpe_Mgng3g/s400/reggiori.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647725666624085106" border="0" style="text-align: justify; float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 160px; height: 262px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Amici, cioé testimoni, al Meeting ce n'é ad ogni angolo. Come &lt;b&gt;Veronica Asaba,&lt;/b&gt; per esempio, giunta sino a qui dall'Uganda. Il libro che racconta la sua storia - "&lt;i&gt;La ragazza che guardava il cielo&lt;/i&gt;", di &lt;i&gt;Alberto Reggiori&lt;/i&gt; - risulterà il più venduto. E sentendola parlare si capisce il perché. La strada che porta alla sua conversione non passa solo dalle stazioni della malattia (la sieropositività), della morte e dell'abbandono dei familiari, ma soprattutto da quelle, numerose, degli amici. Ancora loro. Quelli di Veronica sono gente che l'accompagna davanti al padre, solo per dirgli: "&lt;i&gt;Noi siamo amici di sua figlia, vogliamo che sia felice e vogliamo accompagnarla verso il battesimo&lt;/i&gt;". E padre che, davanti ai testimoni, finalmente capisce e dona il suo permesso. “&lt;i&gt;Padre, lascia che ti dica una cosa&lt;/i&gt; - sono le parole di Veronica, alla fine del libro -  &lt;i&gt;il regalo più dolce e voltarsi indietro e poter sorridere e guardare con tenerezza il dolore passato, che non è stato inutile. Beato l’uomo e la donna che possono voltarsi indietro e sorridere a qualcuno&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Testimoni sono Marcos Zerbini e Paul Bhatti, che ti raccontano come si possa fare politica in modo nuovo, perché l'esistenza é diventata certezza di un Incontro. &lt;b&gt;Paul Bhatti&lt;/b&gt; é un pakistano, già medico in Italia ed ora  Consigliere del Primo Ministro del Pakistan per le minoranze religiose. Paul ha preso il posto di Shahbaz, suo fratello, ucciso da estremisti islamici nel febbraio di quest'anno. Legge il suo testamento, diffuso dalla stampa in occasione della sua morte. Roba già sentita? Macché, é roba che ti fa scorrere un brivido sotto la pelle anche se te la dovessero rileggere ogni giorno. "&lt;i&gt;Mi é stato chiesto di porre fine alla mia battaglia - &lt;/i&gt;aveva detto Shabhaz&lt;i&gt; - ma io ho sempre rifiutato, perfino a rischio della mia vita stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni, parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù&lt;/i&gt;".  Senti Shahbaz e guardi Paul. Lo stesso volto, la stessa passione. Lo stesso cuore che desidera cose grandi. Anche a costo della vita.&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-u95yHuP9YfM/TmKgBFik-uI/AAAAAAAACNw/b1XZbiqv53U/s400/marcos%2Bzerbini.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648252823203543778" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi arriva Marcos, parla poco dopo Paul. &lt;b&gt;Marcos Zerbini&lt;/b&gt;, chi é costui? Un altro politico? Anche, certamente. Ma c'é di più. Marcos parla alla fine. Del suo impegno nel parlamento brasiliano e non solo. Con sua moglie Cleuza ha fondato l’Associaçào dos Trabalhadores Sem Terra, che nel corso di pochi anni ha aiutato 100 mila persone ad acquistare un terreno ed una casa di proprietà. Il 24 febbraio 2008, di fronte a 50 mila persone, Marcos e Cleuza consegnano il loro movimento nelle mani di Julián Carrón, responsabile di Comunione e Liberazione. Lo sappiamo già un po' tutti,  ma lui non ce la fa: sente il bisogno di raccontare di nuovo la sua storia. Ed é questo, in fondo, che abbiamo bisogno di sentire anche noi.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;E' stato grazie all'incontro col carisma di don Giussani&lt;/i&gt; - dice Marcos - &lt;i&gt;che abbiamo cominciato a capire la nostra stessa vita. Abbiamo visto davanti ai nostri occhi, in un istante, tutto il filmato della nostra vita. Eravamo "impiegati di Cristo", ma oggetto del Suo amore. E' fondamentale fare esperienza di quest'amore e di quest'abbraccio. Solo così possiamo vivere la politica in modo adeguato. Solo così possiamo vivere il lavoro in modo adeguato. Solo così possiamo vivere il matrimonio in modo adeguato. Solo così possiamo vivere la vita in modo adeguato. Cerchiamo di ascoltare sempre di più il cuore, il sentimento e la gioia, strumento che Dio ci dà per capire il Vero, ciò che veramente ci corrisponde. Come dice Carron: "una bussola che ci mostra la strada sino a Lui"&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Grazie amici&lt;/i&gt; - finisce Marcos - &lt;i&gt;per averci aiutato a costruire questa storia, affinché io e Cleuza potessimo incontrarla. Voi, amici, avete letteralmente salvato la nostra vita, aiutandoci ad incontrare il Volto di Cristo incarnato. Per questo vogliamo riaffermare il nostro amore, la nostra fedeltà a questa storia"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia di Marcos, in fondo, é la mia storia. Stessa gratitudine per un abbraccio. Stessa memoria di un incontro. Quello che feci, anni fa, con colei che sarebbe divenuta mia moglie ed i suoi amici, che risvegliarono in me un desiderio ed una nostalgia. Perché senza desiderio e nostalgia di tutto ciò che sa di bellezza, pienezza e verità, é difficile tirar sera senza lacrime e rimpianti. Quando li incontrai avevo messo dietro alle spalle da tempo la volontà di seguire le orme di Cristo dentro la sequela di una vita di comunità. Ma il fascino di un'amicizia mi riconquistò. E mi rimise sulla mia strada, dentro la Chiesa e dietro al carisma di Chiara Lubich e del suo Movimento dei Focolari. E' per questo che ciò che ho di più caro, oltre a Cristo stesso, é una foto che fa bella mostra di sé al centro del salotto di casa: quella di Chiara e di don Giussani che si stringono la mano, sullo sfondo della cattedrale dedicata al primo papa della Chiesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed é per questo che, come Marcos, non posso che essere grato, finché avrò vita, dell'aver incontrato Dio dentro una via d'amicizia. Gratitudine e memoria. Felicità di un centuplo già sperimentato quaggiù. Così ogni mattina, finché, l'ultimo giorno, come disse Chiara, vorrò anch'io arrivare davanti a Lui col "&lt;i&gt;mio sogno più folle&lt;/i&gt;": "&lt;i&gt;portarti il mondo tra le mie braccia&lt;/i&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Padre, che tutti siano uno!&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-Jdf2qz48wGQ/TmKgc3zvwdI/AAAAAAAACN4/FwrIk387bZk/s400/don%2Bgiussani.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648253300553794002" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 307px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-JTIJ1LaGdcA/TmOBswYVwjI/AAAAAAAACOQ/PRYHha9oi_I/s400/meeting-2011_2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648500963553952306" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 299px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-3338846178051362244?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/3338846178051362244/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=3338846178051362244&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3338846178051362244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3338846178051362244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/09/una-via-damicizia.html' title='UNA VIA D&apos;AMICIZIA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-X6cdGzXM-G0/TmOBgirG1LI/AAAAAAAACOI/ZWqYUThWW8M/s72-c/meeting-2001_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-2447892497532841235</id><published>2011-08-23T23:41:00.001+02:00</published><updated>2011-08-23T23:47:21.449+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cahiers de france'/><title type='text'>CAHIERS DE FRANCE (13) - VIANDANTI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-VEGWSANaPTM/TlKOCLoJxAI/AAAAAAAACNY/X7x4gWxPeQs/s1600/chiara.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio viaggio finisce dov'era cominciato: davanti al mare. Perché tutte le strade finiscono sempre davanti al mare. Mentre scrivo queste righe - carta e penna come una volta - il sole é caldo, le onde lontane e la gente é ancora a casa a dormire. Le prime ore di uno splendido mattino su una spiaggia della riviera ligure di Ponente. Il mattino, al mare, é il momento migliore, quando i dolori ed i fantasmi della notte se ne sono andati via e la speranza si riaccende, prima che, anche qui, il mondo si rimetta a correre e ad urlare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine ho scoperto cosa significa, in bretone, &lt;i&gt;Startijenn&lt;/i&gt;. No, come si pronuncia, ancora non l'ho capito. Ma il significato di questa parola é energia ed io, isole di buona energia, ne ho trovate davvero tante. Eppure la cosa più bella l'ho pescata una volta giunto a casa. Ed anche questo lo sapevo. Che tutte le strade, prima o poi, riconducono a casa. La cosa più bella - dicevo - l'ho trovata leggendo una frase di Benedetto XVI al milione di giovani della spianata di Madrid: "&lt;i&gt;Non siamo viandanti verso l'abisso, verso il silenzio del nulla o della morte. Siamo pellegrini verso di Lui, che é la nostra meta e la nostra origine&lt;/i&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora adesso sì, che sono pronto per ripartire di nuovo ed ancora verso il mare. Il muso dell'auto, stavolta, puntato verso sud, una Rimini dove altre centinaia di migliaia di persone stanno già scommettendo su una nuova avventura. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella che l'esistenza possa diventare un'immensa certezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(6-fine)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-VEGWSANaPTM/TlKOCLoJxAI/AAAAAAAACNY/X7x4gWxPeQs/s400/chiara.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643729451180737538" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-2447892497532841235?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/2447892497532841235/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=2447892497532841235&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2447892497532841235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2447892497532841235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/08/cahiers-de-france-13-viandanti.html' title='CAHIERS DE FRANCE (13) - VIANDANTI'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-VEGWSANaPTM/TlKOCLoJxAI/AAAAAAAACNY/X7x4gWxPeQs/s72-c/chiara.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-4875681662101142924</id><published>2011-08-22T18:00:00.004+02:00</published><updated>2011-08-23T11:00:47.576+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cahiers de france'/><title type='text'>CAHIERS DE FRANCE (12) - PIETRE VIVE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-o0_z27UA8NE/TlKJ9zgUyXI/AAAAAAAACNQ/Zz1Nc8uE1Js/s1600/msm2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-r-WOjZi-CJ4/TlKIi7aoeXI/AAAAAAAACMw/ufMKzO83ztc/s1600/Mont.St.Michel.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-r-WOjZi-CJ4/TlKIi7aoeXI/AAAAAAAACMw/ufMKzO83ztc/s400/Mont.St.Michel.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643723416694978930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Accadde di notte. Fosse sogno o realtà, poco importa. Una notte d’autunno di quel lontano 708, notte poco tranquilla in cui ad Aubert, vescovo di &lt;i&gt;Avranches&lt;/i&gt;, venne negato il riposo. L’arcangelo Michele lo scosse dal sonno, ordinandogli di trasformare in santuario il &lt;i&gt;monte Tombe&lt;/i&gt;, isolotto di granito in mezzo alla baia più infestata dalle maree di tutta Francia. Inizia così la storia di &lt;i&gt;Mont Saint Michel&lt;/i&gt;, il luogo più visitato del paese, tappa per secoli del perocorso di pellegrini, in cammino verso Roma o Santiago. I monaci benedettini vi giungono appena i duchi di Normandia hanno la compiacenza d’andar via ed é un nuovo inizio: l’abbazia romanica che viene su; poi è fuoco d’incendio, che costringe a ricominciare un’altra volta, e tutto, merletti di pietra ed archi rampanti, è sempre più proiezione verso il cielo: nasce la &lt;i&gt;Merveille&lt;/i&gt; ed il suo splendore, spirituale e intellettuale, rischiara tutta la comunità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mont Saint Michel è ultimo lembo di terra normanna, ma guide di Bretagna e Normandia ne rivendicano ciascuna appartenenza a sé. Come il gioiello più prezioso di un tesoro, si fa a gara per averne il possesso. L’ingresso al Monte, un portico che fa breccia nella possente cinta delle mura, dà accesso ad una stretta via, che, dopo la locanda della Mère Poulard, s’inerpica lentamente in alto, verso la chiesa.&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-XNzm8B-udn4/TlKIvZpjGII/AAAAAAAACM4/hDuC0v-wxMo/s400/msm1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643723630969034882" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni ombra del fascino antico è irrimediabilmente persa per chi percorre questa via nelle comode ore del giorno; molto meglio giungervi all’imbrunire, quando il terreno è ormai sgombro dei turisti e le ombre iniziano ad allungarsi sinistre nella baia, facendo a gara con la marea montante. Il nostro ennesimo viaggio, lungo scale, cortili e stanze dell’abbazia, predilige questa volta le ore notturne, dove i giochi di luce creati dai moderni padroni della cattedrale hanno saputo creare impagabili suggestioni. Poi, arrivati lassù, nell’abside della chiesa, monaci e suore vi cantano come solo gli angeli sono capaci di fare. Sono i canti della &lt;i&gt;Fraternità di Gerusalemme&lt;/i&gt;, nuova incarnazione del mai defunto carisma di San Benedetto. E quando, all’indomani, nel corso della liturgia domenicale, quegli stessi monaci e suore, passeranno di panca in panca per stringere col loro sorriso le mani dei fedeli, l’unione tra terra e cielo non sembrera più il già e non ancora, ma un sogno che, come d’incanto, è diventato realtà.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-EdpU48OnCTk/TlKJdK1KkCI/AAAAAAAACNA/7tMTxDB4v4I/s400/vezelay1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643724417265209378" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri monaci ed altre suore, della medesima comunità, ravvivano oggi il fuoco della fede anche a &lt;i&gt;Vézelay&lt;/i&gt;. Un gioiello d’architettura, nel cuore di una &lt;i&gt;Borgogna&lt;/i&gt; che non è solo vigne e campi di frumento, lasciato troppo a lungo in balia di occhi oscurantisti e illuministi, ma per fortuna conservato intatto sino ad ora. Dopo la guerra, nel 1946, pellegrini d’ogni nazione s’incamminarono sino a qui, desiderando di ritrovare nella fede un’ideale che nessuna bomba facesse più crollare. Ogni popolo dietro ad una croce di legno, finché anche la comunità dei prigionieri tedeschi chiese di costruirne una, per unirsi a quel nuovo cammino di speranza. Oggi tutte quelle croci fanno bella mostra di sé, lunga la navata della splendida abbazia, ma quella di Germania è la più bella: dice al mondo che il male non prevarrà, non avrà l’ultima parola sul destino delle cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/--ELKH8fH3ik/TlKJu_JfkpI/AAAAAAAACNI/nT-rCCqkxDQ/s400/vezelay2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643724723366892178" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Obiettivo della Fraternità monastica di Gerusalemme è l’essere pietre vive, testimoniando la bellezza della liturgia. E basta davvero poco per rendersi conto di come sappiano fare bene il proprio lavoro. La comunità cristiana è forse piccola a Vézelay, come lo è a Le Mont Saint Michel, ma è viva e sana. Ma anche questa storia, del seme che sembra morire in inverno per poi rinascere a primavera, è storia già scritta. Storia singolare, ma sempre attuale. “&lt;i&gt;il germe sembra rinascere proprio là dove la terra sembrava inaridita&lt;/i&gt;” - scrive &lt;i&gt;Marina Corradi&lt;/i&gt; su un editoriale di &lt;i&gt;Avvenire&lt;/i&gt; dello scorso 1&lt;i&gt;1 agosto&lt;/i&gt;, dopo un viaggio a Parigi ed in Spagna - dove sembra prevalere la secolarizzazione.  Ma “&lt;i&gt;il seme morto rispunta, invece, ancora, ostinato; e vive e genera, duemila anni dopo&lt;/i&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(5-continua)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-o0_z27UA8NE/TlKJ9zgUyXI/AAAAAAAACNQ/Zz1Nc8uE1Js/s400/msm2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643724977939466610" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-4875681662101142924?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/4875681662101142924/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=4875681662101142924&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4875681662101142924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4875681662101142924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/08/cahiers-de-france-12-pietre-vive.html' title='CAHIERS DE FRANCE (12) - PIETRE VIVE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-r-WOjZi-CJ4/TlKIi7aoeXI/AAAAAAAACMw/ufMKzO83ztc/s72-c/Mont.St.Michel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6875078729597303220</id><published>2011-08-19T08:00:00.004+02:00</published><updated>2011-08-19T10:37:50.335+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cahiers de france'/><title type='text'>CAHIERS DE FRANCE (11) - NOSTRA SIGNORA DI CHARTRES</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-O1cDP2p11zE/Tkv_Z-sW2jI/AAAAAAAACMo/7moFh08jrvk/s1600/Chartres_labirinto.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-X_n6S6t2Nxo/Tkv8tdqrSCI/AAAAAAAACL4/VMJZb3hDCn4/s1600/Chartres_facciata.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-X_n6S6t2Nxo/Tkv8tdqrSCI/AAAAAAAACL4/VMJZb3hDCn4/s400/Chartres_facciata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641880816199616546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è un lungo pellegrinaggio a piedi, quello che mi porta fino a qui, un cammino come quello che Charles Péguy fece da Parigi. Eppure il percorso che mi conduce a &lt;i&gt;Chartres&lt;/i&gt; è, a suo modo, altrettanto intenso e affascinante. Per mesi ho studiato ogni pietra di questa cattedrale, ho cercato di entrare nel mistero della capacità di carpentieri, scultori e mastri vetrai, che in soli ventisei anni riuscirono ad innalzare quel capolavoro d’arte gotica che è la&lt;i&gt; cattedrale di Notre-Dame&lt;/i&gt;. Ventisei anni a partire da un venerdì di giugno del 1194, in cui un furioso incendio risparmiò solo la cripta e le torri della facciata dell’edificio principale ed in cui si pensò che il &lt;i&gt;Velo della Vergine&lt;/i&gt;, quello indossato da Maria il giorno dell’Annunciazione, fosse andato irrimediabilmente perso tra le fiamme. Fu il suo insperato ritrovamento tra le braci, invece,  a fare da vera e propria testata d’angolo della costruzione di una nuova chiesa, quella – più bella – che forse la Madonna voleva per sé ed alla cui ricostruzione una comunità intera - vescovi e commercianti, umile popolo e cavalieri - volle dedicare tutta la fatica ed il proprio denaro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho già percorso altre volte la strada che, dalla periferia sud-ovest di Parigi, conduce sino a qui: la campagna della &lt;i&gt;Beauce&lt;/i&gt;, infinite distese di prati verdi e campi di granturco, dai quali, già a molti chilometri di distanza, si possono scorgere le guglie della cattedrale svettare verso il cielo. Il viaggio è più veloce di quando viaggiatori e pellegrini di un tempo lo percorrevano a piedi o a cavallo, ma le sensazioni non sono poi così diverse, per uomini che abbiano conservato intatto il desiderio del proprio cuore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perciò, quando giungo davanti alla facciata, mi sembra d’avere in tasca, in qualche modo misterioso, le chiavi per aprire finalmente i cancelli della Bellezza, il portone dell’infinito capace di farsi solida certezza. Nel suo discutibile libro “&lt;i&gt;I misteri della cattedrale di Chartres&lt;/i&gt;” – discutibile perché distorce, con occhio esoterico e massone, la realtà – &lt;i&gt;Louis Charpentier&lt;/i&gt; almeno una cosa giusta era giunto ad affermarla: “&lt;i&gt;l’armonia è rimasta intatta… e nessuno può vantarsi, anche intellettualmente, di uscire dalla cattedrale di Chartres identico a quello che era prima di penetrarvi”&lt;/i&gt;. E' proprio così: non si può rimanere indifferenti in questo posto. Ma il possesso di quelle chiavi non é esclusivo: si tratta di qualcosa alla portata di tutti, di chiunque abbia conservato un cuore sincero, non corrotto dal tempo e dalle cose, e capace ancora di desiderare cose grandi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-BEcaxYisCQ4/Tkv-QA90-fI/AAAAAAAACMQ/3rFOIEGSQ4g/s320/Chartres_vetrata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641882509302364658" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sole, passando attraverso il blu cobalto delle vetrate, illumina magicamente anche gli angoli più remoti della cattedrale, mentre fuori la luce di un tramonto surreale – quasi le dieci di sera e dietro ad ogni individuo si staglia ancora chiara la sua ombra – incornicia uno dopo l’altro i meravigliosi portali. L’angolo nord-est, direzione del sorgere del giorno al solstizio d’estate, è il luogo dove tutto reinizia, la porta della Natività, il compimento della Nuova Alleanza. Come uomini del Medioevo, incapaci di leggere e scrivere, ma custodi ancora di quel cuore sincero, si può compiere un percorso che, passando dal portale sud, giunga infine sino al Portal Royal, l’ovest della cattedrale e rintracciare così tutte le sorgenti del sapere.&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-v809SdqhTr0/Tkv-pLUi0VI/AAAAAAAACMY/kV2NGe8Ylj4/s320/Chartres_portalenord.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641882941578727762" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px; " border="0" /&gt;&lt;/span&gt; Non c’è contraddizione tra scienza e fede: Dio s’è incarnato e tutta la sua vita è qui rappresentata; ma la vita dell’uomo è importante ai Suoi occhi e la continuità della creazione è scolpita negli uomini al lavoro, nei numeri, nel suo sapere. Non ci sono urla né stridore di denti per chi sia stato capace di conservare quel cuore di carne. Il giudizio universale del portale sud e la rappresentazione dell’apocalisse ad ovest, l’ingresso della cattedrale, posto là dove il sole tramonta, non sono luogo di mistero e di paura, ma di speranza per chi si dirige ad est, verso il Levante, dove apparirà, come un nuovo sole, Cristo che sconfigge tutte le nostre fatiche e il nostro dolore.  Anche il &lt;i&gt;labirinto&lt;/i&gt;, tristemente coperto dalle sedie, al centro dell’enorme navata centrale, non è luogo che quel cuore lo schiacci o lo opprima. I pellegrini che lo percorrono in ginocchio oggi non ci sono più, ma l’ultimo passo, il “s&lt;i&gt;alto nella gioia&lt;/i&gt;” si può compiere anche adesso, ché la via d’uscita è uno sguardo verso l’alto ed il mito di Crosso, il combattimento di Teseo col Minotauro, è storia del passato: non siamo fatti per luoghi di morte, ma per la vita. E percorrendo in lungo e in largo tutta la cattedrale, le necessarie soste davanti a &lt;i&gt;Notre-Dame de la Belle Verrière&lt;/i&gt;, al &lt;i&gt;Velo della Vergine&lt;/i&gt;, a &lt;i&gt;Notre-dame du Pilier&lt;/i&gt;, lo sguardo non riesce a fare a meno di andare continuamente fin lassù, le volte della chiesa. Perché la magia di quest’edificio di pietra è anche questa: un luogo dove mura, colonne ed archi rampanti convergono le forze verso il basso, attira invece irresistibilmente i nostri occhi verso l’alto. Nulla è superfluo, tutto è necessario. Ma ciò che è necessità, qui si é fatto anche Bellezza.&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-iCtTGDScCKQ/Tkv--sq0qtI/AAAAAAAACMg/v0BE8KZEMeE/s320/Chartres_pilier.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641883311307795154" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px; " border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine, quando il giorno se ne va, giunge anche per me il momento d’andar via. Anche se non si tratta di un addio: piuttosto di un arrivederci, perché prima o poi qui ci tornerò. Ma c’è un’esistenza, là fuori, che chiama a sé, esistenza destinata a diventar certezza, ancor più bella - se vissuta bene nell’attimo presente - di dieci, cento, mille cattedrali. Nell’&lt;i&gt;Annuncio a Maria&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;Paul Claudel&lt;/i&gt;, Anna Vercors dice a Pietro di Craon, costruttore di cattedrali: “&lt;i&gt;Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per esser data? E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire&lt;/i&gt;”. Eccola, la vita che chiama a sé, l’avventura che mi aspetta. Ed  é semplice, in fondo, basta saperle obbedire. Con Amore. Nella certezza che il nostro nome, da sempre, è già stato pronunciato. Da un Altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(4-continua)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6875078729597303220?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6875078729597303220/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6875078729597303220&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6875078729597303220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6875078729597303220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/08/cahiers-de-france-11-nostra-signora-di.html' title='CAHIERS DE FRANCE (11) - NOSTRA SIGNORA DI CHARTRES'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-X_n6S6t2Nxo/Tkv8tdqrSCI/AAAAAAAACL4/VMJZb3hDCn4/s72-c/Chartres_facciata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-1238696984737211757</id><published>2011-08-16T08:00:00.007+02:00</published><updated>2011-08-18T19:01:34.295+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cahiers de france'/><title type='text'>CAHIERS DE FRANCE (10) - COSMIC FOLK</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-a0dZnZcIs3A/Tkl3bz7eKvI/AAAAAAAACLw/qc5uz5AB02M/s1600/Startijenn2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yTQJyl8RS-U/Tkl3PxyuRiI/AAAAAAAACLo/6ARAOhblQh0/s1600/Startijenn.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-yTQJyl8RS-U/Tkl3PxyuRiI/AAAAAAAACLo/6ARAOhblQh0/s400/Startijenn.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641171121206085154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma come diavolo si pronuncia &lt;i&gt;Startijenn&lt;/i&gt;?  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco quel che ci vorrebbe adesso, penso tra me e me, mentre cammino lungo la spiaggia di &lt;i&gt;Perros Guirec&lt;/i&gt;, al ritorno da una scorpacciata di ostriche mangiate sul muretto di &lt;i&gt;Cancale; &lt;/i&gt;ostriche pagate al prezzo delle cozze e coi  gusci rigorosamente buttati giù, lungo la riva del porto, che così fan tutti da queste parti e non c’è nessun vigile che si sogni di venire a multarti, perché questa è proprio la tradizione del paese. Ci vorrebbe una bella birra o una buona bottiglia di sidro, possibilmente con un po’ di buona musica intorno, ecco quel che ci vorrebbe. Ed accade. Avviene che, come d’incanto, la musica venga a me&lt;i&gt;. &lt;/i&gt;Si materializza dal nulla ed io non posso fare a meno di andarle incontro.  Mi avvicino, arrivo sotto al palco, è un’isola di buona energia di cui abbiamo tutti bisogno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono melodie dolci e accattivanti, a tratti quasi stregate. Note forti, decise, suonate con vigore. E chi é quello, lassù sul palco, che suona il suo strumento che sembra Jimi Hendrix mentre dà fuoco alla sua chitarra? Altro che flauto: con buona pace di Ian Anderson e dei suoi Jethro Tull (mai piaciuti i Jethro Tull), quella che sta suonando quel ragazzo é una bombarda ed è davvero tutta un’altra cosa. E il tipo lì a fianco, con la cornamusa, chi è che mi ricorda? Ma sì, è Malcolm Jones dei Runrig, è altrettanto bravo e spacca, eccome se spacca, pure lui. E poi la fisarmonica, che qui la chiamano &lt;i&gt;accordéon diatonique&lt;/i&gt;, che potenza anche quella, insomma bisogna stare attenti, perché qua è tutto letteralmente un bombardamento. Dietro a tanta manna solista, poi, ecco il basso pulsante ed un drumming preciso, che fanno da perfetto tappeto sonoro su cui far scorrere la voce del cuore, ed una chitarra ritmica, che compie egregiamente il suo dovere. Quella di questi ragazzi è musica totale, folk rock cosmico, la lezione di &lt;i&gt;Alan Stivell&lt;/i&gt; mandata a memoria e spinta oltre, fin lassù, dove danzano i folletti, le streghe e tutti i nostri sogni rock’n’roll. E Van De Sfroos dove sei, che manchi solo tu, e stasera il bretone è come il laghée e parliamo tutti la stessa lingua.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-a0dZnZcIs3A/Tkl3bz7eKvI/AAAAAAAACLw/qc5uz5AB02M/s400/Startijenn2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641171327938079474" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la cosa più incredibile da vedere è la gente che balla sotto il palco  tutte le danze della tradizione bretone. E come è bello vedere giovani ed anziani, accomunati dalla stessa passione, gioia e desiderio di stare insieme. Ecco cos’è la vera musica popolare, quella che non rinnega le radici, coniuga il passato col presente e sa far convivere le conquiste di un tempo e le giuste ambizioni per il futuro. Scatto qualche foto, sono così stordito che mi dimentico di avere in tasca un telefonino, con cui fare un filmato della festa. Poi mi avvicino al banchetto del merchandising: “&lt;i&gt;le dernier?&lt;/i&gt;”, mi chiede il tizio là sotto. Sì, dammi l’ultimo, amico, e peccato che non ho abbastanza soldi per comprarli tutti, i vostri dischi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi tocca andar via quando il leader della band inizia a presentare i musicisti, poco prima dei bis finali. Mia moglie ed i miei figli reclamano a sé una presenza, é giusto così, ma è davvero difficile scendere giù dal pianeta su cui ero salito insieme a questi extraterrestri. Sarà per la prossima volta, ragazzi, che ora che vi ho trovato, non vi perdo più di vista per davvero. Già, ma come cavolo si pronuncia &lt;i&gt;Startijenn&lt;/i&gt;?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(3-continua)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/iuIKXG4V0aY" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-1238696984737211757?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/1238696984737211757/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=1238696984737211757&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1238696984737211757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1238696984737211757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/08/cahiers-de-france-10-cosmic-folk.html' title='CAHIERS DE FRANCE (10) - COSMIC FOLK'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-yTQJyl8RS-U/Tkl3PxyuRiI/AAAAAAAACLo/6ARAOhblQh0/s72-c/Startijenn.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7022914540518784446</id><published>2011-08-13T11:56:00.000+02:00</published><updated>2011-08-13T12:50:19.361+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cahiers de france'/><title type='text'>CAHIERS DE FRANCE (9) - EDEN A' L'OUEST</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-o68IVzbZVTI/TkOYXWPQdbI/AAAAAAAACLg/QNSvRy5kqWM/s1600/naufrages.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-5BVwxkgtDf0/TkOYAQLhl4I/AAAAAAAACLY/XUJBGivC3Gw/s1600/Saintmathieu.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi è qualcosa d’atavico e ineffabile nell’abitudine dell’uomo a dirigersi così spesso ad ovest. Popoli interi o singoli emigranti, l’attrazione a seguire il corso del sole e giungere laggiù dove tramonta appare come qualcosa d’irresistibile. Anche l’asse longitudinale delle grandi cattedrali, quello che dall’abside percorre tutta la navata per giungere sino alla facciata della chiesa, è quasi sempre costruito lungo questo percorso che da est porta ad ovest, fino al luogo che si contrappone al Levante, dove apparirà, come un nuovo sole, Cristo che sconfigge la morte. Per questo a &lt;i&gt;Chartres&lt;/i&gt;, ma anche nelle altre numerose chiese che fiorirono nel XII secolo in Francia, è rappresentata l’Apocalisse nel portone principale. Eppure il volto di Gesù, al centro del timpano del &lt;i&gt;Portal Royal&lt;/i&gt;, non è di quelli che incutono timore; è un viso dolce, invece, quasi che la Parusia non sia un evento di cui aver paura, ma istante in cui tutta la vita dell’uomo possa finalmente ricomporsi in un’armonia a lungo cercata, in mezzo a mille dolori ed affanni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-2Hw4sepbIBc/TkOX2xC2L6I/AAAAAAAACLQ/SNXmU43eU4Y/s1600/Pointeduraz.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-2Hw4sepbIBc/TkOX2xC2L6I/AAAAAAAACLQ/SNXmU43eU4Y/s400/Pointeduraz.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639518125532000162" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà pur vero che quel che importa non è dove si va, ma andare, eppure l’attrazione a puntare il muso dell’auto verso quel benedetto ovest, che fa capolino anche nei più oscuri meandri della mia mente, è troppo forte per opporvi un’adeguata resistenza. Allora i 160 chilometri che separano il tranquillo &lt;i&gt;golfo del Morbihan&lt;/i&gt; dalla fine di tutte le terre, la &lt;i&gt;Pointe Du Raz&lt;/i&gt;, estremità ovest del Finistère, sono nulla in confronto al desiderio di giungere sino ai confini di queste terre di mezzo. La strada da percorrere, diritta e silenziosa, ha intorno a sé una cornice di sole e nuvole di pioggia che danzano tra loro, mentre il sottofondo è un affascinante tappeto sonoro, strano mélange tra tradizione celtica e rock, come solo la musica di &lt;i&gt;Alan Stivell&lt;/i&gt; è stata, negli anni, capace di fare. Suoni e canzoni ascoltati mille volte e che sembrano riuscire finalmente a liberarsi dallo spartito che le ha tenute rinchiuse, ora che hanno ritrovato la strada che porta verso casa. E quando, come richiamati da una sorta di magica alchimia, i fratelli di Scozia dei &lt;i&gt;Runrig&lt;/i&gt; fuoriescono prepotentemente anche loro dall’iPod, ecco finalmente, lungo le note di &lt;i&gt;Loch Lomond&lt;/i&gt;, stagliarsi all’orizzonte le lunghe scogliere della Finis Terrae.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla Pointe Du Raz, però, non si arriva poco dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio ed è giusto che sia così, perché la Bellezza è qualcosa che merita d’essere conquistato con fatica e con sudore. Ci sono ancora venti minuti da fare a piedi, lungo il sentiero che s’insinua tra rocce e campi d’erica in fiore e che, poco a poco, lasciano che lo sguardo giunga a conquistare sempre di più il mare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mare che, però, non è mai disposto a farsi afferrare per intero. E’ lui il vero padrone della terra, con le onde che, anche oggi, giorno di bonaccia, minacciano pericolosamente i fari più lontani, laggiù dove s’intravede l’&lt;i&gt;Ile de Sein&lt;/i&gt; e ancora più in là, ove vi è solo il colosso di &lt;i&gt;Ar-Men&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-5BVwxkgtDf0/TkOYAQLhl4I/AAAAAAAACLY/XUJBGivC3Gw/s400/Saintmathieu.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639518288508721026" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure non può essere inferno, tutto questo, penso mentre, seduto sul bordo della scogliera, guardo il via vai incessante delle onde. Non lo è il faro di &lt;i&gt;Ar-Men&lt;/i&gt;, così come quello della &lt;i&gt;Jument&lt;/i&gt;, a dispetto della paura che il mare ha sempre messo addosso ai loro guardiani. Non lo è neppure il maestoso faro di &lt;i&gt;Punta Saint Mathieu&lt;/i&gt;, l’altro estremo occidentale del Finistère, costruito a ridosso delle rovine di quell’antica abbazia che monaci benedettini erano venuti a costruire proprio qui, perché, ancora una volta, l’ovest non è più luogo dove tutto finisce, ma dove la Bellezza è risorta perché la gioia e la speranza possano non avere più fine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-o68IVzbZVTI/TkOYXWPQdbI/AAAAAAAACLg/QNSvRy5kqWM/s400/naufrages.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639518685271979442" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E mentre, tranquillo, guardo ancora una volta tutta quella distesa d’acqua, alle mie spalle la statua di &lt;i&gt;Notre-Dame des Naufragés&lt;/i&gt;, ultimo baluardo sulla terraferma della &lt;i&gt;Pointe Du Raz&lt;/i&gt; ed unico porto sicuro per noi, poveri pellegrini in balia dell’ira della tempesta, mi tornano alla mente le parole che un prete brianzolo, che tanto aveva amato il mare, pronunciò un giorno neppure così lontano: “&lt;i&gt;ma calmo o agitato, silenzioso od irato, il mare ha ogni giorno ed ogni istante un minimo comun denominatore, un significato base unico ed inesorabile, che è la sua grandezza; il senso travolgente di una immane aspirazione all’infinito, al mistero infinito”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/7teYHxGv1ZM" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(2-continua)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7022914540518784446?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7022914540518784446/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7022914540518784446&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7022914540518784446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7022914540518784446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/08/cahiers-de-france-9-eden-louest.html' title='CAHIERS DE FRANCE (9) - EDEN A&apos; L&apos;OUEST'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2Hw4sepbIBc/TkOX2xC2L6I/AAAAAAAACLQ/SNXmU43eU4Y/s72-c/Pointeduraz.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6915509087262231609</id><published>2011-08-10T13:18:00.011+02:00</published><updated>2011-08-10T13:54:36.721+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cahiers de france'/><title type='text'>CAHIERS DE FRANCE (8) - ALTA MAREA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ctcB4IYPdos/TkJupyrefHI/AAAAAAAACK4/RaR2R2ayUyU/s1600/saint-Goustan.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ctcB4IYPdos/TkJupyrefHI/AAAAAAAACK4/RaR2R2ayUyU/s400/saint-Goustan.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639191347679100018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rigiro tra le mani un libro, lo sfoglio, lo leggo qua e là. Cosa ci faccio qui, una mostra sul Madagascar nel mezzo del cuore della Bretagna, proprio non lo so; a me che, oltretutto, gli oggetti d’arte africana non sono neppure mai piaciuti più di tanto. Ma, tant’è, avevamo promesso a quel simpatico prete tutto nero e sorridente, incontrato a messa e poi di nuovo per strada, che saremmo passati a dare un’occhiata, perciò eccoci qui.  Il libro che ho in mano, però, con l’Africa non c’entra proprio niente. In copertina il primo piano di un uomo bretone di circa cinquanta, sessant’anni, un bel cappellone di paglia in testa, l’espressione di chi abbia trovato il posto dove stare, dopo tanto peregrinare nella vita.  “&lt;i&gt;Sul cammino di mio padre&lt;/i&gt;”, è il titolo, che dice già tutto della storia di quest’uomo. Un percorso, faticoso, lungo le proprie radici, sulla strada che porta verso casa.  Per un attimo mi c’immedesimo anch’io, su queste strade di Bretagna che non sono quelle delle mie radici, ma che ho già percorso quasi trent’anni fa e che cerco inutilmente di riconoscere ad ogni passo, mano a mano che le percorro.  Alla fine lascio giù il libro, senza sapere il perché, esco dalla mostra e m’incammino nuovamente lungo la stradina che porta giù, al porto di &lt;i&gt;Saint Goustan&lt;/i&gt;. E’ uno sbaglio e me ne accorgerò quando sarà irrimediabilmente troppo tardi per tornare indietro a comperarlo, la possibilità mancata di entrare dentro la storia vera di un uomo di quassù, d’immedesimarmi di più in ciò che mi stupisce e m’incanta ad ogni istante in queste terre del nord. Ma posso sempre provare a scrivere la mia, di storia, quella di un’avventura colta come qualcosa che sempre ci è dato, senza che nulla sia mai tolto. Ed è questo il fascino che m'attrae, ogni giorno che passa, a dispetto di un passo che talora sembra trascinarsi stanco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-4aHhDqdIIcE/TkJu3-3dUYI/AAAAAAAACLA/cZg9CYnL8I0/s400/Locquemarier.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639191591468749186" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando torniamo all’incantevole porticciolo di &lt;i&gt;Saint Goustan&lt;/i&gt;, la marea ha raggiunto quasi il marciapiede, lambendo i copertoni delle auto lasciate incautamente parcheggiate, nonostante un bel divieto reciti tanto di data ed orario. In ogni tratto di costa, la vita di Bretagna viene scandita dalle regole del mare. Un’andirivieni incessante e quotidiano, l'acqua che avanza e si ritira, mutando continuamente i profili del paesaggio e la possibilità di percorrere alcune strade al posto di altre. Nella baia di &lt;i&gt;Mont Saint Michel, &lt;/i&gt;il mare compie percorsi fino a quindici chilometri e nei secoli passati più di un pellegrino si trovò sorpreso nelle morse mortali della sabbie mobili o delle onde giunte al galoppo all’improvviso.  In un’istante mi ritrovo col pensiero lungo l’infinita spiaggia di &lt;i&gt;Perros Guirec&lt;/i&gt;: il tramonto estivo, in queste terre del nord, sorprende i pensieri anche con l’orologio che scandisce quasi le dieci di sera.  Laggiù in fondo, dove ora c’è quiete e spiaggia deserta, solo poche ore fa una moltitudine di gente approfittava del sole ancora caldo ed alcuni ragazzi si gettavano da un trampolino in mezzo al mare; ora che tutto tace, quello stesso trampolino appare come una sorta di piccolo faro, appoggiato sulla spiaggia a difesa di una riva che ha respinto l’assalto dell’acqua, che ora scorre lontana.  Quasi ovunque, lungo tutta la costa di questa regione di Francia, sorta di baluardo a forma di sperone, affacciato ad ovest nelle acque della Manica, si possono trovare barche coricate lungo un fianco, l’albero maestro inclinato, quasi che le vele siano ormai senza vita, ma capaci invece, come d’incanto, di tornare a galleggiare di nuovo poco dopo, pronte a riaffrontare un mare che le sfida incessantemente ogni giorno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella che si fa strada, nell’animo e nella mente, a poco a poco, è un’attrazione magica e irresistibile per questo gioco quotidiano del mare. Alta e bassa marea come cerchi concentrici che avvolgono di continuo il percorso dell’esistenza, rendondola mutevole e affascinante ad ogni istante. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di fronte al piccolo molo in pietra, che unisce alla terraferma l’affascinante &lt;i&gt;Saint Cado&lt;/i&gt;, piccolo paese posto su di un isolotto, al centro del golfo creato dalla &lt;i&gt;Ria d’Ethel&lt;/i&gt;, c’è una serie di fotografie d’autore; in una di esse è ripreso un vecchio pescatore, abiti sdruciti, stivaloni alti, il volto consumato dalle rughe. Sotto la foto una scritta, la testimonianza della sua esistenza: “&lt;i&gt;non sono mai andato via da questo posto, la mia barca, i miei pesci, il mare e la mia casa: che bisogna c’era d’andare altrove?&lt;/i&gt;”.  Ecco tutto ciò che conta, al di là delle maree, del tempo variabile, del mare che non sai mai se sarà bonaccia o tempesta: la vita reale, vissuta con pienezza e con Bellezza. E nella certezza che ogni mattina – immancabilmente e dolcemente - viene a visitarci dall’alto un sole che sorge. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-9qeQIJsWR1o/TkJvMSWzRNI/AAAAAAAACLI/4puXU-nvrOw/s400/Perros-Guirec.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639191940297868498" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(1-continua) &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6915509087262231609?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6915509087262231609/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6915509087262231609&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6915509087262231609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6915509087262231609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/08/cahiers-de-france-8-alta-marea.html' title='CAHIERS DE FRANCE (8) - ALTA MAREA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ctcB4IYPdos/TkJupyrefHI/AAAAAAAACK4/RaR2R2ayUyU/s72-c/saint-Goustan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6562519697386186070</id><published>2011-07-17T08:36:00.013+02:00</published><updated>2011-07-17T12:29:15.962+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>FARI, ROTTE E CERTEZZE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-nQUASyTlsAM/TiKLz4XhwHI/AAAAAAAACKo/CF5uMAw3L-0/s1600/ar-men.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 294px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-nQUASyTlsAM/TiKLz4XhwHI/AAAAAAAACKo/CF5uMAw3L-0/s400/ar-men.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630216207587197042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Li chiamavano "inferno". Il faro della Jument, al largo dell'isola di Ouessant. Quello di Ar-Men, oltre l'ultimo lembo di terra dell'Ile-de-Sein. Torri enormi in mezzo al mare, là dove non c'è più nulla, solo oceano e vento, ad ovest del Finistère. Giganti di pietra capaci di resistere all'urto di un mare furioso, costruiti con fatica e perdita di vite umane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I guardiani, portati fin laggiù con barche incapaci di attraccare, venivano calati con le funi e poi lasciati lì; vi rimanevano settimane, anche mesi di fila, senza che nessuno riuscisse più ad avvicinarsi per dare loro il cambio, portarli in salvo. La storia dei guardiani dei fari é realtà e leggenda, parte di un passato che non tornerà più. Oggi tutti i fari di Bretagna sono automatizzati e forse é giusto che sia così, in un mondo che non ha più voglia di rischiare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre scrivo queste righe, il motore dell'auto già acceso, un percorso ed una destinazione già tracciati, ma dentro l'anima anche la consapevolezza che l'importante in fondo non é dove si va, ma il modo in cui andare, ho davanti la copertina di una rivista, un faro sullo sfondo - ma guarda un po' - e sotto una frase: "&lt;i&gt;E l'esistenza diventa un'immensa certezza&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' proprio così, a dispetto di tutto ciò che quell'esistenza rischia di schiacciarla. A dispetto dei dolori e del cinismo incrociati sulla strada. Dell'incapacità di riconoscere uno sguardo di misericordia prima di tutto su noi stessi. A dispetto di tutto, c'é la certezza di un Amore che tutto avvolge. Troppa gente spegne il motore, misconosce una Presenza, ferma l'auto e smette di percorrere la strada. Io no, non ho intenzione d'interrompere il cammino. E di perdere la chance che accadano cose che mi facciano sorprendere di Lui all'opera. Un desiderio del Bello e del Vero, incontrato dentro l'umanità che si racconterà nelle persone che mi verranno incontro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La luce del faro che illumina la mia strada non é un bagliore a intermittenza, in balia di un dispositivo automatico e a rischio d'incepparsi sul più bello. E' un fascio di luce costante, azionato da un Guardiano che é sceso a fare compagnia a quella strada perché non sia più inferno ma paradiso, già da subito e sin quaggiù.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si tratta solo di stare al gioco e di combattere la buona battaglia, fino alla fine. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stay tuned and have a good time, friends. It's still a rock'n'roll life.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/r3uIBOE6AZE" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6562519697386186070?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6562519697386186070/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6562519697386186070&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6562519697386186070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6562519697386186070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/07/fari-rotte-e-certezze.html' title='FARI, ROTTE E CERTEZZE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-nQUASyTlsAM/TiKLz4XhwHI/AAAAAAAACKo/CF5uMAw3L-0/s72-c/ar-men.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-768202224613833290</id><published>2011-07-13T13:10:00.012+02:00</published><updated>2011-07-16T09:55:46.371+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>UN COUP DE LUMIERE MORTELLE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-z06Q8kraCGc/Th2PpN-f-TI/AAAAAAAACKg/rnViuIiEGps/s1600/image.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 321px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-z06Q8kraCGc/Th2PpN-f-TI/AAAAAAAACKg/rnViuIiEGps/s400/image.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628813047572199730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Accecato dalla notte, a colpi di luce mortale. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eblouiée par la nuit&lt;/span&gt; é la canzone di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zaz&lt;/span&gt; che mi accompagna sin dalle luci dell'alba. C'è un non so che di sinistro in quella voce così acuta, giocata su registri impossibili ed allo stesso tempo capaci di comporre una melodia struggente, di quelle dal lasciare in repeat nel lettore cd e nella mente.&lt;br /&gt;Poi, a mezzogiorno, tutto accade. Un infermiere si getta dagli ultimi piani dell'ospedale, troppo stanco per sopportare il proprio male di vivere, a dispetto del sorriso e della dispinibilità mostrati a chiunque lo incontrasse ogni giorno. La luce di mezzogiorno é il colpo di luce mortale che si fa strada sui volti di ciascuno. Dopo, il resto della giornata ospedaliera é un trascinarsi stanco, dove i gesti di tutti sono rallentati, le parole, inutili, ridotte al minimo indispensabile, mentre i malati continuano a richiamare a sé una presenza, la risposta alle proprie ferite.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;"E' così che funziona allora&lt;/span&gt;": é questa la frase che mi rimbalza da un capo all'altro della mente, una frase già scritta, già letta, e che ha senso anche in questa circostanza. E' così che funziona, dunque: un giorno siamo lì, incazzati e di corsa come sempre, e il giorno dopo non ci siamo più. Perché quella a cui rischiamo di correre dietro é la nostra ansia ed insoddisfazione. Quando non diventa vera e propria depressione - la malattia del secolo, l'ha definita qualcuno - come nel caso di quel povero ragazzo il cui volto, adesso, rimane stampato nella mente di ciascuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mando un veloce sms a mia moglie, poco prima di uscire. Tra poco me ne andrò, per essere, domani, a Dio piacendo, ancora una volta in questo posto, luogo di pianto e stridore di denti, punto di partenza, a volte, per la strada che porta verso casa. "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Signore, cosa é l'uomo perché te ne curi?&lt;/span&gt;", le scrivo. Eppure l'hai fatto poco meno di te. "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' come una foglia trasportata dal vento&lt;/span&gt;", mi risponde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta a ciò che sembra senza speranza é riscoprire un Amore ed una Misericordia che sappiano accogliere tutte le durezze del nostro cuore.&lt;br /&gt;Un cuore fragile come una foglia sbattuta dal vento, ma fatto per desiderare cose grandi.&lt;br /&gt;La via d'uscita, quella che il falsario cerca di nasconderti ad ogni costo, é metterlo tra le braccia di Colui a cui appartiene.&lt;br /&gt;Per riscoprire che ciò che il tuo cuore desidera esiste.  E che quel qualcosa si chiama Bellezza.&lt;br /&gt;A dispetto di ogni croce ed ogni dolore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/qskEfW7y3DQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-768202224613833290?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/768202224613833290/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=768202224613833290&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/768202224613833290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/768202224613833290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/07/un-coup-de-lumiere-mortelle.html' title='UN COUP DE LUMIERE MORTELLE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-z06Q8kraCGc/Th2PpN-f-TI/AAAAAAAACKg/rnViuIiEGps/s72-c/image.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-957287214047180371</id><published>2011-07-07T20:00:00.010+02:00</published><updated>2011-07-07T21:53:34.649+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='avvisi'/><title type='text'>LE LONG DE LA ROUTE, ONCE AGAIN</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jmSIvJH_Rfw/ThYMKr7QkeI/AAAAAAAACKY/FxmzsDKfRNc/s1600/phare.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HRG7L0s84Ls/ThYL9IyNlUI/AAAAAAAACKQ/Wa4dL9Rqlf4/s1600/clooney_er1_ufs--400x300.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-HRG7L0s84Ls/ThYL9IyNlUI/AAAAAAAACKQ/Wa4dL9Rqlf4/s400/clooney_er1_ufs--400x300.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626697929404028226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7RgDomjB9YM/ThX0EImZqFI/AAAAAAAACKI/pZuzmpWnzzA/s1600/finistere-nord-pointe-saint-mathieu-img.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho scritto di &lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/lampi-nel-buio.html"&gt;lampi nel buio&lt;/a&gt; e di &lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/04/ferite-nella-notte.html"&gt;ferite nella notte&lt;/a&gt;. Di &lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/ballad-of-frankie-lee-and-judas-priest.html"&gt;Frankie, di Judas&lt;/a&gt; e di &lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/portando-tutto-casa.html"&gt;Travis&lt;/a&gt;, volti incontrati lungo corsie d'ospedale, fermi al semaforo a chiedere la carità, o chissà dove, che ogni luogo, in fondo, é uguale all'altro. Destini incrociati ed amore incondizionato per la mia storia come per quella altrui: un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2009/05/il-gusto-della-vita.html"&gt;che ne sarà di loro?&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;" che prende consapevolezza che la questione dell'io é un tu. Un &lt;i&gt;Tu&lt;/i&gt; che, se lo sai guardare, giù nel profondo, indossa la T maiuscola, e che, solo vestito di quell'abito, si fa capace di recuperare il senso di ciò che accade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo d'aver scritto abbastanza, a dispetto del poco che ho vissuto in pienezza e verità. Tempo di cambiar rotta, dunque, a caccia di bellezza ed in ansiosa attesa che la realtà continui ad educare il cuore, ché la strada non va cercata: é lei che ti viene innanzi da sé.&lt;br /&gt;Io, sul sedile a fianco del mio, continuo ad avere, quale compagno di via, Uno che possiede un cuore nel quale deporre tutte le durezze del mio. E grazie al cielo che é così, ossia che lo sguardo su me stesso assuma sempre più le sembianze di una goccia mentre cade in un oceano di Misericordia infinita. Con quel Compagno accanto, seduto vicino a me, non ho più timore a rimettere il muso dell'auto davanti alle incerte superstrade della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-jmSIvJH_Rfw/ThYMKr7QkeI/AAAAAAAACKY/FxmzsDKfRNc/s400/phare.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626698162175513058" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest'estate tornerò dalle parti dell'arcangelo San Michele e poi lontano, ancora più in là, ove si ode solo il rumore delle mareggiate contro gli scogli, illuminate a tratti dalla luce lampeggiante dei fari. Ci sarà tempo e modo, forse, per riaprire i miei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/search/label/cahiers%20de%20france"&gt;cahiers de France&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; e raccontare nuovamente qualcosa, di luoghi selvaggi e di gente di mare, i profili resi sempre diversi dall'incessante viavai delle maree. Nel frattempo che si stia bene tutti, amici, passanti e compagni di viaggio, ci si rivede solo un po' più in là.&lt;br /&gt;Perché non c'é via o cammino che, alla fine, non riconduca lungo la strada che porta verso casa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/XZaI3kVnoeA" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-957287214047180371?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/957287214047180371/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=957287214047180371&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/957287214047180371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/957287214047180371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/07/le-long-de-la-route-once-again.html' title='LE LONG DE LA ROUTE, ONCE AGAIN'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HRG7L0s84Ls/ThYL9IyNlUI/AAAAAAAACKQ/Wa4dL9Rqlf4/s72-c/clooney_er1_ufs--400x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7342548690307309407</id><published>2011-06-28T10:53:00.008+02:00</published><updated>2011-06-29T18:04:28.164+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>PORTANDO TUTTO A CASA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-q7XrlHmNWWw/TgmgOzLD7hI/AAAAAAAACJo/LBS4Hv5pvGo/s1600/travis.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 254px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-q7XrlHmNWWw/TgmgOzLD7hI/AAAAAAAACJo/LBS4Hv5pvGo/s400/travis.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623201785863990802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aveva visto Travis fermo al semaforo, il mattino di una già afosa giornata di giugno. Il solito sguardo perso, gli abiti sdruciti, il cappellino in testa, l'aspetto triste e trasandato. Adesso però stava mangiando un biscotto, girato verso l'altro lato della strada. Lui aveva abbassato il finestrino, qualche monetina in mano, ma Travis si era messo in tasca il bicchiere con cui chiedeva sempre la carità. Aveva rallentato apposta per dargli qualcosa, fermandosi pure all'incrocio col semaforo giallo, mentre il traffico impazzito già gli suonava dietro per sorpassarlo. Non li aveva neppure sentiti, quegli stupidi clacson della città. E dal basso della polvere della sua vecchia auto, non riusciva neppure a distinguere i tratti decisi della rabbia a bordo dei SUV che gli sfrecciavano accanto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi Travis si era finalmente girato verso di lui ed aveva tirato fuori il bicchiere dalla tasca. Un sorriso quasi ironico e beffardo, ma allo stesso tempo di una tenerezza immensa. Nessuna fretta nel vivere il suo tempo, neppure nell'approfittare di un gesto di carità. E così le monetine erano scese, risuonando, nel fondo del bicchiere, solo quando era giusto che vi dovessero arrivare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa ci faceva lì Travis, in uno squallido semaforo di periferia? In una Milano, Lombardia non così tanto diversa da una Parigi, Texas? Una città carica degli stessi guai, delle medesime speranze disattese, un unico fagotto di tristezze e desolazioni infinite? Lo salutò con la mano, mentre il verde del semaforo, comparso inesorabilmente e troppo presto, l'aveva costretto ad andar via. E mentre l'auto si allontanava provò a tener desto nella mente il ricordo di quell'uomo, che non desiderava volasse via con la stessa rapidità con cui era apparso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Cosa ne sarà di loro?&lt;/i&gt;" : era quello lo sguardo che stava imparando, a poco a poco, ad avere su chiunque gli fosse veramente caro. Uno sguardo che fosse capace d'appassionare il suo cuore, vecchio ed indurito, al Destino dell'altro. Provò a rivestire di quell'abito anche il volto dell'uomo incontrato poco prima. Pensò alla moglie ed ai figli che magari aveva avuto e che adesso erano in giro chissà dove; ad una vita diventata diseredata all'improvviso, ma che sempre sarebbe stata, comunque, nel Cuore di un Altro, che un Destino buono l'aveva pensato anche per lui, come per ciascuno di tutti gli altri. "&lt;i&gt;Cosa é l'uomo perchè te ne curi?&lt;/i&gt;" : questo era l'uomo, niente di più e niente di meno. Eppure un Dio aveva dato la vita per lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era arrivato finalmente a casa, la strada porta sempre verso casa, alla fine del giorno o della notte. Mentre parcheggiava l'auto in garage si accorse che anche quella volta aveva portato con sé un cumulo di polvere e che gli sarebbe riuscito sempre più difficile scrollarsela di dosso. Avrebbe fatto una doccia, certamente, appena dopo aver varcato la soglia e posato la borsa, ma sapeva già che non sarebbe bastato. Eppure non gli dispiacque affatto, quel mattino, anzi ne fu persino felice, perché si stava inevitabilmente affezionando a quel denso strato che gli si stava formando addosso. E tutta quella polvere incontrata - ormai - era sempre più l'unica cosa, giorno dopo giorno, di cui avesse voglia di scrivere e raccontare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;la narrativa riguarda tutto ciò che é umano e noi siamo polvere, dunque se disdegnate d'impolverarvi, non dovreste tentar di scrivere narrativa&lt;/i&gt;"  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(&lt;i&gt;Flannery O'Connor&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7342548690307309407?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7342548690307309407/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7342548690307309407&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7342548690307309407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7342548690307309407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/portando-tutto-casa.html' title='PORTANDO TUTTO A CASA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-q7XrlHmNWWw/TgmgOzLD7hI/AAAAAAAACJo/LBS4Hv5pvGo/s72-c/travis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5052534036316775461</id><published>2011-06-22T21:34:00.011+02:00</published><updated>2011-06-22T23:12:18.213+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><title type='text'>THE BALLAD OF FRANKIE LEE AND JUDAS PRIEST</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-q9RVMfBJ65I/TgJNzK7202I/AAAAAAAACJg/jA5ovoR7dwA/s1600/the-doctor-by-luke-fildes.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 269px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-q9RVMfBJ65I/TgJNzK7202I/AAAAAAAACJg/jA5ovoR7dwA/s400/the-doctor-by-luke-fildes.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621140826415879010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;"Eternità?" chiese Frankie Lee, con voce fredda come il ghiaccio&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;"Già" disse Judas Priest, "Eternità", o magari vuoi chiamarla Paradiso.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;"Io non la chiamo proprio niente" ribatté Frankie Lee con un sorriso&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;"Come vuoi" disse Judas Priest, "ci vediamo fra un po' "&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella volta non ce l'aveva fatta. A guardare in faccia Frankie Lee. "&lt;i&gt;Hey, doctor, come è andato l'esame?&lt;/i&gt;", gli aveva chiesto lui. "&lt;i&gt;Tutto bene, niente di particolare&lt;/i&gt;", gli aveva risposto, pure un po' scocciato ed annoiato. "&lt;i&gt;Meno male, almeno un esame che va bene&lt;/i&gt;", aveva aggiunto Frankie. Rispondono sempre tutti così, aveva pensato, mentre si avviava a scrivere il referto sul computer; sempre la stessa storia, gli dici che va tutto bene e si lamentano comunque di qualcosa. Poi l'infermiera l'aveva preso per un braccio, nascosto dietro il paravento, dove Frankie non vedeva. "&lt;i&gt;Oggi gli hanno fatto diagnosi di un cancro; è già pieno di metastasi&lt;/i&gt;", gli aveva detto lei. Una sberla in pieno viso, a risvegliarlo da tutto il suo maleducato torpore. Era a quel punto che il dottore non era più riuscito a guardare in faccia Frankie, anche se adesso era diventato facile essere un po' più gentile ed educato. Quella ferita dell'altro, incontrata tutti i giorni, così difficile da abbracciare ogni maledetta volta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi Frankie era uscito dall'ambulatorio, per fortuna qualcuno se l'era portato via anche in fretta. E lui, allora, si era messo sotto a lavorare, di buona lena, impegno e sudore, senza risparmiarsi fino alla fine del giorno. E senza farsi troppe domande.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, arrivato a sera, lei gli aveva raccontato di Judas Priest. Pochi giorni di vita, la stessa malattia di Frankie, solo piazzata in un posto diverso. Ma come diavolo si fa a lavorare in oncologia, aveva pensato lui, molto meglio avere a che fare con le ferite del cuore, c'è molta più soddisfazione. Che poi, quelle ferite, lui che le curava tutti i giorni, gli sembravano sempre più cose di cui fosse difficile prendersi cura. Invocava la stanchezza e lo stress, pure la vecchiaia a volte. ma la verità era che quel suo vecchio cuore stava diventando giorno dopo giorno solo più indurito. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Judas aveva lottato otto anni con la bestia ed ora sembrava davvero giunto alla fine. Judas non aveva fede, solo un amico - un compagno - a percorrere con lui anche l'ultimo tratto di strada. Judas aveva al collo la catena di un rosario, rosario di Lourdes. Regalato da amici, a lui che diceva di non credere. Ma non riusciva più a staccarsene, te lo diceva con un gran sorriso: "&lt;i&gt;non potrei mai più togliermelo di dosso&lt;/i&gt;", aveva detto a lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lui, the doctor, era sempre più spesso troppo confuso ed impotente. La morte e la sofferenza, compagni di strada sempre più stretti, apparivano giorno dopo giorno sempre più ingombranti. Ma non ne provava fastidio, in fondo, solo un senso d'inadeguatezza sempre più grande di fronte a ciò che sapeva sempre più di sacro. La morte e la sofferenza restavano un mistero. Come quello di un Dio che sulla croce grida l'assurdo dell'abbandono dal Padre. La redenzione - invece - quella appariva sempre più una una certezza. Sperimentata ogni volta nel volto di ciascuno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si mise a pregare, quella sera, più intensamente di quanto avesse fatto tante altre volte. Ed era felice di trovarsi, all'indomani, ancora una volta laggiù in trincea. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non aveva nulla da donare, se non la pochezza di sé. Ma la voglia di farsi compagno di strada, insieme all'Uomo dei dolori, quella si era fatta prepotentemente strada nel suo cuore. Ci avrebbe provato un'altra volta, all'indomani. A fare ciò di cui gli sembrava di non esser mai capace. Prendersi cura di ciò che gli sarebbe passato accanto. E dei Frankie e dei Judas che avrebbe incontrato di nuovo. In fondo, pensò - sceso finalmente da tutta la propria supponenza - non era chiamato a fare altro se non questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/VPvQrK19xKk" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5052534036316775461?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5052534036316775461/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5052534036316775461&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5052534036316775461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5052534036316775461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/ballad-of-frankie-lee-and-judas-priest.html' title='THE BALLAD OF FRANKIE LEE AND JUDAS PRIEST'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-q9RVMfBJ65I/TgJNzK7202I/AAAAAAAACJg/jA5ovoR7dwA/s72-c/the-doctor-by-luke-fildes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6303038846174742507</id><published>2011-06-20T22:48:00.012+02:00</published><updated>2011-06-21T07:36:01.313+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri in libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bob Dylan'/><title type='text'>YOU SEE ME ON STREET</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-DGNsHwxgBII/Tf-1jNvYgtI/AAAAAAAACJY/Tae9VhB6zCI/s1600/2011_LA_Feb_grammys_01b.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-DGNsHwxgBII/Tf-1jNvYgtI/AAAAAAAACJY/Tae9VhB6zCI/s400/2011_LA_Feb_grammys_01b.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620410476570116818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Something is happening here, but you don't know waht it is. Do you mister Jones?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora un paio di notti e sarai di nuovo tra noi. Non riuscirò ad esserci, probabilmente, ed è un peccato, con tutte le volte che ti ho visto fino a qua; perdermi proprio la sera dei tuoi settant'anni. Quasi come sbagliare un calcio di rigore, mancare ad un appuntamento così. Ma tant'è, le cose vanno come devono andare, ed io, in fondo, non ho poi così paura di sbagliare, che non è da questi particolari che si giudica un campione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà se mercoledì sera, a Milano come in qualunque data in giro per il neverending tour, saprai finalmente cosa sta succedendo quaggiù. Ne dubito fortemente. La faccenda esistenziale, al fondo, è ancora rischiare la vita su quel palco, costi quel che costi, non il sapere esattamente quel che ci accade sopra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come nella vita, in fondo. Mica sempre ti è dato di sapere, di capire. Ma è bello giocare, provare a scagliare il pallone forte in porta. Vita da mediano che sia, o centravanti che non ha paura di sbagliare. Quel che conta è sapere che quello che ti passa la palla ha dentro il cuore un Destino che è scritto per il bene, proprio come l'avversario che quel pallone cerca di portarlo via.  E appassionarsi  a quel gioco di squadra che è lo stare in campo tutti insieme, è questo il bello, amici ed avversari, ma abbracciati tutti da un unico e solo Disegno buono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buon compleanno, vecchio Bob, have a nice staying here, one more time, spero ci si riveda presto, anche da queste parti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io, intanto, continuo a giocare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6303038846174742507?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6303038846174742507/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6303038846174742507&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6303038846174742507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6303038846174742507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/you-see-me-on-street.html' title='YOU SEE ME ON STREET'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-DGNsHwxgBII/Tf-1jNvYgtI/AAAAAAAACJY/Tae9VhB6zCI/s72-c/2011_LA_Feb_grammys_01b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7987700902390006823</id><published>2011-06-15T15:10:00.002+02:00</published><updated>2011-06-15T15:15:11.982+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>UN LIBRO PER L'ESTATE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-bWXyvE4Baj8/TfivY8uIrGI/AAAAAAAACJQ/-Q93Bd_bW3g/s1600/paolozago.jpg.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 177px; height: 284px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bWXyvE4Baj8/TfivY8uIrGI/AAAAAAAACJQ/-Q93Bd_bW3g/s400/paolozago.jpg.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618433378296048738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Due bambini, vicini di casa, che giocano assieme a soldatini, a basket o a calcetto. Poi i due amici crescono e percorrono strade sempre più diverse: uno, attivista della Fgci, impegnato politicamente, l’altro che entra in seminario. Non si sentono più per anni, poi, all’improvviso, lui, con una mail, ricontatta l’amico prete: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti ricordi di me? Giochi ancora a basket?&lt;/span&gt;”. Comincia così il dialogo tra don Paolo Zago e “Nic”, il suo amico ateo. Dalle mail si passa rapidamente ad una serie d’incontri, a volte dietro ad una pizza o un boccale di birra. I loro discorsi vertono su tutto, anche su argomenti scabrosi: la fede, i soldi della Chiesa, la vicenda della pedofilia; l’amico vuol sapere - “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cosa fa un prete tutto il giorno?&lt;/span&gt;” -, entrare nell’intimo dell’esperienza dell’altro, nelle sue gioie e nelle sue sofferenze. Il prete ci sta, si mette a nudo, in un rapporto che, via via, diviene sempre più profondo e finisce per mettere in luce anche l’animo dell’altro. Eppure non è chiaro perché Nic l’abbia ricontattato, dopo tutto quel tempo: cosa c’è dietro a quegli interrogativi?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il libro di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paolo Zago&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prete in comunità&lt;/span&gt; -  edito da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Città Nuova&lt;/span&gt; per la collana &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Passaparola&lt;/span&gt;, si legge d’un fiato ed è un affascinante e profondissimo excursus dentro l’esperienza di vita dell’autore. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma cosa vuol dire fare il prete oggi?&lt;/span&gt;”, chiede l’amico a don Paolo, ad un certo punto. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Significa essere dentro una comunità&lt;/span&gt; - gli viene risposto - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il prete è espressione della comunità e nello stesso tempo ciò che fa è per creare comunione. Un tempo l’idea di una parrocchia era quella dei laici che danno una mano al prete; oggi è quella di un prete che si mette a servizio dei laici&lt;/span&gt;”. Questa comunità, quella degli amici di don Paolo, si affaccia anche alla finestra che l’amico ha spalancato, con tutto il suo desiderio di capire. Tra quegli amici, una sera, c’è anche don Carlo, un perenne, splendido sorriso, che talvolta accompagna anche uno straordinario talento di pianista; Nic vuole che suoni per lui qualcosa e, mentre la musica di Liszt si fa strada tra di loro, don Paolo si accorge che una sorta di miracolo è già compiuto: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quando l’umanità si racconta, pur con tutte le sue diversità, trova terreno in cui attecchire in ogni cuore aperto al vero e al bello&lt;/span&gt;”. Il segreto del libro e dell’avventura dei due amici è forse tutto qui, in quel terreno reso fertile dal dialogo d’amore tra due persone, terreno in, cui, poi, sarà un Altro a seminare ciò che il cuore desidera nel suo intimo più profondo. Rimane solo un dubbio: cosa ha spinto Nic a contattare quel suo amico prete, dopo tutti quegli anni trascorsi altrove? E’ la felice sorpresa che si scopre alla fine del libro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7987700902390006823?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7987700902390006823/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7987700902390006823&amp;isPopup=true' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7987700902390006823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7987700902390006823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/un-libro-per-lestate.html' title='UN LIBRO PER L&apos;ESTATE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bWXyvE4Baj8/TfivY8uIrGI/AAAAAAAACJQ/-Q93Bd_bW3g/s72-c/paolozago.jpg.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-2473542553943465355</id><published>2011-06-09T10:31:00.002+02:00</published><updated>2011-06-09T10:46:54.938+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>LAMPI NEL BUIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Wgbq5GflBVk/TfCIbIHLRQI/AAAAAAAACI4/_P_fRVm9f2k/s1600/picture.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 302px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Wgbq5GflBVk/TfCIbIHLRQI/AAAAAAAACI4/_P_fRVm9f2k/s400/picture.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616138734946436354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una colonna interminabile di auto sotto la pioggia battente. Luci rosse e bianche e, ogni tanto, un lampo nel buio. Ma non basta a schiarire il grigio dell'asfalto e del cielo. Il lampo è l'illusione di un istante, attimo di luce che precede tuono e tremore, oscurità che ritorna, istante di un cammino che si fa di nuovo paurosamente incerto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La strada surreale che porta verso casa, quella di un giugno già iniziato che vorrebbe assomigliare al più buio degli inverni, assomiglia maledettamente all'animo pigro di un mattino e di una giornata proseguita lungo pericolose rotte di frenesia e tempesta. Troppo spesso la realtà s'impone come una burrasca, pronta ad infrangere il litorale dell'apparente tranquillità di un animo non predisposto ad accogliere l'imprevisto della via.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche stamani il rischio è stato questo. Quello di non vedere la ferita dell'altro. Che ti viene sempre incontro sotto forma di mare in tempesta, di tuono che segue il lampo di luce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pazienti ovunque, in ambulatorio e in pronto soccorso, in reparto e lungo i corridoi dell'ospedale. Realtà posta innanzi alla tua vita, in una misura colma, piena, quasi insostenibile. Quantità in eccesso che richiede qualità abbondante. La ferita dell'altro che interpella la tua. La tua pochezza ed incapacità, le tue miserie, che chiedono soltanto misericordia ad un Altro più grande di tutto ciò che incontri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho provato ad amare il prossimo che ho incrociato ad ogni istante. A metterci dentro tutto l'impegno e la professionalità che mi rimane. I muscoli e la mente, impiegati senza risparmiarsi, finché non fossero resi stanchi e madidi di sudore. Puoi arrivare a tanto, non in ogni istante forse, ma ce la puoi fare. Eppure non basta. Non basta perché nulla cambia, finché l'io non si pone consapevolmente davanti a un tu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' stato così che, tornando a casa, tutti i volti incontrati lungo la giornata, li ho come visti ripassare quando quello stesso giorno volgeva ormai alla fine. Ogni volto è un Destino ed è solo la passione per quel Destino che può cambiare il mio modo d'amare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il destino di chi ho accanto, innanzitutto, quello della moglie, dei figli, degli amici con cui si condivide da sempre il cammino. E per i quali senti di provare una tenerezza immensa. E' un volto che puoi porre sullo stesso piano di quello del paziente incontrato su una barella con l'infarto, o in ambulatorio, il passo incerto mentre entrava. O di quello dell'insegnante, del genitore del compagno di classe del figlio, incontrato di corsa davanti a scuola. Persino di quell'uomo sempre là, allo stesso posto, sotto la pioggia o sotto il sole, fermo ad un semaforo a chiedere la carità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo é voler bene per davvero, attaccarsi con tenacia e tenerezza al Destino di ciascuno, farsi uno con lui. Solo così la realtà non ti ricatta più e la tua libertà é rigiocata davvero nell'Amore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora ricomincerò la mia giornata, amando tutti in questo modo, con questo sguardo di passione. E se troverò qualcuno, lungo la mia strada, disposto a patteggiare unità sul nulla d'amore dei nostri singoli cuori, allora saprò che quel legame nulla e nessuno lo potrà mai più spezzare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-GHWLulJNPEM/Te_XFDV-w3I/AAAAAAAACIg/29mj86gdG8o/s400/Tuzgolu-3-zm.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615943742151115634" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-2473542553943465355?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/2473542553943465355/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=2473542553943465355&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2473542553943465355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2473542553943465355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/06/lampi-nel-buio.html' title='LAMPI NEL BUIO'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Wgbq5GflBVk/TfCIbIHLRQI/AAAAAAAACI4/_P_fRVm9f2k/s72-c/picture.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5483839396077196740</id><published>2011-05-24T19:08:00.001+02:00</published><updated>2011-05-24T22:53:33.502+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bob Dylan'/><title type='text'>24 MAGGIO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;"....la ragione per cui un artista sta di fronte alla gente.... &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;E' vivere ogni sera, o sentirsi vivi ogni sera. Rischi la tua vita suonando musica, se lo fai nella maniera giusta"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;(Bob Dylan)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1SmZxO-b6wg/TdvsCE_2VNI/AAAAAAAACIU/tbVNR-qiFvY/s1600/IMG_0348.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LusWsSc9QY0/TdvruudzluI/AAAAAAAACIE/2tYjIGAG8Rc/s1600/IMG_0342.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 299px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-LusWsSc9QY0/TdvruudzluI/AAAAAAAACIE/2tYjIGAG8Rc/s400/IMG_0342.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610336948799641314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-1SmZxO-b6wg/TdvsCE_2VNI/AAAAAAAACIU/tbVNR-qiFvY/s400/IMG_0348.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610337281265521874" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 299px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah già che oggi é il 24 maggio e quasi non me ne ricordavo più. Cosa grave per un blog che per titolo ha pure messo quello di una sua canzone. Tant'é, me ne sono ricordato adesso, dopo aver corso dietro alle solite mille cose da fare di ogni giorno. E allora happy birthday, Mr. Dylan, che aver settant'anni ed essere ancora on stage, in quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;neverending tour&lt;/span&gt; che é questa nostra vita, é cosa bella e  rispettabile davvero.&lt;br /&gt;Certo che ne son passati di anni, anche per me, da quel primo ascolto su quell'ellepi appena uscito - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Desire&lt;/span&gt;, che bel nome per un disco - che, se ci penso bene, ci sono dei colleghi che lavorano con me che, quando stavo entrando in negozio a comperarlo, loro non erano neppure ancora nati.&lt;br /&gt;Insomma siamo vecchi, ragazzi, tutti quanti, ma felici del tempo che é passato.&lt;br /&gt;Qualche giorno fa, poi, ho trovato anche una mail di uno studente. Sta preparando una tesi sul Bardo e allora gli é venuto in mente di fare delle domande pure a me. Mi ha chiesto quanto la sua opera abbia ispirato la mia professione, che cosa sia l'ispirazione in senso stretto e, insomma, a quali canzoni di Dylan uno dovrebbe far riferimento.&lt;br /&gt;Beh, ci devo pensare, amico mio e mi ci vuole un po' perché i neuroni, ormai, son quel che sono e tutti i giorni ce n'é pure qualcuno che decide d'andar via.  Intanto, però, io continuo a camminare, che di parlare ne ho sempre meno voglia - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ain't Talkin', Just Walkin',&lt;/span&gt; appunto- perché l'aderenza al desiderio del cuore del Bello e del Vero ha bisogno di fatti e sempre meno di parole, che "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non chi che dice Signore, Signore, entrerà nel Regno, ma colui che fa la volontà del Padre mio che é nei cieli&lt;/span&gt;".   E allora vado avanti - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I'm Pressing On&lt;/span&gt; - come continua a fare il caro Bob, alla faccia di tutti quelli che lo hanno dato per finito, un milione di volte, da almeno quarant'anni a questa parte.&lt;br /&gt;Buon compleanno, amico, ci si rivede all'Alcatraz quest'estate; tu là sopra, a dar la vita come ogni volta, noi là sotto, a farti da compagni d'avventura, come sempre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-_lw9dezpVRg/Tdvr5pEyUeI/AAAAAAAACIM/ZguAuAX-Su8/s400/IMG_0345.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610337136331084258" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 299px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/_VloDYnqZtE" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5483839396077196740?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5483839396077196740/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5483839396077196740&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5483839396077196740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5483839396077196740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/05/24-maggio.html' title='24 MAGGIO'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LusWsSc9QY0/TdvruudzluI/AAAAAAAACIE/2tYjIGAG8Rc/s72-c/IMG_0342.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5433098161580745733</id><published>2011-05-21T11:08:00.009+02:00</published><updated>2011-05-21T11:21:04.872+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>ONE STEP UP AND TWO STEPS BACK</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UEy6t9ipAUE/TdeCGjNarWI/AAAAAAAACH8/l_RsaeRhoaY/s1600/papa.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 365px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-UEy6t9ipAUE/TdeCGjNarWI/AAAAAAAACH8/l_RsaeRhoaY/s400/papa.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609094909955583330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un amico che ti manda una foto. E le sofferenze del suo cuore che camminano quotidianamente dentro le tue preghiere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un articolo che stai scrivendo per il tuo bollettino parrocchiale. E quella foto che c'entra con quell'avventura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sabato qualunque di maggio, l'anima che non si vuol staccare dalla meraviglia che ha vissuto, l'abbraccio intenso di un milione e mezzo di persone. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni passo avanti, ora, ha le radici in ciò che é stato. Un passo indietro nella mente e nel ricordo, che sostiene i passi avanti del corpo di ogni giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*     *     *&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Allora siamo d’accordo, siete ospiti a casa mia. Vi aspetto”. L’avventura a Roma, assieme alla mia famiglia, inizia così, a casa di Gianluigi. Che poi non è che ci si conosca così bene e neppure da così tanto tempo. Ma quando l’amicizia inizia a poggiarsi da subito su Ciò che vale, succede spesso che si lascino perdere tanti convenevoli. E così andiamo, ospiti da lui, nella periferia della città, una mansarda che è già piccola per una persona sola, figurarsi per sei. Tant’è vero che il nostro amico tira fuori un materasso, lo mette per terra per sé e ci offre tutti gli altri letti disponibili della casa che, come per miracolo, spuntano fuori da ogni dove. Gianluigi fa il frate, cappellano nella sezione femminile del carcere di Rebibbia. Lui, la festa della beatificazione di Giovanni Paolo II la vivrà in diretta come noi, ma dietro alle spesse mura dove stanno i suoi amici, recluse e guardie carcerarie. E non sarà meno bella e meno intensa di quella di Piazza San Pietro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima emozione forte è al Circo Massimo, al sabato sera. La Roma delle centomila fiammelle delle canzoni di Antonello Venditti adesso è qua, ad illuminare una veglia di preghiera di brividi ed emozioni che ti scorrono sotto la pelle senza volerne sapere di uscire. Sul palco, prima del rosario, si alternano canti a testimonianze: è l’ingresso in un clima, la predisposizione dell’anima a ciò che avverrà il giorno dopo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domenica mattina ci si sveglia presto. Fuori non è ancora l’alba, ma, lo scopriremo dopo, è già tardi. Via della Conciliazione è piena e la folla riempie già lo spazio fino a Castel Sant’Angelo ed oltre. Le persone presenti in Piazza, ci raccontano che siano giunte lì sin dalla sera prima. Scendiamo dalla metropolitana e seguiamo la fiumana di gente che si dirige ormai verso i maxischermi posti in vari punti della città. Il nostro è in Piazza Risorgimento, un piazzale piuttosto grande, ma neppure quello abbastanza per tutta la gente che c’é. Nulla è sufficiente per accogliere il milione e mezzo di persone che oggi hanno abbracciato la città.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo tutti pronti con mantelle ed ombrelli: hanno detto che pioverà e ormai le previsioni del tempo non le sbagliano più da un pezzo. Ma oggi no, stavolta le hanno sbagliate in pieno. Perché non hanno tenuto conto di quello che sta accadendo. E che Giovanni Paolo II, lui, non può far piovere su una folla di amici così. E’ per quello che, alla fine della Messa, spunterà anche l’azzurro del cielo. E pure qualche ombrello, certo, ma solo per ripararsi dal troppo sole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I miei figli resistono che è un piacere, ore e ore passate per terra o in piedi a camminare e pregare. Mai una parola di lamento, la stanchezza non sembra aver fatto parte di quest’evento. Nel mio cuore, intanto, l’emozione è qualcosa che si fa strada a poco a poco. Non si nutre d’immagini, né di suoni o di colori: il maxischermo è troppo lontano e posto di traverso e l’impianto audio potrebbe anche fare meglio il suo dovere. Ma c’è un popolo intorno, che vive, prega e si commuove. Che condivide il giorno della festa. E’ un cammino in cordata che basta a se stesso, che ti fa dire: valeva la pena che ci fossi anch’io.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giorno dopo, la messa di ringraziamento col Cardinal Bertone è un crogiuolo in cui fondere tutto ciò che ti è maturato dentro. Duecentomila persone sembrano un piccolo paese rispetto a quanto è accaduto ieri e infatti ci consentono finalmente di accedere alla piazza. Ma è ancora un popolo, immenso, che non vuole saperne d’andar via, che vuol stare col suo papa santo, stringersi attorno alla sua chiesa, continuare a camminare insieme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ giunta l’ora di partire. Il saluto a Gianluigi è un arrivederci tra fratelli che hanno scoperto un legame tra loro che nulla e nessuno potrà ormai spezzare. “&lt;i&gt;Tutto tace e c’è nella mia baita tintinnio di pioggia e soffio di vento&lt;/i&gt;”, ci scrive via sms, mentre la nostra auto procede lungo la strada che porta verso casa. E’ nostalgia di un’esperienza, di ciò che abbiamo condiviso. Del Bello e del Vero che ha riempito le piazze e le vie. Di una Chiesa che è famiglia. La grande eredità che ci ha lasciato Giovanni Paolo II. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5433098161580745733?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5433098161580745733/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5433098161580745733&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5433098161580745733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5433098161580745733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/05/one-step-up-and-two-steps-back.html' title='ONE STEP UP AND TWO STEPS BACK'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UEy6t9ipAUE/TdeCGjNarWI/AAAAAAAACH8/l_RsaeRhoaY/s72-c/papa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-4746731809813838829</id><published>2011-05-12T14:40:00.001+02:00</published><updated>2011-05-15T23:01:40.277+02:00</updated><title type='text'>LA BICI, LA STRADA E LA CORSA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cAjyKJB172o/TcwERGyDdnI/AAAAAAAACHs/gGUGGuWmjcM/s1600/squadra.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-EQGrqHRP8wQ/TcwCJ2JPIjI/AAAAAAAACHk/hBey4blWi-k/s1600/wylandt.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 255px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-EQGrqHRP8wQ/TcwCJ2JPIjI/AAAAAAAACHk/hBey4blWi-k/s400/wylandt.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605858004345758258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JVeh5xLE9dY/TcwAOECwR7I/AAAAAAAACHc/rM_n3du1tRI/s1600/compagni.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il professor Tredici me lo ricordo tranquillo e sorridente, seduto dietro ad una cattedra, più o meno un milione d'anni fa. Era felice perchè era appena tornato da Città Del Messico, con in tasca il record dell'ora di Francesco Moser, della cui squadra, l'équipe Enervit, era il responsabile medico. Io, tranquillo, non lo ero per niente, anche se mi sforzavo d'essere sorridente anch'io. Già, perché lui, il professore, stava per farmi l'esame di anatomia, cioé quell'incubo che ogni studente di medicina si porta dietro per una vita intera, anche dopo che l'ha passato. L'esame andò bene al primo colpo, per fortuna, non so se per via di una preparazione adeguata o del buon umore del mio insegnante. Merito di entrambi, suppongo.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il professor Tredici l'ho rivisto in televisione, qualche giorno fa. A raccontare della morte sfortunata di un ragazzo belga. "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Non avevo mai visto niente di simile&lt;/span&gt;", ha detto. Una bicicletta veloce, dritta senza fiato lungo la discesa, ad accompagnare, laggiù in fondo, una vita che era destino finisse in mille pezzi, vicino al ciglio di una strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-JVeh5xLE9dY/TcwAOECwR7I/AAAAAAAACHc/rM_n3du1tRI/s400/compagni.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605855877772887986" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 294px; " /&gt;&lt;/span&gt;Stamani mi sono svegliato già stanco, voglia di andare a lavorare prossima allo zero. Ma una strada in mezzo ai campi aiuta anche a recuperare il buon umore. Mi sono fermato al solito baretto, una minuscola frazione, poche case in mezzo alla campagna. No, non servono Bloody Mary da queste parti, ma il cappuccio e la brioche accompagnati dalla semplicità e dal sorriso non hanno prezzo. Qualche volta mi siedo pure al tavolino, che c'é anche la &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;gazzetta dello sport&lt;/span&gt;, libera lettura a disposizione di chi passa. Nei giorni scorsi ci ho letto sopra le emozioni del mio vecchio cuore rossonero, ma oggi lo sguardo é caduto sull'intervista a &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Davide Viganò&lt;/span&gt;, compagno di squadra di quel ragazzone belga partito prematuramente per il cielo.&lt;br /&gt;"&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Mai pensato che la bici sia cattiva?&lt;/span&gt;", gli ha chiesto il cronista. Come la vita, penso tra me e me, quanto volte pensiamo che sia cattiva pure lei. "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Non lo é la bici, non lo é la strada, non lo é la corsa&lt;/span&gt; - gli risponde Davide - &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;La bici è speranza, la strada é maestra, la corsa é la vita&lt;/span&gt;". E aggiunge: "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;fino al punto estremo in cui si dona la vita&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Lei é religioso?&lt;/span&gt;". "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sì, cattolico&lt;/span&gt; - prosegue lui - "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Credo, seguo, prego&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;E in questo momento?&lt;/span&gt;", incalza il giornalista. "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;E' come se ci fossimo fermati tutti, a riflettere. Non più il ciclismo come sport, lavoro, spettacolo, commercio. Ma il ciclismo come umanità, qualità umana&lt;/span&gt;". "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;E adesso Davide?&lt;/span&gt;", prosegue lui. Già, perché c'é bisogno di una ragione in più, forse, per continuare ad andare avanti ancora. "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Non sarò più quello di prima &lt;/span&gt;- risponde -&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt; Ma meglio. Io, i miei compagni, gli altri corridori. La morte di Wouter ci ha reso tutti più consapevoli, più responsabili, più umani. Migliori&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi alzo, una lacrima, piccola piccola, sta iniziando a solcare impertinente il mio volto assonnato del mattino. E meno male che nessuno se ne é accorto, che a commuoversi, i nfondo, ci si vergogna sempre un po'. Vado a pagare il mio cappuccio e la brioche: due euro e dieci, penso, sono fin troppo pochi per tutto quello che mi é stato dato. Risalgo in macchina: é strano, mi é tornata pure la voglia d'andare a lavorare.&lt;br /&gt;Forse siamo tutti un po' migliori, stamattina. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605811059375532242" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-YB8-afJnLjE/TcvXdSgI6NI/AAAAAAAACHU/10aDgx2Mv-w/s400/squadra.jpg" border="0" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; width: 400px; cursor: pointer; height: 255px; text-align: center; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-4746731809813838829?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/4746731809813838829/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=4746731809813838829&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4746731809813838829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4746731809813838829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/05/la-bici-la-strada-e-la-corsa.html' title='LA BICI, LA STRADA E LA CORSA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-EQGrqHRP8wQ/TcwCJ2JPIjI/AAAAAAAACHk/hBey4blWi-k/s72-c/wylandt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-3774929523024862811</id><published>2011-05-02T23:50:00.003+02:00</published><updated>2011-05-03T00:24:22.399+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>SI DOVEVA ANDARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--X75d4N4HjU/Tb8vBzdBvmI/AAAAAAAACHM/aNnfKB_a2iA/s1600/GPII.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 237px; height: 350px;" src="http://2.bp.blogspot.com/--X75d4N4HjU/Tb8vBzdBvmI/AAAAAAAACHM/aNnfKB_a2iA/s400/GPII.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602248169510518370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché si doveva andare a Roma il 1° maggio lo scrive il mio amico Paolo, con parole capaci di raccontare il mio cuore meglio di quanto avrei potuto fare io.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' stato bello essere là. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insieme ad un milione e mezzo di cuori così. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Si doveva andare! Si doveva andare, per un debito di riconoscenza nei confronti di Giovanni Paolo II per la sua paternità e per quello che ciascuno di noi ha ricevuto dalla forza della sua testimonianza e dalla sua passione missionaria.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;È stato un grande evento, che ha reso memorabile la giornata riempiendola di un’intensità di vita palpabile, penetrante, coinvolgente.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Di questa intensità fa parte la fatica, compagna abituale della gioia in questa vita: la tensione delle prime ore, ancora nel buio della notte, poi alle prime luci dell’alba, premuti in una folla traboccante, astrattamente irrazionale, ma concretamente fatta di volti, non sempre simpatici, eppure ognuno con i segni di una storia personale, intima, che conduceva lì, carica di attesa, alla ricerca di una risposta a una domanda forse non chiara ma insopprimibile, come una promessa non ancora compiuta.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Anch’io, parte di questo popolo, ero lì per vedere di nuovo la potenza di Cristo all’opera, per riconoscere la Sua presenza, che la Chiesa ci indica attraverso la vita di un uomo, di un testimone della fede, ma che si manifesta nella Chiesa stessa, anche in quel luogo, in quel momento, in quella liturgia.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Giovanni Paolo II è stato servitore e guida di questa Chiesa, santo perché innamorato di Cristo, uomo vero perché tutto determinato dalla fede, dalla speranza e dall’amore cristiani.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Di questa conferma ho bisogno, perché anche per me è possibile vivere così, come per tutti, ciascuno rispondendo alla chiamata di Cristo nelle circostanze in cui è posto.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Perciò l’applauso dopo la proclamazione che il Servo di Dio Giovanni Paolo II è Beato è stato l’espressione della speranza, una speranza certa perché fondata su quello che ho visto. È stato il rinnovarsi dell’invito a non avere paura di Cristo, un richiamo di cui ho sempre bisogno.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Sì, dovevo proprio esserci, lì a Roma!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;(Paolo Rivera)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-3774929523024862811?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/3774929523024862811/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=3774929523024862811&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3774929523024862811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3774929523024862811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/05/si-doveva-andare.html' title='SI DOVEVA ANDARE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/--X75d4N4HjU/Tb8vBzdBvmI/AAAAAAAACHM/aNnfKB_a2iA/s72-c/GPII.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7740615857299613862</id><published>2011-04-28T22:13:00.005+02:00</published><updated>2011-04-28T22:29:43.209+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>PLAY ME SOMETHING SWEET</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Play me something sweet / something strong&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;That will not break or bend /&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;something that could carry me along&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;On days when friends can't even help a friend&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Let the song inside you / Rise and grow and then&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Play me something sweet / And your sweet song&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Will help me smile again&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Jono Manson)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Forse potrei anche smetterla di comprare riviste o di navigare in lungo e in largo nella rete, nel tentativo di riuscire a masticare un po' di più quella strana lingua (morta, a parere di alcuni) del nostro rock'n'roll. In fondo mi basta seguire le dritte dei miei bravi spacciatori, quei mentori dietro ai quali conviene sempre andare perché é difficile che non ti dicano i luoghi giusti dove sia conveniente parcheggiare. Uno bazzica le &lt;a href="http://gamblin--ramblin.blogspot.com/"&gt;rive del fiume rosso&lt;/a&gt;, un altro ama &lt;a href="http://tornoaivinili.blogspot.com/"&gt;i vinili&lt;/a&gt; come me ed altri due si nascondono dietro &lt;a href="http://armadillobar.blogspot.com/"&gt;il buon vino&lt;/a&gt;, ma sono sempre stati fondamentalmente dei discografici per passione. Insomma, avete capito di chi parlo e poi basta cliccare sopra i loro blog per capire di che stoffa stiamo parlando.&lt;br /&gt;Tant'é, sta di fatto che grazie ai consigli di costoro, tre cd sono finiti nel lettore di quella scassatissima macchina che ogni giorno mi porta avanti e indietro lungo le strade di questa noiosissima pianura padana e non ne vogliono proprio più sapere di uscire. Che poi l'esercizio di per sé - quello dell'ascolto ripetuto - é pure rischioso, perché quando un disco piace troppo, sarebbe buona cosa ascoltarselo anche un po' di meno, per non trovarsi poi alle prese con quei simpatici sintomi vagali tipo nausea, capogiri e via discorrendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TWscBPgD0MI/TbmPXAwXARI/AAAAAAAACGU/Q3lkPn7xIKc/s1600/johm.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TWscBPgD0MI/TbmPXAwXARI/AAAAAAAACGU/Q3lkPn7xIKc/s200/johm.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600665237114519826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ecco qua. Il primo disco di nome fa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Popper&lt;/span&gt;, che con i suoi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trovatori di Duskray&lt;/span&gt; ha fatto davvero un bel lavoro. Il mio amico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://armadillobar.blogspot.com/"&gt;Major&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - il direttore - dice che sembra un disco di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jono Manson&lt;/span&gt; con voce diversa più armonica. Sarà. Massimo rispetto per chi in casa sua ha nientepopodimeno che la bandiera del Texas regalatagli dal governatore in persona. E poi lui é uno dei quattro mentori e quindi non si discute. Il fatto é che Jono già mi piace per conto suo, quindi se ci metti la voce di Popper, che non é male, e la sua armonica, che canta meglio di mille altre voci e lancia assoli ancora meglio di cento chitarre, cosa volete che ci faccia se poi mi piace da impazzire?&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cvqvW845DRE/TbmSgLtzoeI/AAAAAAAACHE/xWX5E2J_XY8/s1600/kurt.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 234px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-cvqvW845DRE/TbmSgLtzoeI/AAAAAAAACHE/xWX5E2J_XY8/s320/kurt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600668693210309090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il secondo viene dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://gamblin--ramblin.blogspot.com/2011/04/porcomondoindie.html"&gt;Good Doctor&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, col quale mi piacerebbe andare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;on the road&lt;/span&gt; più spesso, se solo potessi. Ma non posso e quindi mi godo almeno le sue dritte. L'ultima di nome fa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kurt Vile&lt;/span&gt; e di disco fa una roba del tipo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un cerchio di f&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;um&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;o a farmi d'aureola&lt;/span&gt;, che già come titolo suona che é un piacere. Le canzoni, poi, suonano ancora meglio e sono chitarre che fanno tintinnare quanto basta il jingle jangle del mattino (o del tramonto, fate voi), come dico sempre io (o lo aveva detto qualcun'altro?) .  Sapete quel suono di mercurio - accidenti se mi ricordassi chi é che aveva detto questa cosa - insomma quella roba che, quando la senti, non riesci più a tirar via la musica dai brividi del tuo cuore.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-c0qiUhEh7cQ/TbmQL7Dxu7I/AAAAAAAACGk/jbsjkxCvUh4/s1600/zaz.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-c0qiUhEh7cQ/TbmQL7Dxu7I/AAAAAAAACGk/jbsjkxCvUh4/s200/zaz.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600666146118417330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il terzo, in realtà, é un disco mio, ma l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://tornoaivinili.blogspot.com/"&gt;uomo dei vinili&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;ne ha benedetto la canzone più bella - quella di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Porto Cotone&lt;/span&gt; - e quindi é come se fosse diventato anche un po' suo. Non é di moda parlare dei francesi in Italia di questi tempi. Ora poi che si stanno comprando tutto, pure il latte, é anche peggio. Ma cosa volete farci, io non riesco a smettere di amare loro ed i paesaggi in cui si trovano ad abitare. Che poi sfido chiunque dovesse incontrare questa ragazza - che di nome fa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Isabelle Geffroy&lt;/span&gt;, ma chiamatela pure &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zaz&lt;/span&gt; - mentre canticchia, su, nella piazzetta di Montmartre, come faceva almeno fino a poco tempo fa, a non rimanere affascinato in qualche modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, ho deciso che queste canzoni me le porterò per strada ancora per un po', almeno fino ad un attimo prima che mi vengano pericolosamente a noia e in attesa, naturalmente, delle prossime dritte. A patto che si sblocchi il lettore cd dell'auto perché l'iPod, c'é poco da fare,  proprio non riesco a sopportarlo...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/o0gABnyRwSk" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/F1VmLdZvUlo" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/sp3G50jBRuU" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7740615857299613862?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7740615857299613862/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7740615857299613862&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7740615857299613862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7740615857299613862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/04/play-me-something-sweet.html' title='PLAY ME SOMETHING SWEET'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TWscBPgD0MI/TbmPXAwXARI/AAAAAAAACGU/Q3lkPn7xIKc/s72-c/johm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-1014396954769570699</id><published>2011-04-23T23:00:00.001+02:00</published><updated>2011-04-23T23:00:02.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auguri'/><title type='text'>OCCHI DI PASQUA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bVbaPITxE5I/TbFHHhCCQjI/AAAAAAAACGM/XdjRl2ENqpA/s1600/pietro%2Be%2Bgiovanni.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 242px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bVbaPITxE5I/TbFHHhCCQjI/AAAAAAAACGM/XdjRl2ENqpA/s400/pietro%2Be%2Bgiovanni.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598334006249800242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Auguro a tutti noi occhi di Pasqua,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;capaci di guardare nella morte sino a vedere la vita,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;nella colpa sino a vedere il perdono,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;nella separazione sino a vedere l’unità,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;nelle ferite sino a vedere la gloria,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;nell’uomo sino a vedere Dio,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;in Dio sino a vedere l’uomo,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;nell’Io sino a vedere il Tu.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;E insieme a questo,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;tutta la forza della Pasqua!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(Klaus Hemmerle)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-1014396954769570699?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/1014396954769570699/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=1014396954769570699&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1014396954769570699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1014396954769570699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/04/occhi-di-pasqua.html' title='OCCHI DI PASQUA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-bVbaPITxE5I/TbFHHhCCQjI/AAAAAAAACGM/XdjRl2ENqpA/s72-c/pietro%2Be%2Bgiovanni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-3892235811071253811</id><published>2011-04-20T23:13:00.005+02:00</published><updated>2011-04-21T12:43:44.773+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>CORPI E ANIME</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-9ZJMOiR_bzA/Ta9LnLpfpLI/AAAAAAAACGE/S3kkq1Hj8r4/s1600/country.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 256px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-9ZJMOiR_bzA/Ta9LnLpfpLI/AAAAAAAACGE/S3kkq1Hj8r4/s320/country.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597775998358627506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il paesaggio, in fondo, non doveva essere molto diverso, neanche allora. Strade sterrate al posto di quelle asfaltate, ma per il resto le stesse distese di campi, il marrone intenso della terra arata, l'azzurro del cielo ed il sole del mese d'aprile, già così deliziosamente caldo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poche case lontane, in quelle lingue di territorio da Rosate a Gaggiano, o lungo la strada che da Abbiategrasso porta sin giù a Motta Visconti, i confini della campagna milanese con quella di Pavia, a lambire quella splendida cornice che é l'abbazia di Morimondo. Lungo quelle strade, &lt;b&gt;Riccardo Pampuri&lt;/b&gt;, medico condotto da quel di Trivolzio ai primi del secolo scorso, aveva iniziato a farsi rapire dal fascino di una vita santamente vissuta, aderendo a un Disegno che all'inizio della sua vita lo portò a visitare ammalati da una cascina all'altra, immerso in paesaggi di campagna simili a questi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho visitato una donna a casa sua. Un'anziana signora, nello stesso luogo dove, pochi anni prima, avevo accompagnato un pezzo di vita del marito. Di lui ricordo il dolcissimo sorriso, la mitezza e i movimenti lenti, un estate serena prima che il Signore se lo portasse via, a pochi giorni dal Natale, il cuore ormai infranto dalle conseguenze di un infarto troppo esteso. Quando sono arrivato a casa, lei era distesa a letto, sorridente, nello stesso lato occupato un tempo dal marito. Un grande letto matrimoniale, ma lo stesso posto occupato da tutti e due. Ci sono tanti modi di mostrare agli altri quanto si possa essere legati, ma ve ne sono alcuni forse un po' più speciali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' stato in quella casa che, indegnamente, mi é tornato in mente san Riccardo, le sue uscite d'inverno, gli inverni di una volta, quelli freddi per davvero, su un povere calesse, a visitare di giorno e di notte chiunque avesse bisogno di lui, senza  mai un lamento e senza tener nulla per sé, tanto era il suo zelo nel donare tutto ciò che aveva ai poveri. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ME6iInozCdM/Ta9KzLB_gQI/AAAAAAAACF8/Y2Mohixvzgw/s1600/route.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-ME6iInozCdM/Ta9KzLB_gQI/AAAAAAAACF8/Y2Mohixvzgw/s320/route.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597775104839745794" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 239px; " /&gt;&lt;/a&gt;Tornando a casa, la luce del tramonto si é rimescolata a quei paesaggi, alle sensazioni forti cucite addosso più strette di un abito sotto misura ed alla musica, che sempre mi accompagna.&lt;b&gt; Josh T. Pearson&lt;/b&gt; va ascoltato in momenti così, fuori dalla frenesia del traffico e della mente, lontano dalle vie troppo strette della città e dei propri pensieri. Sulle note di quel disco - &lt;i&gt;l'ultimo dei gentlemen di campagna&lt;/i&gt; - ho ripensato a corpi e ad anime, a corpi che vedo troppo spesso martoriati e ad anime che vedo, al fondo, sempre inesorabilmente belle; quelle anime a cui teneva tanto san Pampuri, quando ne curava i corpi coi mezzi che aveva a disposizione nel suo tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se c'é un disco che, di questi giorni, mi fa pensare al corpo e all'anima come alle due cose di cui siamo fatti - indissolubilmente legate tra di loro - é forse questo. Legate come lo sono tra loro la voce e la chitarra di Josh con il violino di Warren Ellis. Come le liriche e le armonie delle canzoni, solo apparentemente tristi e difficili, in realtà dolcissime e piene di speranza al di là del dolore. Come la via crucis di una settimana santa, capace di portarti, alla fine, alla Resurrezione, perché é questa la verità più bella e più forte della fede.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, quando sono arrivato in città, mi sono fermato nel mio negozio di dischi preferito e mi sono comprato il cd, dando corpo all'anima di canzoni, troppo freddamente uscite sotto forma di files da un iPod, ma entrate già prepotentemente nel mio cuore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vivere in questo brulichio di case e di palazzi grigi, in fondo - ho pensato tra me e me - lontano dal verde dei prati e dall'azzurro del cielo, dovrà pur servire a qualcosa, una volta tanto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/dNfKw0MqO1w" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-3892235811071253811?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/3892235811071253811/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=3892235811071253811&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3892235811071253811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3892235811071253811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/04/corpi-e-anime.html' title='CORPI E ANIME'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-9ZJMOiR_bzA/Ta9LnLpfpLI/AAAAAAAACGE/S3kkq1Hj8r4/s72-c/country.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-851387840082779805</id><published>2011-04-08T21:00:00.003+02:00</published><updated>2011-04-10T14:08:53.360+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>FERITE NELLA NOTTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uqKSrUJitdE/TZ9GlTHK52I/AAAAAAAACF0/cQOfcOVO_tM/s1600/er_1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-jUl93XJLXkU/TZ9GXFM4JrI/AAAAAAAACFs/m2TPZ2LsrVM/s1600/dr-house.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TfNTlbkZRKI/TZ9GJQKVjZI/AAAAAAAACFk/YFXGJg7lcmc/s1600/dr-john-carter.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 288px; height: 299px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-TfNTlbkZRKI/TZ9GJQKVjZI/AAAAAAAACFk/YFXGJg7lcmc/s400/dr-john-carter.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593266386988535186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Strana notte, questa. Notte di sogni, di speranze talvolta disattese. Notte di realtà, di vita dura e di dolore. Una notte come tante altre, una notte come sempre. In questo posto dove ogni ora é uguale all'altra, dove il giorno é uguale alla notte e la domenica assomiglia al lunedì.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Notte d'ospedale. Con la macchinetta del caffé sempre al solito posto, così ci torno, anche stavolta, tre del mattino e questo é il mio posto preferito, dove riposa tutta l'incertezza del mio cuore e dei miei pensieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cinquanta centesimi, le monete cascano giù, ad una ad una, rimbombando nel silenzio di un luogo che, a quest'ora, cerca di far dormire anche il dolore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio non dorme, però, non stasera, almeno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le luci della città sono sempre là, spesso sono loro che mi aiutano a capire. Quando la sofferenza ti passa accanto troppo veloce, anch'essa presa da quell'assurda frenesia che sembra possedere sempre qualsiasi istante, allora hai bisogno di un'ora in mezzo alla notte per capire il senso di quel che accade.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-jUl93XJLXkU/TZ9GXFM4JrI/AAAAAAAACFs/m2TPZ2LsrVM/s400/dr-house.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593266624564569778" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 302px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa una &lt;a href="http://www.ordinemediciroma.it/OMWeb/Asp/NewsDettaglio.asp?IDNotizia=10499"&gt;sentenza della Cassazione&lt;/a&gt; ha annullato l'assoluzione di un collega. Un cardiologo ospedaliero, il mio stesso lavoro, l'identico mare in tempesta in cui naviga anche la mia barca, giorno o notte che sia. Un'assoluzione ribadita su tre gradi di giudizio e ribaltata da una sentenza assurda, figlia di un sistema giudiziario capace di ridiscutere più volte le stesse cose e dare poi un parere diverso, senza che siano emersi nel frattempo elementi nuovi. Linee guida, preziosi strumenti del nostro agire quotidiano, frutto dell'esperienza accumulata da centinaia di trials ed elaborate dall'&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.cardiosource.org/Science-And-Quality/Practice-Guidelines-and-Quality-Standards.aspx"&gt;American Heart Association e dall'American College of Cardiology&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;o dalla &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.escardio.org/guidelines-surveys/esc-guidelines/Pages/GuidelinesList.aspx"&gt;European Society of Cardiology&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; (le massime autorità mondiali in campo cardiologico) definite dai magistrati come argomenti di dubbia scientificità (1). Un medico trattato alla stessa stegua di  qualsiasi criminale, da giudici che ci si domanda se siano degni di questo nome. I giudici italiani. Un collega, un dottore come me e come tanti altri, abituato a lottare ogni giorno col dolore e con la malattia. Che ha studiato e imparato con sudore, lavorato e vissuto per curare la gente. Che, come tanti, si é fatto compagno delle ferite che ha incontrato. Medico come colui che é sempre presente sul campo anche quando arriva la morte, morte che giunge quando deve giungere, perché inscritta dentro un Disegno di cui fa parte e che si chiama Vita. Sorella morte, parte, anch'essa, della Bellezza che ci é stata data un giorno e che é sempre nelle mani di un Amore più grande di noi e delle nostre miserie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo un giorno in cui fui interrogato dalla polizia giudiziaria. Un uomo e una donna. Lui sembrava Serpico; lei giovane e avvenente, tacchi a spillo e una minigonna da urlo. E poi pensi che certe cose accadano solo nei film. Furono comunque estremamente gentili e rispettosi, entrambi squisitamente professionali. Si trattava della vicenda di un ultranovantenne, ammalato di un tumore allo stadio terminale, arrivato in pronto soccorso a seguito di un arresto cardiaco extraospedaliero. Quando arrivò in ospedale ci fu ben poco da fare: il Signore aveva deciso di chiamarlo a sé. Le figlie, avvocato, sporsero denuncia. Ma la vicenda finì in nulla, per fortuna. Perché non c'era reato, evidentemente: &lt;i&gt;it's life and life only&lt;/i&gt;, avrebbe cantato Dylan, se avesse voluto narrare di quel fatto. E allora perché denunciare dei medici e a che scopo? Per denaro, forse? Qual é il confine tra il dolore e la menzogna, tra l'affrontare con realtà e responsabilità la durezza della vita ed il manipolarla invece a nostro piacimento? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-uqKSrUJitdE/TZ9GlTHK52I/AAAAAAAACF0/cQOfcOVO_tM/s400/er_1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593266868816897890" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono momenti in cui non ce la faccio davvero più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché é sempre più difficile andare avanti a fare con passione ed onestà questo mestiere. Un lavoro che non rimane mai lasciato lì, in ufficio al venerdì, come un mucchio di carte appoggiate sulla scrivania e che, se ci sarà tempo, verranno forse evase al lunedì. No, questo vivere sono notti di guardia che ti porti dentro, che arrivano fino a casa anche al mattino, gli occhi strapazzati dalla stanchezza e dalla sofferenza che ti é passata accanto. Che ti svegliano quando ti addormenti sul divano, che t'interrogano mentre guardi il sole tramontare lungo una strada trafficata, mentre il solito cretino suona il clacson dietro alla tua auto mentre stanco te ne torni a casa, cretino alle prese con un'assurda frenesia che non ha ancora imparato a conoscere i tempi del proprio traguardo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa ne sanno costoro, quelli che credono di sapere sempre tutto, quelli che scrivono sui giornali o parlano in televisione di malasanità? Cosa conoscono dell'impegno e della concentrazione che metti dentro con fatica tutti i giorni? Cosa comprendono di quel che vuol dire tener duro, sempre e ad ogni costo? E cosa ne sanno quelli che mandano quelle pubblicità alla radio, al mattino mentre te ne torni un'altra volta in ospedale: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chi di voi non é parte lesa? Apri un'agenzia in franchising!&lt;/span&gt;"?  Cosa ne sanno di quelle ferite che fanno male anche lontano, lungo la strada che porta verso casa?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ma non riusciranno a vincere. Non arrivaranno a togliermi la voglia di lottare, a levarmi di dosso la convinzione che quella ferita che incontro é benedetta perché é la mia stessa ferita. Che la domanda di significato che incontro nella sofferenza é la mia domanda, quella che interoga la mia carne e la mia intelligenza, quella che, tormento e delizia insieme, mi dà la possibilità di giocare la mia libertà fino in fondo. E che, alla fine del viaggio, rafforza la mia fede, i miei gesti, le parole, le opere e persino le miserie, poste in grembo ogni giorno alla Misericordia che sempre più sostiene ogni mio agire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E certo che poi é anche una vita rock'n'roll, questa. Anche se loro, i rockers di mestiere, forse sono trattati meglio e più benvoluti di quei poveretti che fanno i medici in ospedale. Ma non importa, é questo il palcoscenico che ho scelto un giorno e sono ancora felice di suonare le date del mio neverending tour.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché é in notti come queste che benedico ancora una volta il mio mestiere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'altra notte d'ospedale per sentirmi vivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="640" height="510" src="http://www.youtube.com/embed/WOrjcLJ2IE0" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Note:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(1) Nell'era della cosiddetta "Evidence Based Medicine" le linee guida costituiscono un indispensabile strumento per ogni medico,  per operare al meglio ai fini di una corretta diagnosi e terapia nei confronti di ciascun paziente. Frutto dell'esperienza di migliaia di trials scientifici ed elaborate dai massimi organismi delle singole discipline, rappresentano di fatto lo "stato dell'arte" medica. La sentenza della Cassazione riporta queste stupefacenti parole sull'argomento: "(...) nulla si conosce dei contenuti di tali linee guida, né dell'autorità dalle quali provengono, né del loro livello di scientificità, né delle finalità che con esse s'intende perseguire"....&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-851387840082779805?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/851387840082779805/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=851387840082779805&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/851387840082779805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/851387840082779805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/04/ferite-nella-notte.html' title='FERITE NELLA NOTTE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-TfNTlbkZRKI/TZ9GJQKVjZI/AAAAAAAACFk/YFXGJg7lcmc/s72-c/dr-john-carter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-9060321715309332146</id><published>2011-03-27T19:00:00.001+02:00</published><updated>2011-03-27T19:15:06.444+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri in libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>SOLO UNA CANZONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PnhuVVug83w/TY82TKHjWmI/AAAAAAAACFU/5DW0aiy0Zlo/s1600/zaz.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 394px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-PnhuVVug83w/TY82TKHjWmI/AAAAAAAACFU/5DW0aiy0Zlo/s400/zaz.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588745365351520866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Quoi que tu fasses, je ne sais pas  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;ce que ça remplace  /   &lt;/i&gt;&lt;i&gt;et derrière nous   /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;c’est encore à l’ombre  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;faut-il encore qu’on raconte  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;que quelques chose nous revienne  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;faut-il qu’on soit seul sur terre,  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;ici aussi &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Boire pour la soif, je ne sais pas  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;ce qui de nous deux restera  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;tu dis mais je ne regarde pas  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;je n’ai jamais vu la mer  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;mais j’en ai vu des noyés  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;comment fais-tu pour oublier,  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;pour oublier  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;et la pluie qui revient dans nos voix  / &lt;/i&gt;&lt;i&gt;pas une chanson, je ne pense à toi  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;dans ce monde inhabitable  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;il vaut mieux danser sur les tables  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;à Port Coton qu’on se revoit,  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;qu’on se revoit&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Et quoi que je fasse,  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;je ne sais pas ce que ça remplace  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;et derrière nous  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;c’est encore à l’ombre  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;aller auprès des phares  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;et la vie est sans fard  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;à Port Coton qu’on se revoit  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;dans ce monde inhabitable  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;il vaut mieux danser sur les tables  /  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;à Port Coton qu’on se revoit,  &lt;/i&gt;&lt;i&gt;qu’on se revoit&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;(Port Coton / Raphael - Zaz )&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BYnee1xBNgw/TY5qAeolGTI/AAAAAAAACFE/6lGm0SS1quM/s1600/port%2Bcoton_3.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-BYnee1xBNgw/TY5qAeolGTI/AAAAAAAACFE/6lGm0SS1quM/s400/port%2Bcoton_3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588520744069175602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Port Coton é un angolo dell'isolabella, la Belle Ile del sud della Bretagna, anfratto di rocce, spiaggia mai quieta, frustate di vento e di mare stregato. Clemenza del tempo albergata altrove, acqua che ribolle, come la lava adirata di un vulcano. Onde e spruzzi per un ricamo d'ovatta biancastra, affascinante e terribile allo stesso tempo. Terra di Merlino abbandonata dai viaggiatori, un faro d'inverno, solo in balia del freddo e delle correnti dell'oceano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Port Coton é una canzone. Che parla di mare e di gente che non l'ha mai visto. Ma che ha visto un sacco di annegati. O ha fatto finta di non vederli. Giovani europei di un tempo, gente dell'ovest a cui la guerra é stata solo raccontata, da libri dalle pagine ingiallite o labbra di reduci vecchi e noiosi, che ormai sembrano non interessare più nessuno.  Eppure la guerra é sempre lì, ad un passo, i suoi padroni vivi e vegeti, come sempre. Vissuta lungo i confini del sud o dell'est. Vista dentro occhi di ragazze, sguardi spauriti di giovani madri resi vuoti dal troppo dolore che gli é passato dentro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Port Coton é una canzone. Che parla della speranza che rischia di morire dentro noi. Una morte fatta di abitudine, d'indifferenza, d'egoismo che é la pasta di cui siamo fatti, dalla pelle fin giù nel profondo, dentro al midollo. Di occhiate rivolte di fianco, o verso il basso, o - ancora peggio - ripiegate su se stesse, al di dentro, come se quegli occhi che ci furono donati un giorno non fossero stati fatti dritti, posti sul capo per guardare avanti, tesi verso quel prossimo che é lo specchio della nostra stessa vita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Port Coton é la mia meschinità. Luogo di desiderio e di contraddizione. Il Bello e il Vero non accolti. L'umile e l'indifeso mai abbracciati abbastanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-NOm4Kd0Ynuk/TY5qGFTIgdI/AAAAAAAACFM/0PAgeUvlpfY/s400/port%2Bcoton_2.jpg" style="text-align: justify;float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588520840347550162" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Port Coton é una canzone. Cantata da una donna, voce roca e voce dolce, voce talvolta disperata. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Port Coton é una canzone che accompagna la mia strada, che mi porta dove devo andare. E' uno sguardo verso l'alto, é una preghiera. Certezza  che dopo la burrasca e il vento - le onde che turbano la mente, lungo il percorso di pensieri, parole, atti ed omissioni - c'é sempre un sereno che ritorna, sole mai tramontato per sempre all'orizzonte. Alba che porterà bonaccia dopo la galleria oscura di una una notte buia e senza stelle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Port Coton é la musica del cuore, che cresce giorno dopo giorno, che ringiovanisce mano a mano che invecchia il corpo, che la polvere si accumula, che i peccati riempono sempre più l'anfora di una Misericordia che si fa più grande a mano a mano che passa il tempo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Port Coton, in fondo, é solo una canzone. Ma é anche il luogo dove la mia burrasca trova finalmente pace. La sconfitta definitiva di ogni inquietudine e tempesta. Il sì detto ad un Altro, dentro l'unico grande dono che mi rimane in mano. Quello della mia libertà.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="853" height="510" src="http://www.youtube.com/embed/lW_S0gydWQk" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-9060321715309332146?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/9060321715309332146/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=9060321715309332146&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/9060321715309332146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/9060321715309332146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/03/port-coton.html' title='SOLO UNA CANZONE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-PnhuVVug83w/TY82TKHjWmI/AAAAAAAACFU/5DW0aiy0Zlo/s72-c/zaz.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6416439589773748146</id><published>2011-03-16T11:00:00.016+01:00</published><updated>2011-03-16T18:53:50.073+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>METTI UNA SERA A MILANO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-N5MN6xSUfw0/TYCMd7UIuhI/AAAAAAAACE8/G4BPIycEJx4/s1600/via%2Bcrucis_2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ksrfcuhdgnA/TYCMVwwq9DI/AAAAAAAACE0/2ZvQg6BRuVo/s1600/via%2Bcrucis.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 226px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ksrfcuhdgnA/TYCMVwwq9DI/AAAAAAAACE0/2ZvQg6BRuVo/s400/via%2Bcrucis.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584617843433600050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;E adesso si mette pure a piovere....&lt;/i&gt;": provo a protestare un po', ma mia figlia mi richiama subito all'ordine: "&lt;i&gt;E cosa vuoi che sia, papi, di fronte a quello che ha patito Gesù...&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E no, che non si fa così, cara la mia Chiara. Proprio no.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sì che sono stato pure bravo: una giornata dura di lavoro in ospedale, poi alle 18 puntuale in parrocchia per la messa con gli amici focolarini, un'oretta giusta giusta per cenare e sistemare la cucina... e alle 20 tutta la famiglia davanti alla chiesa, in partenza per la via crucis cittadina con l'arcivescovo, dietro alla croce di San Carlo. E allora avrò pur diritto di dire qualcosa... e invece no: mia figlia mi richiama subito all'essenziale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che poi non piove. Eh già. Lo dovevo sapere che é sempre così, in fondo. Dio non si lascia mai battere in generosità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così, tant'é: tutti e 5 dietro alla croce di San Carlo ed alla reliquia del Santo Chiodo: io, mia moglie ed i nostri tre figli: Chiara di 15 anni, Marco di 12 ed Andrea di 8. Ed oltretutto resistono che é un piacere, fino alla fine della processione. Due ore e mezza secche, compresa l'omelia del nostro amato cardinale.  Che, alla fine, sono pure allegri e brillanti: quasi mezzanotte sul tram, al ritorno verso casa, e si fa pure fatica a tenerli fermi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, l'altra sera, é stato proprio bello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Camminare lentamente, pregare dietro alle splendide meditazioni ed a quella croce, ricentrare tutto su quella Misericordia dove riesco sempre a deporre, alla sera, la durezza del mio cuore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardavo la magia notturna della nostra città, le guglie del Duomo, quelle vie illuminate dalla fede che le camminava dentro. Lo sguardo, tra una preghiera e l'altra si posava ora su quella bellezza, ora sui volti che riempivano le vie. Tanti giovani, ma anche alcune persone anziane, coppie di sposi e fidanzati, preti e suore, gente di ogni ceto ed ogni età.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, dentro alla cattedrale, il calore e la solennità allo stesso tempo. L'amore mai sopito per l'arte gotica, ricordi - magici e indelebili - di messe benedettine all'abbazia di Mont Saint Michel o di Sénanque o, più moderne, a Chiaravalle, insieme alle scuole dei miei figli. La sensazione, al fondo, di una Bellezza che si fa strada, l'unica capace ancora di rapire il cuore ferito dell'uomo moderno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi mi é venuta in mente quella meditazione di Chiara Lubich: "&lt;a href="http://www.psy-com.org/index.php/it/chiara-lubich-testo.html"&gt;Risurrezione di Roma&lt;/a&gt;", e tutto si é rivestito di nuova luce, cosicché Milano, così attraente quella sera, ha acquistato, come d'incanto, un fascino più intenso e più vero:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;(...) cosicché, riaprendo gli occhi sul di fuori, vedo l'umanità con l'occhio di Dio, che tutto crede perché é Amore. Vedo e scopro la mia stessa Luce negli altri, la Realtà vera di me, il mio vero io negli altri e, ritrovata me stessa, mi riunisco a me risuscitandomi - Amore che é Vita - nel fratello&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;" (&lt;i&gt;scritto del 29 ottobre 1949&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci voleva una serata a Milano, con la mia famiglia, un po' di amici e la croce di San Carlo, per ritrovare di nuovo la Bellezza dietro alla quale questo disgraziato d'uomo vecchio non vuole mai saperne di andare. Ma non é una novità, la povertà della mia fede.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo é sempre, invece, vedere una comunità che, giorno dopo giorno, é capace di cambiare un pezzetto del mio cuore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' di questo che sono profondamente grato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'Amore che ho incontrato un giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-N5MN6xSUfw0/TYCMd7UIuhI/AAAAAAAACE8/G4BPIycEJx4/s400/via%2Bcrucis_2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584617983705659922" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 226px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6416439589773748146?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6416439589773748146/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6416439589773748146&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6416439589773748146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6416439589773748146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/03/metti-una-sera-milano.html' title='METTI UNA SERA A MILANO'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ksrfcuhdgnA/TYCMVwwq9DI/AAAAAAAACE0/2ZvQg6BRuVo/s72-c/via%2Bcrucis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7931285842661279608</id><published>2011-03-13T23:09:00.006+01:00</published><updated>2011-03-14T09:03:46.892+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>IL SEGRETO DI CHIARA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Uli7vYVZ3aI/TX1CaPzpbbI/AAAAAAAACEs/B-iOg9gBa0g/s1600/IMG_0048bis.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-VdY5Zdstl8E/TX0Xaq1qZFI/AAAAAAAACEk/dVlAdeVsqIA/s1600/Chiara%2Bsorridente.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 256px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-VdY5Zdstl8E/TX0Xaq1qZFI/AAAAAAAACEk/dVlAdeVsqIA/s400/Chiara%2Bsorridente.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583644859952686162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Chiara Lubich (22 gennaio 1920 - 14 marzo 2008)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-QDxfkVpLIRM/TX0XG7aGuUI/AAAAAAAACEc/zmtMpFYvlqY/s1600/IMG_0031bis.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho visto una sola volta Chiara da vicino. Ricordo che mi ero precipitato giù, lungo la scala che lei avrebbe disceso, per arrivare tra i primi vicino alla sua macchina. Era venuta ad un incontro a cui partecipavo anch'io, più di un migliaio di persone, sapete quelle cose che chiamano ritiri e che, volta dopo volta, cambiano un pezzo del tuo cuore anche quando sembra troppo duro. Che poi certi passaggi forti di quei momenti - i ritiri, appunto - io me li ricordo anche nei luoghi più improbabili. Come quando ti trovi in cucina, ad esempio, a mettere in una gigantesca lavastoviglie i piatti di quelle centinaia di persone che hanno appena finito di cenare. E magari a farti spiegare come si fa da una focolarina giovane e sorridente con un inconfondibile accento del Sud America o di un paese africano che non ti ricordi neanche dove si trova. Ho sempre pensato che la strana felicità provata in quegli istanti - che alla fine del lavoro sei puro unto fino alle orecchie, stanco morto e sogni una birra fresca anche in gennaio - avesse in sé qualcosa di profondamente soprannaturale.  &lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-QDxfkVpLIRM/TX0XG7aGuUI/AAAAAAAACEc/zmtMpFYvlqY/s320/IMG_0031bis.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583644520803121474" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 239px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tant'é, comunque, quel giorno mi trovai davvero vicino a Chiara, solo che ero dalla parte sbagliata della macchina, opposta a quella dalla quale sarebbe  poi salita. Così non riuscii a salutarla ed a stringerle la mano. Ma ero comunque ad un passo da lei. E mi ricordo il silenzio intorno e certi sguardi come una delle cose più sacre della mia vita. C'erano decine di persone vicino a quell'auto ed ogni mezzo metro c'era una mano che stringeva quella di Chiara. Lei avanzava lentamente, qualche istante per ciascuna di quelle mani e di quei volti che volevano salutarla, dirle che le volevano bene, farle capire quanto era stata madre per ciascuno. Lo sguardo di Chiara era impressionante. Profondo, sorridente e penetrante. Una penetranza d'amore, come se quella persona che lei aveva davanti a sé, fosse stata l'unica presente in quel momento e nella sua vita. La stessa intensità distribuita ad ognuno, prima di salire in macchina e salutare poi tutti insieme con la mano dal finestrino. Uno sguardo che ho portato dentro per anni e che mi trovo addosso ancora adesso, perché ha fatto scuola nel mio cuore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ha fatto capire cosa significhi amare la persona che la circostanza della vita ti mette davanti nell'attimo presente. Quello che hai di fronte, in quell'istante. E in quell'istante solo lui.  Sia tua moglie o tuo figlio, il collega o il tuo capo. O il passante che incrocia la tua strada. Stessa intensità per ciascuno. Stessa dose d'amore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*          *          *&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-0hoUlttB5K4/TX0W9Rv7YoI/AAAAAAAACEU/ubuQYNjni4A/s320/IMG_0074bis.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583644355001541250" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 239px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rocca di Papa é un delizioso paesino dei Castelli Romani, adagiato sulle alte sponde del lago di Albano. Ci fanno dell'ottimo vino, da quelle parti e si mangia pure bene, non solo porchetta e scottadito. Rocca di Papa é anche il cuore pulsante del &lt;a href="http://www.focolare.org/"&gt;Movimento dei Focolari&lt;/a&gt;. Lì c'é la casa di Chiara e la sua tomba, posta in una cappella all'interno del Centro Mariapoli. Chi si trovasse da quelle parti, non avrà difficoltà a passare dentro per un saluto o una preghiera: la porta del Centro é sempre aperta per chiunque. L'ho fatto un po' di volte anch'io, a volte senza sapere neppure cosa chiedere o cosa dire, ma solo per mettere il mio cuore davanti al suo e lasciare che sul nulla d'amore di entrambi quei cuori potesse nascere qualcosa di nuovo e di grande.&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-Uli7vYVZ3aI/TX1CaPzpbbI/AAAAAAAACEs/B-iOg9gBa0g/s320/IMG_0048bis.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583692131696471474" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 239px; " /&gt;&lt;/span&gt; Quest'inverno, poi, sono stato anche a visitare la sua casa. Anche da lì passano ogni anno migliaia e migliaia di persone, ma non é un museo, quello che vi si trova. Dentro, ad accogliere ciascuno, ci sono le focolarine che stavano con Chiara e che sono ancora lì, vivendo la normalità della quotidianità e dei loro incarichi di ogni giorno. Ho attraversato, insieme a decine e decine di altri amici, il salottino e lo studio dove ogni giorno lavorava, la cappellina che comunicava direttamente con lo studio, centro della casa, la stanza da letto dove é morta alle due del mattino del 14 marzo, dopo aver salutato e stretto le mani, l'ultimo giorno della sua vita terrena, delle centinaia di persone giunte a porgerle l'ultimo saluto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi ricordo cosa mi sia passato per la mente, passando da una stanza all'altra, scambiando qualche parole con le compagne di Chiara, facendomi raccontare di quell'aria di paradiso che si é respirata per anni in quella casa. Ma ricordo una sensazione di bellezza, una volta uscito da lì, bellezza come unica cosa capace ancora di rapire il mio cuore, ferito tropo spesso dalla sua stessa durezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*          *          *&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se dovessi portare via con me una sola cosa come la più preziosa di Chiara, quella che più me la fa sentir madre ogni giorno, forse prenderei una frase ed uno sguardo. La frase é la risposta che lei diede all'ultima domanda di un'intervista che Flaminia Morandi le fece nel 1997 per l'emittente Sat2000. Lo sguardo é quell'istante di silenzio, che precedette la risposta, come a dire, sì, questa é davvero la chiave che apre ogni porta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;C'è un segreto, un segreto che lei pensa che sia alla base di tutto questo?&lt;/i&gt;", le aveva chiesto la Morandi. "&lt;i&gt;Amare&lt;/i&gt;", aveva risposto Chiara. E poi, dopo una pausa lunga ed intensa come di chi sta per darti in mano la cosa più importante che possiede: "&lt;i&gt;Dio é amore. Amare é tutto&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/7942353" width="400" height="300" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(L'intervista con Flaminia Morandi, sulla rete, non l'ho trovata. Ma anche questa con Sandra Hoggett  non é niente male....)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/20926014" width="400" height="300" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7931285842661279608?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7931285842661279608/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7931285842661279608&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7931285842661279608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7931285842661279608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/03/il-segreto-di-chiara.html' title='IL SEGRETO DI CHIARA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-VdY5Zdstl8E/TX0Xaq1qZFI/AAAAAAAACEk/dVlAdeVsqIA/s72-c/Chiara%2Bsorridente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-450548722438145485</id><published>2011-03-06T01:02:00.000+01:00</published><updated>2011-03-06T01:06:52.365+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>WHAT CAN YOU DO FOR ME</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-P7cmYX9h8cU/TXLOYeFsc4I/AAAAAAAACEM/gi9pW-iiiL4/s1600/IMG_0198.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;There’s just one thing&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;I want to ask you to do&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Be gentle with this heart&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;That now belongs to you&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;And it will pay you back in kind&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Anything that you desire, I don’t mind&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;What can I,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;What can I do for you&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;What can I,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Do for you&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;What can I do&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;(John Popper - What Can I Do For You)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-P7cmYX9h8cU/TXLOYeFsc4I/AAAAAAAACEM/gi9pW-iiiL4/s320/IMG_0198.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580749808054596482" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 239px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sto rischiando grosso di diventar noioso. Sempre in ballo con questa faccenda del cuore.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma oggi é tutto il giorno che mi ronza in testa una canzone, che di titolo fa &lt;i&gt;What Can I Do For You&lt;/i&gt; e di autore fa &lt;i&gt;John Popper&lt;/i&gt;, appena uscito con un nuovo disco che suona che é davvero un gran piacere. Tutto il giorno che ci penso e tutto il giorno che non riesco a darmi pace, perché "&lt;i&gt;cosa posso fare per te&lt;/i&gt;", é una bella domanda, in fondo, qualcosa che sottende ricerca e significato, uno scopo, una tensione; insomma il motivo per cui, quando sei sceso dal letto alla mattina, i tuoi piedi cominciano a percepire il gusto di correre dietro a quelle strane e scomode circostanze che qualcuno chiama vita quotidiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va bene, sono confuso e contorto, in ciò che scrivo e spesso pure in ciò che penso, ma quella domanda, dicevo, continuava a girarmi intorno ed aveva pur bisogno di risposta, prima o poi; così io, oggi, non ho smesso d'andare in giro, certo che primo o poi l'avrei trovata.  E c'é voluta, un'altra volta ancora, una voce e una chitarra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La voce, quella di &lt;a href="http://www.bluesandmercy.com/"&gt;Riro Maniscalco&lt;/a&gt;. La chitarra, la sua e quella di un manipolo di amici, chiamati a condividere con lui il palco, in una sera, per una manciata di canzoni, alcune tratte dal suo splendido disco "&lt;i&gt;Sketches of You&lt;/i&gt;", altre, invece, non sue, ma non meno vissute e trascinanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Del suo disco non parlerò qui, l'ha già fatto l'&lt;a href="http://gamblin--ramblin.blogspot.com/2011/01/un-italiano-new-york.html"&gt;amico Paolo Vites&lt;/a&gt; sul suo blog, anche fin troppo bene. Ma Riro, questa notte, mi ha forse dato la risposta che cercavo. Si é fermato - a un certo punto - ed ha tirato fuori tutto l'amore per il blues del Delta che ha sempre contraddistinto la sua vita: "&lt;i&gt;Il blues é il desiderio di un bene assente&lt;/i&gt;" - ha detto - ed é stato lì che mi é parso di capire. Perché il bene non é mai abbastanza, ne abbiamo un bisogno incessante, che si fa strada tanto più quanto si manifesta, giorno per giorno, la nostra debolezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco perché il cuore c'entra anche questa notte, e quel desiderio diventa la risposta che ho cercato tutto il giorno. "Cosa posso fare per te" é desiderio che diventa corrispondenza. Corrispondenza di fronte alle mani di tutti i destini che incontro, istante dopo istante, lungo le strade di tutte le mie giornate. Non faccio altro che andare incontro a un "tu", ogni momento, ha detto ancora Riro - tanti tu con la "t" minuscola; ma dietro a quei tu c'é un "Tu" con la t maiuscola che dà senso a tutto il nostro agire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel che posso fare é tutto qui: corrispondere a quel Tu, che mi ha già dato ciò di cui ho bisogno. Ho visto cose grandi, quelle che Tu puoi fare per me e cos'altro potrei fare se non rispondere all'amore con l'amore. E corrispondere, al fondo, non é poi così complicato come parrebbe a prima vista: é una faccenda semplice, invece. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basta lasciare che il cuore torni dove é sempre stato di casa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/mct5J4ixHzA" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Post Scriptum&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Riro Maniscalco scrive anche degli ottimi libri, io, per esempio, ne avevo già parlato &lt;/i&gt;&lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2008/10/ho-solo-le-hawaii.html"&gt;&lt;i&gt;qui.&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Ma trovate tutto sul suo sito '&lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.bluesandmercy.com/"&gt;&lt;i&gt;blues and mercy&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;'&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-450548722438145485?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/450548722438145485/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=450548722438145485&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/450548722438145485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/450548722438145485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/03/what-can-you-do-for-me.html' title='WHAT CAN YOU DO FOR ME'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-P7cmYX9h8cU/TXLOYeFsc4I/AAAAAAAACEM/gi9pW-iiiL4/s72-c/IMG_0198.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-8973633826770825442</id><published>2011-03-02T22:02:00.007+01:00</published><updated>2011-03-02T23:30:45.637+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri in libertà'/><title type='text'>LE LONG DE LA ROUTE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Prenons-nous la main &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Le long de la route &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Choisissons nos destins &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Sans plus aucun doute &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;J'ai foi et ce n'est rien &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Qu'une question d'écoute &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;D'ouvrir grand nos petites mains &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Coûte que coûte&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono stufo di svegliarmi così. Troppo stanco, già dal mattino. E poi 'sto cielo grigio e il mare che é sempre troppo lontano.  Non sei fatta per me, Padania mia. E non son fatti per me quei volti che incontrerò anche stamani, che ce l'han sempre su col mondo intero, che guarda quello lì cos'é che ha fatto e guarda quello là, che non ha fatto mai abbastanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;No, non si riesce a tirar sera in questo modo, c'é bisogno di qualcosa, un supplemento d'amore, forse. Ma anche quel qualcosa non sembra mai abbastanza. E allora ci fosse almeno un po' di sole, lungo questa strada triste e sempre uguale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E invece sì, che é bastato poco. E' bastato lo sguardo di un amico. L'ho incontrato presto, sette e mezza del mattino, una messa nelle aule di scuola coi miei figli delle medie e del liceo. Quell'amico era vestito da prete e m'ha fatto uno scherzo. Da prete. M'ha detto, mentre dormivo ancora, di guardare a un cuore e m'ha detto che quel cuore é il centro di tutto quel che sono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E m'ha fregato, porca miseria, perché, puntato lo sguardo sul cuore, quello poi s'é posato anche sull'anima e dentro di lei ha ritrovato il desiderio, che pareva irrimediabilmente ormai perduto. Desiderio di vivere una giornata diversa, nonostante il cielo ed i pensieri troppo grigi. Desiderio ricentrato sull'aiuto di un Amico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uscito da lì il miracolo era già compiuto, anche se io dormivo ancora un poco. Ma ho visto la mia Highway 61 rivestirsi, come d'incanto, dei colori illuminati dal sole di un giorno terso senza nuvole. Poi, quando mi sono svegliato, ho cominciato a stringere la mano di un sacco di destini. Ed il mio, di destino, ha riabbracciato da solo la sua strada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, alla fine, dopo un giorno d'ascolto tutto intero, mi sono trovato, alla sera, anche a cantare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Robe proprio strane, queste. Miracoli che accadono lungo la strada. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gioie della vita di ogni giorno, &lt;i&gt;le long de la route&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/6CkSU4NbJb0" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-8973633826770825442?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/8973633826770825442/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=8973633826770825442&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8973633826770825442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8973633826770825442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/03/le-long-de-la-route.html' title='LE LONG DE LA ROUTE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/6CkSU4NbJb0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6569010092603153785</id><published>2011-02-25T23:29:00.002+01:00</published><updated>2011-02-25T23:37:36.100+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>INCONTRI E FERITE. ARGILLA. E BELLEZZA.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-05wEwHnQL3Y/TWgtHHQNmDI/AAAAAAAACEE/HrY3j_9WWWY/s1600/uomo%2Bargilla1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 227px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-05wEwHnQL3Y/TWgtHHQNmDI/AAAAAAAACEE/HrY3j_9WWWY/s400/uomo%2Bargilla1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577757738727741490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;siamo fatti d'argilla, che si forma, però, non involontariamente, quindi solo da incontri e luoghi, ma anche volontariamente, cioé secondo le nostre scelte&lt;/span&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poche righe, alla fine di un tema fatto in classe, un voto portato a casa da firmare da parte di mio figlio, 12 anni, seconda media. Mi ci fermo sopra un po', leggo e rileggo questa frase. E' proprio vero che capita che i nostri figli ci facciano, a volte, anche da padri e madri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quante volte mi sento d'argilla, perché sperimento la mia fragilità di fronte a ciò che il cuore sente come vero e quello che le mani e i piedi non sono capaci di tramutare coscientemente in azioni. A prima vista verrebbe da scoraggiarsi, ma ho smesso da tempo di scandalizzarmi della mia incoerenza ed incapacità. Ogni volta, invece, sperimento la gioia nel riaffidarmi a un Altro. Uno nella cui misericordia posso riporre, alla sera, tutta la durezza del mio cuore e l'infedeltà nel rispondere alla Bellezza che ho incontrato un giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa sera, però, forse anche grazie a mio figlio, sento come una delle cose più vere della mia vita anche un'altra cosa, letta e riletta più volte. E forse sentita ora anche un po' più bella. E' una cosa, una frase, che c'entra con gli &lt;i&gt;incontri&lt;/i&gt; e con i l&lt;i&gt;uoghi&lt;/i&gt;. Ma anche con la &lt;i&gt;volontà&lt;/i&gt; e le nostre &lt;i&gt;scelte&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La metto qua, come ultimo pensiero della sera, prima di affidarmi di nuovo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per poi tornare a volare un po'. Ed incontrare di nuovo la Bellezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché domani, a Dio piacendo, sarà di nuovo un nuovo giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto da vivere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;prima o poi ogni persona fa un'esperienza che segna l'inizio della sua piena maturità: capisce nella propria carne e intelligenza che, se vuole sperimentare la benedizione legata al rapporto con l'altro/a, deve accettarne la ferita. Comprende, cioé, che non c'é vita buona senza passare attraverso il territorio buio e pericoloso dell'altro, e che qualunque via di "fuga" da questo "combattimento" e da questa agonia conduce inevitabilmente verso una condizione umana senza gioia&lt;/span&gt;" (Luigino Bruni - la ferita dell'altro - ed. Città Nuova)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-DZMuy6TMpzQ/TWgp167qTTI/AAAAAAAACD8/tgo2JeAvr44/s400/marco_budelli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577754144827657522" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6569010092603153785?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6569010092603153785/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6569010092603153785&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6569010092603153785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6569010092603153785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/02/incontri-e-ferite-argilla-e-bellezza.html' title='INCONTRI E FERITE. ARGILLA. E BELLEZZA.'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-05wEwHnQL3Y/TWgtHHQNmDI/AAAAAAAACEE/HrY3j_9WWWY/s72-c/uomo%2Bargilla1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-3303325776550225946</id><published>2011-02-23T23:42:00.005+01:00</published><updated>2011-02-24T13:18:46.040+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>WAITING FOR LUCINDA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-_R3IMKYel_s/TWZMF3ZT47I/AAAAAAAACD0/yYTGMHrXo18/s1600/lucinda-williams.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/--IucuXPtNIg/TWZLk_ekNHI/AAAAAAAACDs/h5UhfkgdtO0/s1600/lucinda%2Bwilliams.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/--IucuXPtNIg/TWZLk_ekNHI/AAAAAAAACDs/h5UhfkgdtO0/s400/lucinda%2Bwilliams.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577228287431947378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diciamoci la verità: &lt;i&gt;Little Honey&lt;/i&gt; non era poi granché. Un bell'esercizio di blues del delta, infarcito qua e là anche di belle ballatone country, ma un disco, tutto sommato, senz'anima, finito, dopo qualche ascolto neanche troppo frettoloso a prendere polvere sullo scaffale. E d'altra parte non era mica facile ripetere il miracolo di &lt;i&gt;West&lt;/i&gt;, il lavoro che, nel 2007, aveva fatto nuovamente breccia in una moltitudine di cuori, almeno tutti quelli che avevano provato a lenire le proprie ferite lungo le note di &lt;i&gt;Essence&lt;/i&gt; e di &lt;i&gt;Car Wheels On A Gravel Road&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, a distanza di due anni, quella voce ci riprova. La voce sensuale, strascicata, meravigliosamente rock di &lt;i&gt;Lucinda Williams&lt;/i&gt;. Una voce che sembra una scopata a ritmo di rock'n'roll e attenzione che non sono io a dirlo, ma l'amico Vites, che io, si sa, sono troppo bigotto per dire certe cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tant'é, sta di fatto che intorno alla voce di Lucinda é stato fatto tutto &lt;i&gt;Blessed,&lt;/i&gt; il disco nuovo in uscita il 1 marzo in tutti i vostri negozi di dischi preferiti, ammesso che di negozi di dischi ce ne siano ancora in giro. Ah già, ma c'é iTunes e allora va bene lo stesso. Allora la voce, dicevamo. Beh, la Williams dice che Don Was ci ha costruito intorno tutto il disco: "&lt;i&gt;Lucinda vocal's, the most important thing&lt;/i&gt;", secondo lui. E allora é già un bel partire, perché poi, nelle sessions di registrazione, pare ci sia stato pure un clima un po' speciale: "A&lt;i&gt;lla fine della giornata tutti erano felici. Nessuno se ne é andato in preda a cattive sensazioni su tutto quello che abbiamo fatto&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il resto lo fa uno sguardo diverso sulla vita di Lucinda, forse più sereno dopo il matrimonio e certamente più maturo nella capacità di scrittura: non più solo cuori feriti e strascicati, ma uno sguardo sull'umanità più profondo; c'é spazio per esempio, per meditare sulla triste dipartita di Vic Chesnutt (&lt;i&gt;Seeing Black&lt;/i&gt;) e dell'ex manager Frank Calliari (&lt;i&gt;Copenaghen&lt;/i&gt;). Ma al fondo, forse, c'é anche uno sguardo più felice: "&lt;i&gt;Ho una diversa prospettiva adesso e spero d'essere più saggia con gli anni che passano. C'é stanchezza, ma anche una sorta di gioia, come nella canzone "Born To Be Loved". Ecco forse é questo il vero tema di tutto l'album&lt;/i&gt;". Già, perché in molti hanno chiesto alla Williams perché avesse intitolato proprio &lt;i&gt;Blessed&lt;/i&gt; il proprio disco e Lucinda, finora, ha evitato accuratamente di rispondere. Anche se ha invitato però la gente a postare sul suo sito cosa volesse dire per ciascuno quella parola e qualche filmato interessante su YouTube qualcuno l'ha già messo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, non so se il nuovo disco di Lucinda Williams sarà bello oppure no, ma, almeno per quel che mio riguarda, la sensazione é che l'attesa possa non andar delusa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-_R3IMKYel_s/TWZMF3ZT47I/AAAAAAAACD0/yYTGMHrXo18/s400/lucinda-williams.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577228852198106034" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 328px; height: 253px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli anni passano per Lucinda, 58 all'anagrafe e più di trenta di carriera. C'é bisogno di ritmi più distesi, non solo dell'anima, ma anche delle corde delle proprie chitarre, luoghi dai quali scacciar via il rumore. Vale anche per me, che sono un po' più giovane di lei, ma mica poi neanche tanto. Vale per le mie scorribande personali lungo certi sentieri grigi della mente, ma anche accanto a quelli più solari, quando si scioglie la rugiada del mattino. E' questa la bellezza che deve farsi strada. Ed é per questo che ai primi di marzo, il nuovo disco di Lucinda Williams troverà il suo spazietto in mezzo agli altri dischi del mio scaffale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per lasciare andare un po' il mio cuore ancora a caccia di bellezza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bellezza come unica cosa ancora capace di ferire il cuore dell'uomo moderno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/SrN9Wgh5Aic" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/5P6z7b5aIi4" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-3303325776550225946?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/3303325776550225946/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=3303325776550225946&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3303325776550225946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3303325776550225946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/02/waiting-for-lucinda.html' title='WAITING FOR LUCINDA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/--IucuXPtNIg/TWZLk_ekNHI/AAAAAAAACDs/h5UhfkgdtO0/s72-c/lucinda%2Bwilliams.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-8027178155221012873</id><published>2011-02-15T21:11:00.015+01:00</published><updated>2011-02-18T00:02:45.508+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bob Dylan'/><title type='text'>TIGHT CONNECTION TO MY HEART</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-3Wo1j19BVTw/TVxTkpPQ-DI/AAAAAAAACDU/WZ7IzvzoPzI/s1600/bobby2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-KX76Gxzmb_I/TVxTOepA6nI/AAAAAAAACDM/1a90lvuHvs4/s1600/bobby.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 350px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-KX76Gxzmb_I/TVxTOepA6nI/AAAAAAAACDM/1a90lvuHvs4/s400/bobby.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574421946986195570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-3Wo1j19BVTw/TVxTkpPQ-DI/AAAAAAAACDU/WZ7IzvzoPzI/s400/bobby2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5574422327788107826" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 286px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io mi ricordo com'era andata all'Hammersmith Odeon, anche se non c'ero. A Londra, un sacco di anni fa. Me la ricordo, amico, la tua faccia e la folla impazzita tutta intorno. Com'é che dicono da quelli parti? &lt;i&gt;Bananas?&lt;/i&gt; Ecco, appunto, matti da legare, tutti quanti. &lt;i&gt;The crowd went bananas&lt;/i&gt;, avevano scritto: era proprio quello che era successo. Stavi cantando &lt;i&gt;I Want You&lt;/i&gt;, poi chissà cosa ti era preso. Avevi visto una bella ragazza appena giù dal palco, o qualcos'altro era passato per la tua mente. Sta di fatto che avevi cominciato ad ondeggiare con le anche e poi a fare quelle smorfie strane, che a noi sono sempre parsi dei sorrisi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'altra sera l'hai fatto di nuovo. Sei salito sul palco, il passo incerto come sempre. Così incerto che quasi inciampi e cadi. Come quella volta, il primo gradino della scala prima di andare a salutare il papa. E poi certo che hai sorriso. Dicono che sei antipatico sul palco, ma non é vero, a me hai sempre fatto una tenerezza immensa. E' che hai sempre rischiato la tua vita, là sopra, quasi ogni sera, da un sacco di tempo a questa parte. E peccato che siano pochi quelli che l'hanno capito veramente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così é stato bello vederti, ma bello veramente. Hai fregato il mio cuore, un 'altra volta ancora. In mezzo a tutti quei ragazzi, poi, che pendevano dalle tue labbra. Come sempre, d'altra parte, come tutti. E poi, alla fine, un assolo mal riuscito d'armonica, come a dire: hey ragazzi, é stato bello, ma adesso andate avanti voi, che io vi ho già tracciato la strada lungo la quale dovrete sempre andare. Grazie Bob, ci si rivede alla prossima, quando vuoi; tu lassù sul palco, pianola, chitarra, armonica, voce arrochita, quello che ti pare. Noi là sotto, in prima fila come sempre, per non farti mai sentire solo. Sarà dura, sai, per noi, quel maledetto giorno che non ci sarai più.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="270"&gt;&lt;param name="movie" value="http://dailymotion.virgilio.it/swf/video/xh0tx9"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://dailymotion.virgilio.it/swf/video/xh0tx9" width="480" height="270" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/xh0tx9_211213212512_webcam" target="_blank"&gt;211213212512&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Caricato da &lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/yardie4lifever2" target="_blank"&gt;yardie4lifever2&lt;/a&gt;. - &lt;a target="_blank" href="http://dailymotion.virgilio.it/it/channel/webcam/featured/1"&gt;Guarda i video delle più importanti personalità del web&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-8027178155221012873?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/8027178155221012873/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=8027178155221012873&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8027178155221012873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8027178155221012873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/02/tight-connection-to-my-heart.html' title='TIGHT CONNECTION TO MY HEART'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-KX76Gxzmb_I/TVxTOepA6nI/AAAAAAAACDM/1a90lvuHvs4/s72-c/bobby.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-1517463155436090786</id><published>2011-02-11T16:25:00.010+01:00</published><updated>2011-02-11T18:08:26.151+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>UNA SCIA DI LUCE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-u8YBkp1_zNo/TVVZThFykOI/AAAAAAAACC8/3ctEBJQWnrw/s1600/coniugi+badano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572458305775898850" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-u8YBkp1_zNo/TVVZThFykOI/AAAAAAAACC8/3ctEBJQWnrw/s400/coniugi%2Bbadano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Milano, basilica di Sant'Ambrogio, 10 febbraio 2010. Una delle chiese più affascinanti della città, cariche di storia e di vita di santi, é gremita. Ma non é una messa, quella che si celebra questa sera. Seduti davanti ad un elegante tavolino rosso ci sono Maria Teresa e Ruggero Badano, i genitori di Chiara "Luce", la giovane ragazza di Sassello dichiarata dalla Chiesa beata lo scorso 25 settembre. Di fronte a loro gente di ogni età, ma i giovani sono davvero tanti. Ed é giusto che sia così, perché quando la giovane Badano é morta aveva solo diciott'anni. E "&lt;em&gt;quando in cielo arriva una ragazza di diciott'anni si fa festa&lt;/em&gt;", aveva detto lei un giorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo blog ha già parlato di Chiara (&lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/09/chiara-luce-badano-life-love-light.html"&gt;http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/09/chiara-luce-badano-life-love-light.html&lt;/a&gt;), non ne ripeterà dunque, in queste poche righe, la storia. Quella storia, comunque, da me ben conosciuta e raccontata da Maria Teresa e Ruggero, ha fatto scendere, sul volto di chi vi scrive e non solo, più di una lacrima anche ieri sera. Perché la santità attrae ancora, se il tuo cuore, anche se ferito, si fa capace di non chiudere la porta al desiderio. E quel cuore, quando trova un luogo capace di farvi riposare le sue durezze, si commuove eccome.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre tornavo a casa con mia moglie, rimeditavo nel profondo di quel cuore tutto ciò che avevo visto e sentito. Ed é soprattutto uno sguardo quello che ancora adesso mi é rimasto dentro. Lo sguardo di Ruggero negli occhi di Maria Teresa mentre parlava. Profondo, dolcissimo, straordinariamente intenso. E quello di lei quando parlava lui. Uguale, ma diverso allo stesso tempo, altrettanto carico d'amore. E' quell'amore che sa farsi uno, che fa il vuoto per accogliere il tutto dell'altro. Ed é lo sguardo di chi, da genitore, si é scoperto misteriosamente figlio di chi ha generato, perché ciascuno ha accolto l'Amore più grande, che ha consentito ad ognuno di rinascere nuovo in Dio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se dovessi lasciare tutto e trattenere una cosa sola, ecco cosa stringerei forte a me: quello sguardo, capace di creare una scia di luce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo sguardo di due genitori, che desideravano tanto una figlia, arrivata dopo undici anni d'attesa e che l'hanno ridonata a Dio dopo altri diciotto. Per poi ridonarla alla Chiesa. E per ridarla adesso - ieri sera come ogni volta che raccontano di lei e di loro - ovunque vengano chiamati perché diano testimonianza di ciò che é accaduto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché Chiara, adesso, é davvero di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-1517463155436090786?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/1517463155436090786/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=1517463155436090786&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1517463155436090786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1517463155436090786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/02/una-scia-di-luce.html' title='UNA SCIA DI LUCE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-u8YBkp1_zNo/TVVZThFykOI/AAAAAAAACC8/3ctEBJQWnrw/s72-c/coniugi%2Bbadano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-2824257409194238220</id><published>2011-01-24T23:30:00.010+01:00</published><updated>2011-01-25T00:17:23.830+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>ESSERE SEMPRE FAMIGLIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TT3-qbSZ6wI/AAAAAAAACCw/13CJZaMeQIA/s1600/famiglia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TT3-qbSZ6wI/AAAAAAAACCw/13CJZaMeQIA/s400/famiglia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565884719332715266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre l'ascensore risaliva lentamente in cima, lassù in unità coronarica dal reparto di rianimazione, continuavo a ripensare dolcemente a quello sguardo. Gli occhi sorridenti del collega, di fronte al mio: "&lt;i&gt;Ciao, sono venuto a vedere se avevi bisogno di una mano&lt;/i&gt;". Già, perché lui non mi aveva mica chiamato ed era per quello che avevo incrociato il suo volto un pò' stupito. Ma era bastato poco perché il nostro lavorare assieme diventasse un circolo virtuoso, fatto di cenni d'intesa, condivisione d'esperienza fianco a fianco, anche battute scherzose con tutto il personale e col paziente - dettaglio non da poco - reso felice e sereno da quel nostro lavorare insieme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E pensare che con quel medico, un po' di tempo prima, c'era stato pure uno scazzo non da poco. Ma era per quello che ero tornato giù da lui, la prima scusa colta al volo appena qualche giorno dopo, pronto a dare un aiuto anche quando non era stato chiesto. La volontà di ricucire un rapporto e ricomporre un'unità; l'esigenza più sentita, il desiderio del cuore più profondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più tardi, in auto, verso sera, sul percorso che porta verso casa, il più piccolo dei miei figli è seduto sul sedile di fianco al mio, al ritorno da un pomeriggio di compiti e di giochi da un amico. Ripenso alla sua manina, stretta a lungo poco prima, lungo il pezzo di strada per raggiungere la macchina, parcheggiata questa volta un po' lontano. Una Milano frenetica mi circonda, riempita dai suoi clacson stupidi e nervosi, pazzi e incomprensibili come sempre. Ma la gioia del cuore é più forte del rumore che sta intorno.  Come mi ero fatto felice, in quei momenti,  di stringere le sue dita tra le mie e com'erano simili, quei piccoli sprazzi di felicità, a quelli sperimentati poche ore prima col collega! Un padre e un figlio che camminano per mano, faccenda ben diversa da un rapporto tra due uomini al lavoro, eppure, al fondo, la stessa insopprimibile esigenza: quella di far famiglia, ovunque mi trovassi, qualunque fosse la cosa chiestami da fare, in quello strano e curioso intreccio di circostanze che usano chiamare vita di ogni giorno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era in quegli istanti che mi era tornato in mente il verso di una canzone tanto amata. Perché &lt;i&gt;My Back Pages&lt;/i&gt;, ogni tanto, faceva inevitabilmente capolino nella mente: “&lt;i&gt;Ero così vecchio allora, sono molto più giovane adesso&lt;/i&gt;”. Già, capitava sempre più spesso che mi sentissi proprio così: inaspettatamente giovane, alla faccia del tempo che passava, magari proprio al mattino di giornate in cui la vita pareva trascinarsi stancamente, come se non avesse quasi più nulla da dire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma allora che cos’era, che rendeva nuovamente ed improvvisamente giovane una strada, liberandola dai pesi e dalle fatiche inesorabilmente accumulati? L’incontro con un avvenimento, forse, un fatto che stava riaccadendo ora, rendendo nuova e quindi giovane ogni cosa. Cos'altro poteva essere, se non quell'&lt;i&gt;essere famiglia&lt;/i&gt;, sperimentato in piccoli ma intensi frammenti di reciprocità, dentro il sorriso di un collega o la manina stretta forte di un bambino? E cosa se non il desiderio che a quell'&lt;i&gt;essere famiglia&lt;/i&gt;, non si anteponesse mai più nulla, fosse anche ogni mio gesto il più ispirato alla migliore idea di morale, di bene o di giustizia?  Non era quello il punto e neppure la coerenza nella risposta alla Bellezza ed al Bene incontrati un giorno. No, la risposta era il desiderio di un cuore. Andare dietro al sogno di creare sempre più, ogni giorno, con discrezione, prudenza e, allo stesso tempo, decisione, quello spirito di famiglia che era la vera carità insegnataci un giorno da Gesù: “&lt;i&gt;Amatevi a vicenda affinché tutti siano uno&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;*&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;*&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;*&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, mentre a tarda sera una folla di pensieri e di emozioni prova a farsi anche scrittura, mi accorgo di guardare sempre più alla mia esistenza col desiderio di stupore e di entusiasmo di un bambino. La vita non é invecchiare, ma scoprirsi sempre più giovani e felici nello scorgere il disegno di un Altro che si svela a poco a poco. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si può maturare, dentro questa storia e, a Dio piacendo, essere di spettacolo a noi stessi ed agli altri, giungendo, allo stesso tempo ad una pienezza di vita affascinante ed inattesa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come quella che raccontava tempo fa un amico, poco prima d’essere chiamato inaspettatamente al cielo: “&lt;i&gt;se dovessi paragonare la mia vita come si è svolta, userei questa metafora: la mia vita è come una mongolfiera. Più vado, più m’innalzo, più m’impegno. Più sono dentro a questa vita, più scopro degli aspetti dell’umano che mi erano impossibili prima: una capacità di fedeltà, di amicizia, di lealtà, di ripresa, d’indomabilità che non avevo mai pensato prima. Perciò, da ultimo, è una gratitudine che caratterizza la mia vita. Per questo non ho paura a donarla tutta&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="450" height="370"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.liveleak.com/e/efb_1229642080"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.liveleak.com/e/efb_1229642080" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" width="450" height="370"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-2824257409194238220?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/2824257409194238220/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=2824257409194238220&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2824257409194238220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/2824257409194238220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/01/essere-sempre-famiglia.html' title='ESSERE SEMPRE FAMIGLIA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TT3-qbSZ6wI/AAAAAAAACCw/13CJZaMeQIA/s72-c/famiglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-1892126625266421639</id><published>2011-01-10T11:40:00.008+01:00</published><updated>2011-01-14T17:39:17.528+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>NIGHT VISIONS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TSrxmzsj_VI/AAAAAAAACCo/FGiW8TraFpM/s1600/tunnel.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560522338956737874" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TSrxmzsj_VI/AAAAAAAACCo/FGiW8TraFpM/s400/tunnel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: normal; FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Night Visions&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;One year at a glance, all along the music of my dreams&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Si era svegliato all'improvviso mentre sognava d'essere a New York City. Conosceva così bene quella città, anche se non vi era stato mai. Provò a trastullarsi ancora per un po', in quello strano limbo che era il dormiveglia del mattino, luogo dove realtà e fantasia si mescolavano in quel modo così sfacciato. Non aveva troppa voglia di ritornare alla realtà. Era stato un anno duro, quello, ed ogni giorno sembrava troppo difficile da vivere di nuovo. Anche se sapeva che, una volta svegliatosi ben bene, avrebbe ripreso ad intravedere il disegno buono, quello che lega come un filo rosso le cose tra di loro. Quel filo sembrava ricomporre un vestito nuovo, più bello e luminoso dell'abito di prima; ma scucire il vestito vecchio di dosso gli aveva fatto male. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Provò a tornare nel suo limbo per un po', cullandosi lungo la musica che l'aveva trafitto e attraversato, lungo quell'anno che se n'era andato via da poco. E si riaddormentò, ritrovandosi ancora per un po' nelle vie di quella metropoli misteriosa e trasparente. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Una chitarra acustica, violenta ed allo stesso tempo aggraziata; un fingerpicking deciso, a far da sottofondo ad una voce acuta e squillante, nati entrambi accovacciati in qualche posto, in mezzo ai vicoli stretti di Gamla Stan, attanagliati dal freddo e dal ghiaccio e poi volati via, fino ad altre strade, anch'esse ricoperte dalla neve, ma larghe e scaldate dalla folla e dalle auto di una città alla ricerca di un Greenwich Village che non c'era più. &lt;b&gt;The Tallest Man On Earth&lt;/b&gt; aveva dolcemente riscaldato le sue mani ed i suoi piedi intirizziti dal freddo, &lt;i&gt;The Wild Hunt&lt;/i&gt; l'aveva ricondotto fin lassù, un ragazzo e una ragazza abbracciati, gli stivali nella neve, i palazzi sullo sfondo, un vecchio furgoncino parcheggiato lungo la via.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Poi un'altra chitarra l'aveva bruscamente riportato via, fino ad East New York, il posto dove non dovresti mai stare. Poliziotti lungo la via, sguardi lanciati dentro la sua auto con fare minaccioso e quella chitarra che continuava a suonare così strana. Ma come cavolo faceva &lt;b&gt;Neil Young&lt;/b&gt; a tirare fuori dei suoni fatti in questo modo? E quel titolo bizzarro, &lt;i&gt;Le Noise&lt;/i&gt;, mezzo francese e mezzo inglese, che poi ce ne fossero in giro di rumori fatti così bene. Suonava come un ornitorinco, aveva detto qualcuno, quel ragazzotto di sessant'anni che aveva ancora voglia d'indossare la sua camicia ed i suoi jeans e di dire all'America qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ma se ne doveva andare in fretta da quel quartiere, così girò l'auto in qualche modo e si ritrovò indietro, lungo avenues larghe e più rassicuranti. Parcheggiò la macchina e si mise a camminare; lo fece a lungo, finché arrivò a vedere il mare. Si appoggiò alla balaustra del ponte e si mise a fissarlo. Il mare, d'inverno, gli faceva sempre un po' malinconia. I &lt;b&gt;Midlake&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;John Grant &lt;/b&gt;avevano provato a raccontargliela nel profondo, ma lui non ce l'aveva fatta ad ascoltarli. Troppa tristezza e lui non era riuscito a sostenerla fino in fondo, così aveva deciso di spazzarla via. Forse ci sarebbe voluto il &lt;i&gt;coraggio degli altri&lt;/i&gt;, ma non gliene importava troppo, in fondo, preferiva evitare di percorrere sentieri troppo pericolosi per lui. Così aveva preso con sé le dolci melodie di una donna e con quelle si era infilato di corsa nel piano bar più vicino sulla strada, pronto ad annegare i suoi pensieri in una calda tazza di caffé. &lt;b&gt;Natalie Merchant&lt;/b&gt;, lei sì che aveva le chiavi per entrare nel suo cuore. Canzoni e poesia, musica e letteratura insieme, un disco - &lt;i&gt;Leave Your Sleep&lt;/i&gt; - tutto da leggere ed ascoltare, anche se lui, il suo sonno ed i suoi sogni, non voleva saperne di lasciarli andare. Tant'é, se ne rimase lì al caldo per un po', poi quando si sentì di nuovo a posto, uscì fuori all'aperto. L'inverno, come d'incanto, aveva lasciato il posto al sole ed una piacevole brezza estiva sembrava avvolgere ogni cosa. Là, vicino al parco, si era radunata un bel po' di gente ed era ancora una donna che cantava. Accompagnata ora dalla sua chitarra, ora dal piano, la sua voce era sensuale e dirompente. Un nome d'altri tempi e d'altri luoghi - &lt;b&gt;Terra Naomi&lt;/b&gt; - mentre una canzone dal titolo esaustivo - &lt;i&gt;Go Quietly&lt;/i&gt; - dava al suo passo il ritmo giusto per andare. C'era un bel po' di gente, intorno, ad ascoltare, così aveva cercato un tavolino anche per sé e si era seduto per un po'.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Da quel posto, un bel po' di tempo fa, si potevano scorgere le Twin Towers, laggiù sullo sfondo. Ora tutto questo non c'era più. Ma si ricordò che un giorno aveva visto qualcosa capace di rompere il dolore che ora stava tutto intorno. Un gruppetto di uomini, camminare ora cantando, ora in silenzio ed in preghiera, dietro a una croce che, dal ponte di Brooklyn era arrivata fin lassù, a Ground Zero, come chiamavano adesso quel luogo di pianto e stridore di denti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La ragazza aveva smesso di cantare ed era andata via. Anche tutta la gente sembrava essere svanita in un istante. Come al solito, la musica aveva portato troppo in là tutti i suoi pensieri. Frugò nella borsa, alla ricerca dei suoi libri o di un giornale, non aveva ancora voglia di alzarsi ed andarsene via da lì. Trovò un disco, ah già, eccoli qua, anche loro, quelli della &lt;b&gt;Nazionale&lt;/b&gt;. Come gli erano piaciuti anche questi, lui che non li conosceva ancora. &lt;i&gt;High Violet&lt;/i&gt; era un gran bel disco, ma lui era andato a scoprire anche gli altri, quelli che parlavano di tristi e sporchi amanti e di strani alligatori. Fortunato lui, che li aveva scoperti prima che fosse troppo tardi.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nella borsa c'erano altri dischi e accidenti forse era per quello che pesava così tanto; mannaggia a lui che non riusciva mai a mettere tutta la sua musica nell'iPod e preferiva averla ancora in quelle strane, scomode e squadrate scatole di plastica, che sembrava non interessassero più a nessuno. Queste due, poi, erano proprio grosse. Una se la tirava dietro da un pezzo, più di un anno di sicuro. &lt;i&gt;The Live Anthology&lt;/i&gt;, c'era scritto sopra, come dire un'enciclopedia, portatela dietro tutta, che così saprai sempre il significato d'ogni cosa. E poi, di fianco a &lt;b&gt;Tom Petty&lt;/b&gt; anche &lt;b&gt;Bob Dylan&lt;/b&gt;, che poi, in fondo, quei due erano sempre stati culo e camicia. Quella, poi, pesava ancor di più: &lt;i&gt;The Original Mono Recordings&lt;/i&gt; c'era scritto. Scoppiò in una fragorosa risata, chissà se c'era in giro ancora qualcuno che sapeva cosa volesse dire quella buffa parola: mono. Ma a lui non importava nulla di quello che gli altri non sapevano, lui ne conosceva bene il significato. C'era dentro tutta la New York City che non c'era più, tutta la musica e le parole che aveva sempre conosciuto. E, in quel momento, gli sembrò di non aver bisogno di nient'altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Lo squillo del telefono lo risvegliò bruscamente: "&lt;i&gt;dottore, ha chiamato il pronto soccorso, hanno detto se può scendere che c'é un paziente da vedere&lt;/i&gt;". Non era più tempo di sognare, adesso: la realtà, sotto forma di un cuore fatto di carne, l'aveva richiamato bruscamente a sé. Mise su gli zoccoli e si fiondò rapidamente in ascensore. Faceva sempre fatica a saltare all'improvviso giù dal letto, ma non era infastidito, questa volta.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mentre scendeva dal decimo piano, pensò a tutta quella buona musica che l'aveva attraversato quell'anno, musica che gli aveva scaldato il cuore. Come la vita, d'altra parte. Anzi era quest'ultima che, lungo quella colonna sonora, glielo aveva scaldato ancor di più. Anno di Grazia 2010, così l'avrebbe chiamato. E, dietro l'angolo, un anno nuovo che stava già correndo. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Era una gratitudine, quella che si faceva strada come sentimento prepotente del suo cuore. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E lui, la sua vita, non aveva più paura di donarla tutta.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000ee;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560522070382366914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 399px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TSrxXLLcUMI/AAAAAAAACCg/vqvUV44EfQ4/s400/suzeandbob.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000ee;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_VloDYnqZtE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_VloDYnqZtE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GwJzBxgG_CM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/GwJzBxgG_CM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-1892126625266421639?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/1892126625266421639/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=1892126625266421639&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1892126625266421639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1892126625266421639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/01/night-visions.html' title='NIGHT VISIONS'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TSrxmzsj_VI/AAAAAAAACCo/FGiW8TraFpM/s72-c/tunnel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-1467287379458339322</id><published>2011-01-02T02:41:00.009+01:00</published><updated>2011-01-02T04:28:55.379+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auguri'/><title type='text'>UN FOGLIO DI CARTA BIANCO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TR_eEtFdt-I/AAAAAAAACCA/vctVjtLI5uE/s1600/route66.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557404637601839074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TR_eEtFdt-I/AAAAAAAACCA/vctVjtLI5uE/s320/route66.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;Voltare l'ultima pagina del calendario é come fermarsi alla stazione di benzina, rifare il pieno, controllare i bagagli, fare una sosta al bar e poi ripartire senza indugi lungo la strada polverosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho trovato questa frase di Joe Strummer, non mi dispiace affatto come compagna di viaggio. La metto sul sedile di dietro, quello di fianco é già occupato: c'é seduta una Misericordia che sostiene ogni miglio della mia strada. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buon anno, fratelli e sorelle, non smettete di scrivere su quel foglio bianco la vostra storia d'amore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Il passato é passato. Ho sempre voluto vivere nel presente. Il foglio di carta bianco é sempre lo stesso: lo devi riempire. E' pazzesco, ma é così. Bisogna guardare in faccia al passato, e io sono fiero di quell oche ho fatto, ma é molto meglio vivere il presente e non pensarci troppo. Come ha già detto Bob Dylan: don't look back&lt;/em&gt;" (1)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Note:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;(1) tratto da: Marco Denti, Rock'n'roll, Selene edizioni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-1467287379458339322?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/1467287379458339322/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=1467287379458339322&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1467287379458339322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1467287379458339322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2011/01/un-foglio-di-carta-bianco.html' title='UN FOGLIO DI CARTA BIANCO'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TR_eEtFdt-I/AAAAAAAACCA/vctVjtLI5uE/s72-c/route66.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-1257432030334815985</id><published>2010-12-26T17:29:00.006+01:00</published><updated>2011-01-03T22:28:26.651+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><title type='text'>LACRIME NELLA PIOGGIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TRdqz_jHquI/AAAAAAAACB4/G0FtnWpt_uQ/s1600/blade_runner.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5555026106849405666" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 264px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TRdqz_jHquI/AAAAAAAACB4/G0FtnWpt_uQ/s400/blade_runner.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Fuori la pioggia sembra non cessare mai. Il cielo é grigio, poco fa era nero, solo qualche rara insegna luminosa sullo sfondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Notte di guardia, guardia dura. Notte di un Natale che anche oggi se ne va. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Ho visto la vita rinascere, quando sembrava nulla potesse più salvarla. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Ed ho visto giungere la morte, quando nulla l'ha potuta più fermare.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Ho visto cose che parrebbero aliene ed invece sono ciò che di più umano c'é in questa vita, fatta troppo spesso di apparenze ed inutilità. Dentro quelle strane galassie, ho sperimentato tutta la mia fragilità ed impotenza, il passo si é fatto incerto, le mani tremanti, il pensiero confuso e smarrito. Ci voleva che Tu prendessi le mie mani e le cambiassi con le Tue, perché io riuscissi a penetrare lo spazio più profondo. Che Tu indossassi il camice di un amico e ti mettessi a lavorare al mio fianco, come si fa in una vera squadra, quella capace di giocare con il cuore. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Ci voleva che, ancora una volta, mi mostrassi che "&lt;i&gt;io sono Tu che mi fai&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In una notte in cui il Natale se ne va, al mattino rinasce la speranza, a fianco di un Dio che non ha paura di sporcarsi le mani per camminare dentro la nostra fragile, titubante, desiderosa e grandiosa umanità.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Hai scelto d'essere qui, in mezzo a noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;E il tempo della nostra vita non rimarrà come lacrime nella pioggia.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Di cos'altro potremmo aver bisogno lungo la nostra notte oscura?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;i&gt;Oggi un uomo é morto in rianimazione ed ha donato gli organi. Stanotte altri uomini rinasceranno, proprio nella notte in cui é nato il figlio di Dio. Ti rendi conto che lavoro meraviglioso é il nostro? Gestire ed aiutare il dono della vita: cosa c'é di più affascinante?&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="center"&gt;grazie, amico, you know who you are&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Y3WamQPEQbM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Y3WamQPEQbM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-1257432030334815985?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/1257432030334815985/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=1257432030334815985&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1257432030334815985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/1257432030334815985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/12/you-are-here.html' title='LACRIME NELLA PIOGGIA'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TRdqz_jHquI/AAAAAAAACB4/G0FtnWpt_uQ/s72-c/blade_runner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-4914296982417147573</id><published>2010-12-24T16:18:00.001+01:00</published><updated>2010-12-24T16:18:54.526+01:00</updated><title type='text'>HAPPY CHRISTMAS</title><content type='html'>&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vZrf0PbAGSk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vZrf0PbAGSk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-4914296982417147573?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/4914296982417147573/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=4914296982417147573&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4914296982417147573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/4914296982417147573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/12/happy-christmas.html' title='HAPPY CHRISTMAS'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6903435841776423214</id><published>2010-12-19T23:09:00.005+01:00</published><updated>2010-12-19T23:32:01.581+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auguri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='padre Aldo Trento'/><title type='text'>BUON NATALE DAL PARAGUAY</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQ6ErJLX6HI/AAAAAAAACBs/OObcsSYGQkU/s1600/SDC13909b.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQ6ErJLX6HI/AAAAAAAACBs/OObcsSYGQkU/s400/SDC13909b.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552521267327264882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;lettera di Aldo Trento&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Cari amici, buon Natale, in particolare ai moltissimi amici che con le loro e-mail mi hanno confidato i loro dolori, difficoltá, le loro sofferenze e spesso la loro non voglia di vivere. Per me è stata una grazia perchè chiunque soffre lo sento parte con me e con il mare di dolore che mi circonda, del dolore di Cristo, di ciò che manca alla passione di Cristo per il suo corpo che è la Chiesa. Vi ringrazio di cuore perchè le vostre ferite non solo mi impediscono di essere un borghese, cioè un uomo senza domanda, senza drammaticità, bensi di vivere dentro le circostanze della vita con gli occhi fissi sul Mistero. È come se il vostro, il nostro dolore mi rendesse sempre più cosciente di cosa significa essere sospeso su un pieno, su una certezza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi confesso che, tutte le sere, quando a tarda notte vado a dormire dopo aver visitato le diverse opere della parrocchia, dove vedo e sento solo il dolore dei miei figli, dai piccoli appena nati e abbandonati, delle bambine vittime della violenza, agli ammalati terminali e anziani raccolti nelle strade, riconosco come il Mistero domina la mia vita riempendola di pace. Che bello essere presi, dominati da quel "TU" ai cui occhi sono prezioso e degno di stima, perchè sono Suo, come ci ricorda il profeta Isaia. Come vorrei che le tante persone depresse, stanche di vivere, vittime di mille fantasie e di cui conosco personalmente cosa significa, riconoscessero, anche quando l'angoscia sembra soffocarle che, comunque, il Mistero è un Fatto presente, è un abbraccio che non permettera mai che ci perdiamo. Il problema non è il dolore, la depressione, la malattia ma la libertà di riconoscere in quel "Tu che mi fai" la propria consistenza. Ci sono dei momenti in cui non vedo niente, ma il giudizio è chiaro e me lo ripeto continuamente: "Tu, o Cristo mio" e sempre ritrovo l'energia per camminare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi chiedo, mentre lo chiedo a me, di non mettere dei "se", dei "ma", dei "però", fra noi e Cristo, perché questo sarebbe la unica grande fregatura e ci perderemmo la festa della vita. Il Mistero ama chi rischia, chi non ha paure della  realtà, e spesso si diverte permettendoci di arrivare fino al bordo dell'abisso, ma poi, come d'improvviso, quando tutto sembra perduto, ci salva prendendoci per i capelli. Da vent'anni sperimento questo fatto, anche a livello economico. Pensate alle centinaia di migliaia di Euro di cui hanno bisogno queste opere! Eppure arriva l'ultimo giorno del mese e la Provvidenza arriva. All'inizio chi lavorava con me si spaventava, l'amministrazione andava in crisi, mentre per me era tutto semplice e lo è tutt'ora: "&lt;i&gt;Signora (all'amministratrice) mancano ancora due giorni per pagare il salario ai 180 dipendenti del Mistero, unico padrone di questa opere, per cui di che si preoccupa?&lt;/i&gt;". E il giorno seguente la Provvidenza arrivava con i soldi necessari, nè uno in più, nè uno in meno. Anche su questo il Mistero mi tiene sempre sospeso e quindi sempre mendicando. Non so come pagherò lo stipendio di Gennaio alle 180 persone, cioè famiglie, ma per questo non perdo il sonno perchè ho la certezza assoluta che il Padrone, quel "Tu che mi fai", al momento giusto sará lì per pagare. Che razza di libertà mi dona stare davanti, davanti a quel Tu che mi domina, abbracciandomi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri mi ha donato due nuovi figlioletti. Guardateli nella foto. Sono gemelli, sono stati abbandonati dalla mamma e per via del maltrattamento sofferto a motivo della "mamma" hanno ambedue una paralisi cerebrale, per cui, ancora di più, mi lacerano il cuore nel tenerli in braccio.  Hanno un anno ed otto mesi e pesano ognuno 6 kg. La loro storia è di una sofferenza terribile. Eppure il Mistero si è occupato di loro e me li ha donati. La prima notte hanno pianto tutta la notte, ma questa sera erano già più tranquilli fra le mie braccia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In fondo se il nostro abbraccio è il frutto delle esperienza del "Tu che mi fai" si trasmette per osmosi anche a loro, la cui innocenza è stato lacerata delle violenza di tutti noi quando ci dimentichiamo di essere relazione con il Mistero. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardandoli, penso a quella povera donna che, certamente, sarà stata vittima anche lei di altra violenza. Li affido alle vostre preghiere, como affido la terza casetta di Betlemme e la nuova casa per le bambine violentate e incinte, che inauguriamo alla vigilia di Natale. Come vedete, Gesù me ne fa di regali regali, che sono anche per voi. È proprio bello essere bruciati dall'amore per Cristo, perchè il proprio cuore brucia di amore per l'uomo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buon Natale &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;P. Aldo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1c-9tzuqJa0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1c-9tzuqJa0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6903435841776423214?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6903435841776423214/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6903435841776423214&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6903435841776423214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6903435841776423214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/12/buon-natale-dal-paraguay.html' title='BUON NATALE DAL PARAGUAY'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQ6ErJLX6HI/AAAAAAAACBs/OObcsSYGQkU/s72-c/SDC13909b.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5627366759595467826</id><published>2010-12-17T22:11:00.009+01:00</published><updated>2011-01-11T18:33:10.235+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auguri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='speranze'/><title type='text'>HEAVEN'S DOORS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQvZKpN8HDI/AAAAAAAACBk/oj1k-rEIRnk/s1600/65-congdon.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQvZKpN8HDI/AAAAAAAACBk/oj1k-rEIRnk/s400/65-congdon.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551769742550506546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In fondo il Natale é di tutti. Di chi l'ha ridotto a fiera consumistica e di chi riesce a viverlo in una sorta di purezza francescana. Della donna in carriera che parcheggia il SUV in doppia fila e di chi, ad Haiti, non ha ancora un tetto sotto cui stare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fatto é che, alla fine, chi più chi meno, chi inconsapevolmente e chi, invece, con un cuore desideroso di cose grandi, stiamo tutti bussando alle porte del paradiso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io, a questo Natale, ci sono arrivato così così, ancora troppo incerto lungo il cammino che porta a spalancare le porte senza timori a Cristo. Ma Lui, quel Bambino, rinasce per tutti e quindi anche per me. Basta poco per accogliere chi si é fatto niente, una capanna come tetto ed un bue ed un asino come riscaldamento della casa. Basta la povertà di un pastore errante, che, nella notte che ridona la speranza al mondo, sta in ginocchio con pari dignità a fianco di un re che porta oro, incenso o mirra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Davanti a ciascuno c'è il Salvatore e le porte del paradiso sono già aperte per tutti.  Non c'é più bisogno di bussare, ormai, Dio ha già risposto facendosi carne in mezzo a noi: "vi sarà aperto", ci ha detto. Si tratta di fare il passo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E di entrare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1WKfy037vB8?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1WKfy037vB8?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5627366759595467826?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5627366759595467826/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5627366759595467826&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5627366759595467826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5627366759595467826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/12/heavens-doors.html' title='HEAVEN&apos;S DOORS'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQvZKpN8HDI/AAAAAAAACBk/oj1k-rEIRnk/s72-c/65-congdon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5084375975196996311</id><published>2010-12-11T10:20:00.012+01:00</published><updated>2010-12-27T11:08:03.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>SHOOTING STARS</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQO4Soep-TI/AAAAAAAACBc/bOkpswKLJ4k/s1600/15857336-15857339-slarge.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQOIUpP9PFI/AAAAAAAACBU/fsXX3-PiqsI/s1600/bob16-01.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQK3TJAtnbI/AAAAAAAACBM/hSLuCtN6i1E/s1600/1950_William+Congdon_Winter.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549199230338178482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 203px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQK3TJAtnbI/AAAAAAAACBM/hSLuCtN6i1E/s400/1950_William%2BCongdon_Winter.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;Thank your luckystars all the way&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;i&gt;No one thought you'd still be here today&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;(Neal Casal, Luckystars)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Le canzoni di &lt;i&gt;Neal Casal&lt;/i&gt; accompagnano dolcemente i miei percorsi autostradali. Adoro i dischi di quest'uomo. Ricordo un'intervista, letta da qualche parte un po' di tempo fa, dove gli si diceva che in fondo era un vero peccato che lui fosse il chitarrista di &lt;i&gt;Ryan Adams&lt;/i&gt; e non viceversa. Neal si era trincerato dietro un sorriso, neppure troppo compiacente: "&lt;i&gt;sono felice di fare il mio lavoro&lt;/i&gt;", aveva risposto. Una lezione d'umiltà che solo pochi sono capaci di dare.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Già, che bella cosa l'umiltà. Una virtù che conosco e pratico troppo poco. Ma non é mai troppo tardi per riprendere a percorrere il cammino buono.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;Seen a shooting star tonight&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;And I thought of me&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;If I was still the same&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;If I ever became what you wanted me to be&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;Did I miss the mark or over-step the line&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;That only you could see?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;Seen a shooting star tonight&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;And I thought of me&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;i&gt;(Bob Dylan, Shooting Star)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Non c'é solo Neal, c'é anche Dylan con me, lungo i miei viaggi di ogni giorno. Lui non mi abbandona mai. E questa notte la mia musica e la mia strada mi hanno riportato qui: quel decimo piano, con le luci della città laggiù sullo sfondo. Come ogni giorno, peraltro, da molto tempo a questa parte. Casa e ospedale, andata e ritorno, stesso percorso rotolante avanti e indietro, punteggiato dalle canzoni, ma spesso e volentieri anche da pensieri che diventano preghiera.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Così, due o tre del mattino, quel che é, e sono un'altra volta qui, davanti alla mia dolce e cara macchinetta del caffé. In fondo questo é il mio personale osservatorio sul mondo. Anzi, soprattutto su me stesso. Il castello esteriore e quello interiore, che vedo venir su, pietra dopo pietra, a poco a poco. E questa notte, oltre alla luci della città, ci sono anche le stelle. Stelle cadenti e stelle fisse, luminose, dritte in mezzo al cielo.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Su quelle cadenti sto imparando tante cose, ora che molta acqua é passata sotto i ponti ed altrettanta ne sta passando ad ogni istante. Che si tratti di rivoli o fiumi in piena, comunque, é sempre ed invariabilmente acqua benedetta, che mi piaccia o no. Che si tratti di fonte che disseta o burrasca dalle conseguenze scomode o inattese.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il fatto é che, in ogni circostanza, c'é una ricchezza di grazia che non manca mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQO4Soep-TI/AAAAAAAACBc/bOkpswKLJ4k/s400/15857336-15857339-slarge.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549481796093737266" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 344px; height: 344px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;a href="http://vodpod.com/watch/4069798-shooting-star-bob-dylan"&gt;Bob Dylan - Shooting Star&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La prima stella cadente é stata questo blog e tutto quello che si é portato dietro troppo a lungo. Uno scenario infarcito di orgoglio e narcisismo, distaccato quanto basta dalla realtà e da coloro che mi hanno sempre voluto bene. E allora perché tornarci sopra di nuovo, dopo aver detto di non volerne più sapere? Forse perché é vero quello che mi ha detto un caro amico: "&lt;i&gt;Il blog aveva luci ed ombre. Delle ombre sai ormai tutto: autogratificazione, esercizio d'estetica, eccessivo tempo, esclusivo rifugio, proprieta' privata.... Litanie in negativo. Le parole sono diverse, ma la musica e' la stessa. Non senti? Turris eburnea, ianua coelis, salus..., refugium..., consolatio.... Le luci dovrebbero valere di piu', ne hai i segni... e anch'io gironzolavo con piacere nel giardino dei tuoi pensieri, traendone beneficio..."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Riproporsi qui, allora - di tanto in tanto e con più saggezza ed equilibrio - significa provare ad indossare un vestito nuovo, che quelle ombre sappia scrollarsele davvero di dosso. E' un passaggio delicato, questo, molto profondo. Ma possibile. Ed io voglio provarci, in qualche modo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Un blog fatto di carne e di sangue, come la vita vera, l'unica che conta, non quella inutile e virtuale. E messa nelle mani di un Altro. Come strumento e testimonianza del Suo amore.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda stella cadente é stata, di nuovo, un vestito. Il camice da dottore, questa volta, messo da parte per un istante perché in quelle stanzette d'ospedale, adesso, c'é il volto di persone amate. Tutta la sicurezza di un mestiere a lungo collaudato vacilla paurosamente ed il volto del turbamento é scorto con chiarezza da chi ti sta davanti. Al collega che ti chiede come stai, rispondi senza pudore, svelando la tua debolezza senza veli, ma gli mostri anche che il trovarsi dall'altra parte sia parte di quell'educazione di cui hai bisogno, per andare avanti a fare sempre meglio questo mestiere così strano. Non é così, di solito, non é così quando il male riguarda tutti gli altri, e chi ti ascolta ti dice che é legittimo che ognuno tiri su le sue difese. Altrimenti - ti risponde - come faremmo a farcela ad andare avanti? E invece no che non é neppure così, se ti guardi davvero fino in giù nel profondo, senza sconto alcuno:  "&lt;i&gt;Il medico deve essere vero con se stesso e con la sua vita. Per poter vivere con verità il destino dell'altro deve essere aiutato a vivere con verità il proprio destino. Deve imparare a giudicare la sua vita e le sue azioni non sulla base del loro esito, ma sulla base di ciò che le muove. E questo avviamento non é istintivo, ma é l'esito di una compagnia e di una educazione.&lt;/i&gt;"(Antonio Rodari).&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Le difese non servono a nulla, certamente non ad andare avanti meglio . Stelle cadenti anche loro, questa sera.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;L'ultima stella che ho visto andare giù é la stella del mio io. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In fondo quell'io, senza un abbraccio d'amore che lo sostenga e dal quale lui non tenti di fuggire, non é altro che un idolo, un dio decapitato. Un "Dio", appunto, che, con la testa mozza, diventa solo un "io": povera cosa. Ma se quell'io agisce come un "&lt;i&gt;Tu che mi fai&lt;/i&gt;", allora sì che diventa un uomo, capace di fare cose grandi, perché strumento dell'Amore che, fattosi carne sino a provare l'abbandono, alla fine del terzo giorno é finalmente risorto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La pretesa di un amore, elargito a prescindere da quel &lt;i&gt;Tu che mi fai, &lt;/i&gt;é l'ultima stella a cadere questa notte. Se c'é qualcosa da donare ancora, saranno frutti di alberi cresciuti da semi che hanno saputo marcire nella terra. Note di una canzone da sempre amata. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Musica che continua ad accompagnare ogni mio passo, anche questa notte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CFYd54-agg0?fs=" width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" hl="it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In mezzo a tante stelle cadenti, questa notte ne ho vista una fissa, lassù in mezzo al cielo, a forma di cometa. E mi é sembrata infinitamente più bella delle altre.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Qualche giorno fa un vicino di casa si é lamentato con l'amministratore di condominio per il monopattino di mio figlio, lasciato troppo spesso, a detta sua, sullo zerbino di casa nostra, in quel cosiddetto "spazio comune" che non deve essere occupato da oggetti personali. Sarà che i bambini, al giorno d'oggi, danno fastidio a molti. Io, comunque, il monopattino l'ho tirato dentro, ma qualche giorno fa, mentre sistemavo gli addobbi natalizi, oltre ad appendere due angioletti sulla porta, ho messo sul muro del pianerottolo - spazio comune, appunto - anche un disegno che uno dei miei figli ha fatto un po' di tempo fa. Un pezzo di cartone rotondo, qualche bel colore ed una scritta al centro, che recita così: "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Vieni Signore Gesù&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Questa sera, mentre vedo cadere le stelle cariche dei peccati del mondo, ne guardo un'altra, luce fissa in mezzo al cielo e più bella delle altre, e penso a quella frase, che invoca la venuta e la presenza di Quel bambino. L'unica speranza per questo mondo triste ed affaticato, ma che possiede ancora un cuore capace di desiderare cose grandi.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5084375975196996311?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5084375975196996311/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5084375975196996311&amp;isPopup=true' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5084375975196996311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5084375975196996311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/12/shooting-stars.html' title='SHOOTING STARS'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TQK3TJAtnbI/AAAAAAAACBM/hSLuCtN6i1E/s72-c/1950_William%2BCongdon_Winter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7393772876420994433</id><published>2010-12-02T13:36:00.003+01:00</published><updated>2010-12-02T13:44:26.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>STILL WALKIN'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TPeUejOChcI/AAAAAAAACBE/VJONfIFtJ_c/s1600/paris_texas.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 224px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TPeUejOChcI/AAAAAAAACBE/VJONfIFtJ_c/s400/paris_texas.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546064718701168066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molta acqua é passata sotto ai ponti e può darsi che questo blog riapra, un giorno o l'altro.&lt;br /&gt;Se mai lo farà, sarà sempre e soltanto per condividere la certezza che sotto ogni cammino c'é un disegno buono.&lt;br /&gt;E, in ogni caso, avrà con sé una modalità nuova:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#006600;"&gt;"innalza gli scritti con la tua vita&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#006600;"&gt;innalza la tua vita con gli scritti"&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;(Igino Giordani)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;stay warm, my friends&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7393772876420994433?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7393772876420994433/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7393772876420994433&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7393772876420994433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7393772876420994433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/12/still-walkin.html' title='STILL WALKIN&apos;'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TPeUejOChcI/AAAAAAAACBE/VJONfIFtJ_c/s72-c/paris_texas.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6262395153294900203</id><published>2010-11-05T09:15:00.009+01:00</published><updated>2010-11-10T19:46:04.696+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>AIN'T TALKIN', JUST WALKIN'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNPiY9UkdFI/AAAAAAAACA8/aPWtG8hu5Rg/s1600/1965_Classic+Kramer+photo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 173px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNPiY9UkdFI/AAAAAAAACA8/aPWtG8hu5Rg/s200/1965_Classic+Kramer+photo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536017285374047314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNPhPstSFMI/AAAAAAAACA0/oulS-3M5ibg/s1600/1965_Classic+Kramer+photo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo quattro anni di vita questo blog chiude, un grazie di cuore a chi mi ha seguito sino a qui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Gli amici restano, quelli veri non si perdono mai, &lt;/i&gt;aveva scritto tempo fa un amico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vale anche per me.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un abbraccio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6262395153294900203?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6262395153294900203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6262395153294900203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/11/aint-talkin.html' title='AIN&apos;T TALKIN&apos;, JUST WALKIN&apos;'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNPiY9UkdFI/AAAAAAAACA8/aPWtG8hu5Rg/s72-c/1965_Classic+Kramer+photo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6161379915972788761</id><published>2010-11-02T18:35:00.004+01:00</published><updated>2010-11-17T21:35:50.979+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>STELLE DEL CAMMINO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNBFASdCjhI/AAAAAAAACAs/dffGVMdMPvE/s1600/don+giuss.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNBExO4ToPI/AAAAAAAACAc/JfYauqRmfr4/s1600/monumentale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534999554636882162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 239px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNBExO4ToPI/AAAAAAAACAc/JfYauqRmfr4/s320/monumentale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Lo ricordo ancora bene, quel mattino di un giorno di ottobre. Un pallido sole riscaldava appena l'aria di un autunno inoltrato milanese. La stanchezza di una notte di guardia passata in ospedale faceva da contrasto col moto incessante e frenetico della città. Ma intorno al Famedio e lungo i tranquilli viali del Cimitero Monumentale, tutto sembrava ricomporsi in una dimensione del tempo e dello spazio più sensata.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Lì dentro i soliti turisti giapponesi, poi qualche distinta ed isolata persona, un mazzo di fiori in mano, il ricordo del proprio caro dipinto sul volto disteso. Poi, lungo il percorso che dall'ingresso porta alla cripta, anche uno strano viavai di persone comuni. Giovani studenti, col casco della moto, lavoratori con la borsa in mano, persino mamme alle prese con le proprie carrozzine. Anche loro qui, per lo stesso motivo per cui quel giorno ero giunto anch'io. Erano venuti a trovare don Giussani. Mi fermo ad osservarli, lungo quel percorso e poi davanti alla sua tomba e, quella che mi avvolge, é una strana sensazione. Qualcosa che scaccia il senso lugubre di morte che ricopre gli splendidi monumenti di questo luogo d'arte di Milano. Che ha a che fare con la gioia, invece, col viaggio di singole persone che vivono, percorrono la gioia ed il dolore, passano di qua. E sanno affidarsi in ogni istante.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mentre sono davanti alla lapide del don Giuss, penso a quel fiore, gettato da mia moglie prima che la lastra di marmo chiudesse definitivamente allo sguardo il corpo di quel prete brianzolo, che amava le sigarette ed il buon vino, ma che più di tutto aveva amato il Volto ed il Destino di tanta gente incontrata giorno dopo giorno, persone che poi non avevano più cessato di seguirlo. Che privilegio aveva avuto, mia moglie, ad essere presente in quel momento, a tradurre in un gesto tutta la sostanza del suo cuore. Era per quello che dietro a quella lapide c'era un pezzo anche del mio. Ed era per quello che quel mattino mi trovavo lì.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;"&lt;i&gt;Chi é don Luici Ciussani?&lt;/i&gt;", mi aveva chiesto quel signore là davanti, l'accento simpaticamente inglese. "&lt;em&gt;E' il fondatore di Comunione e Liberazione&lt;/em&gt;", avevo risposto un po' sorpreso, quasi incapace di esprimere sul serio l'entusiasmo del mio cuore. "&lt;i&gt;Oh, beautiful!&lt;/i&gt;", mi aveva risposto lui, sottolineando tutto con uno splendido sorriso, quasi a dirmi: si capisce che questo é un luogo vivo, vivo per davvero.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534999813294296594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNBFASdCjhI/AAAAAAAACAs/dffGVMdMPvE/s320/don+giuss.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Altre volte ero tornato laggiù, spesso di ritorno da quelle mie notti lungo le torri di guardia.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Quel mattino faceva freddo, sembrava autunno, invece che aprile: "&lt;em&gt;smonto dalla guardia in ospedale. E' stata dura questa notte, c'é stato da combattere laggiù. Il freddo mi avvolge. Il gelo dell'aria, quello della sofferenza che ho incontrato, quello - soprattutto - delle miserie di me stesso, che a volte mi attanagliano senza pietà&lt;/em&gt;". Ero tornato da Giussani, ora che avevano traslato il suo corpo dalla cripta sotto al Famedio ad una bella cappellina, proprio al centro del viale principale. Chiara Lubich era appena partita e, dopo la sua nascita al cielo, avevo un irrefrenabile bisogno di venire ancora qui.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Un calore s'era fatto strada a poco a poco, ora che la figliolanza era divenuta, finalmente, completa. E dentro di essa si era fatta strada anche quella pace che troppo spesso non ho. Stavo imparando a riconoscerLo sempre più, ad andare al di là della piaga, dentro quel grido misterioso emesso in croce: "&lt;em&gt;Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato&lt;/em&gt;?", che aveva spalancato l'umanità all'Amore infinito.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Non c'era più gelo in quel mattino: "&lt;em&gt;sto imparando ad abbandonare in Te tutto quel freddo, per incontraTi in ogni fratello che mi si para innanzi, in quell'avventura sempre nuova e affascinante che é l'attimo presente della vita&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238)"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534999155769817442" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNBEaA-_OWI/AAAAAAAACAM/GMJ2RD6oo5Y/s320/PB025961bis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ma quella figliolanza aveva ancora una tensione. Bisogno di un segno tangibile, un luogo fisico, visibilità di una memoria. Oggi il Comune di Milano ce l'ha messo. Ha ricordato Chiara, sua cittadina onoraria, trascrivendone il nome al Famedio, aggiungendolo a quello di tanti altri illustri. In un giorno di pioggia, tanti volti si ritrovano qui, volti a tratti solenni ed a tratti incuriositi ed anche un po' intirizziti, ma con un senso di affezione che si fa strada lungo l'ascolto delle parole del sindaco Moratti. La cittadinanza a Chiara era stata votata all'unanimità in quel consiglio comunale del 30 ottobre 2003, con una motivazione che ne sottolineava il suo impegno a coltivare ovunque i semi del bene. E Chiara, nel corso del conferimento solenne del 20 marzo 2004, aveva esortato la città tutta "&lt;i&gt;a divenire una stella che indichi il cammino a tanti: una profezia di che cosa potrebbe essere il mondo se tutti gli uomini la imitassero&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mentre ascolto, di tanto in tanto mi guardo intorno, ho già salutato qualche amico e qualche sorriso fa in tempo ancora ad incrociarsi. Poi il mio sguardo, quasi d'istinto, si rivolge lassù in alto. Il cielo é stellato per davvero, un blu intenso, dipinto per esteso lungo le volte del Pantheon. Stelle che indichino il cammino, uomini vivi, uomini veri, che abbiano a cuore la fraternità. E' questo che aveva a cuore Chiara. Ed é per questo che sono qui. Non per ascoltare parole, seppur belle ed accorate. Ma per posare uno sguardo lassù, terreno fertile dove farne crescere le radici, perché possa poi diventar capace d'amare la circostanza che si fa carne, volto di ogni prossimo che incontro.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534999377440873474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNBEm6xfHAI/AAAAAAAACAU/eTlAJUXaiEA/s400/PB025965bis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Capiterà ancora, di tanto in tanto, che io mi ritrovi qui. E' un luogo, questo pezzo di Milano, che dà sicurezza al mio passo incerto e mi piace ritornarvi per far memoria di ciò che mi sostiene. Mi fermo un po', prego, mi riaffido. Poi torno là fuori e riprendo a camminare, nell'attimo presente della vita. Chi mi é padre e madre mi accompagna sempre, insieme ai santi ed agli amici che mi hanno preceduto. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' un gusto del vivere che si fa strada, momento su momento.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ed io, trafitto da un raggio di sole, non mi sono mai sentito solo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=16085127&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=16085127&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/16085127"&gt;Assisi 2000, Comunione tra carismi&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user1949785"&gt;Thomas Klann&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6161379915972788761?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6161379915972788761/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6161379915972788761&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6161379915972788761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6161379915972788761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/11/stelle-del-cammino.html' title='STELLE DEL CAMMINO'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TNBExO4ToPI/AAAAAAAACAc/JfYauqRmfr4/s72-c/monumentale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-568336201332217654</id><published>2010-10-26T23:36:00.004+02:00</published><updated>2010-10-28T22:44:12.285+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bob Dylan'/><title type='text'>LONG AGO, FAR AWAY</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMdGXdbIiGI/AAAAAAAAB-8/iFVeqFLQd8I/s1600/1964_in+studio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532468036097312866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 273px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMdGXdbIiGI/AAAAAAAAB-8/iFVeqFLQd8I/s400/1964_in+studio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Se una sola canzone come &lt;i&gt;Like A Rolling Stone&lt;/i&gt;, ha avuto la capacità di generare un libro intero, sebbene scritto dal grande Greil Marcus, su un'uscita discografica come le rimasterizzazioni mono dei primi otto dischi di Bob Dylan, si potrebbe scrivere un'enciclopedia intera.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Dal 1961, anno in cui fu registrato il primo lp "&lt;i&gt;Bob Dylan&lt;/i&gt;", alla fine di dicembre del 1967, momento d'uscita di "&lt;i&gt;John Wesley Harding&lt;/i&gt;", c'é un intervallo di tempo che equivale ad un intero percorso generazionale. All'inizio c'é un ragazzo che, al sabato pomeriggio, si ritrova a casa Gleason, per sedersi sul divano, chitarra e armonica con sé, fianco a fianco di un Woody Guthrie stanco ed ammalato, ma capace di riconoscere la vera novità che avanza. Lo aspettava sempre, il vecchio Woody: "&lt;i&gt;viene oggi, il ragazzo?&lt;/i&gt;", la mente dritta e sicura, l'unica cosa non tremante di quel corpo, ferocemente attanagliato dalla corea di Huntington. Un ragazzino affascinato dalla vita alla quale si stava affacciando, dall'America dei sessanta e dalle scintille della scena musicale folk di allora. Un giovane a tratti insicuro - "&lt;i&gt;accadeva che improvvisamente, un istante prima di cominciare, dicesse:'non ne ho voglia, andiamo a casa'. E io: 'Bob devi andare avanti&lt;/i&gt;" (Mikki Isaacson) - ma allo stesso tempo entusiasta e deciso come pochi altri: "&lt;i&gt;dava l'impressione di essere uno che conosce tutte le regole e le trasgredisce regolarmente.. si mascherava da quello che non sa nulla ma si capiva che sapeva quello che faceva e che ignorava le regole deliberatamente: e la cosa funzionava"&lt;/i&gt; (Dave Van Ronk). (1)&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532470239141200866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 258px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMdIXsZug-I/AAAAAAAAB_U/s_r8mxFGLnU/s400/Aust_Ferry_England_1966_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ma Dylan, che doveva andare avanti, lo sapeva bene. E in questi dischi ci sono tutti i paesaggi della sua avventura. Il fascino di quella voce narrante, che percorre le emozioni della propria particolarissima esistenza e fa da colonna sonora degli scenari più importanti. La &lt;i&gt;Civil Rights March&lt;/i&gt; di Washington é ancora una chitarra acustica che suona, così come lo é il timore di una nuova e devastante guerra atomica, una tragica e definitiva &lt;i&gt;hard rain&lt;/i&gt; che i &lt;i&gt;signori della guerra&lt;/i&gt; rischiano di far scoppiare nei difficili giorni della crisi missilistica di Cuba del '63. Ma il ragazzo che cresce e si fa uomo é una musica e un'anima che si fanno sempre più complesse e articolate. Il suono diventa di mercurio ed é la vita che si stratifica lungo avvenimenti intensi. Da &lt;i&gt;Bringin' It All Back Home&lt;/i&gt; fino a &lt;i&gt;Blonde on Blonde&lt;/i&gt; c'é spazio per il matrimonio con Sara, forse l'unico vero grande amore di Bob, per i figli, per una vita on the road sempre più sfida con se stesso e con un pubblico che non capisce quante le sue ruote corrano sempre troppo veloci. L'anticlimax del festival di Newport del '65, la sfida a duello col pubblico inglese dei concerti del '66, sono l'epifenomeno di un'unicità artistica che non può fare a meno di lasciare un segno indelebile nella storia della musica che amiamo. E' per questo che una canzone come &lt;i&gt;Like A Rolling Stone&lt;/i&gt; può produrre un libro intero. "S&lt;i&gt;uonate fottutamente forte!&lt;/i&gt;", aveva gridato ai suoi musicisti quella sera, alla Free Trade Hall di Manchester, perché no, accidenti, lui non era Giuda, come aveva urlato quel ragazzo giù nel pubblico. Lui stava andando semplicemente dritto per la propria strada, l'aveva sempre fatto tutto il tempo ed il problema degli altri era il non comprenderne la sincerità e la passione. Scrive Greil Marcus, di quel momento leggendario: "&lt;i&gt;Dylan si accolla la canzone come se non avesse mai sentito un fardello simile in tutta la sua vita. Non la canzone, ma tutto quello che era venuto prima e lo scontro che rimane. E' una stanchezza che va oltre il corpo, é uno stato dell'essere; si muta in rimpianto. Poi ogni emozione é possibile. La quarta strofa e l'ultimo ritornello portano via il tetto dell'edificio, spazzano via tutti i limiti della canzone, con quello che a prima vista sembra rabbia che si trasforma dentro ogni parola in un abbraccio, poi avversione, poi sgomento: lo stesso cantante é impaziente di vedere quello che seguirà. Robbie Robertson accompagna la canzone che va avanti per quasi un altro minuto, quasi rifiutandosi di lasciar andar via la gente. Quando finisce, l'applauso sommerge qualsiasi altro rumore"&lt;/i&gt;. (2)&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532470853232469570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 280px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMdI7cEfpkI/AAAAAAAAB_c/7WJ1rlJpDT4/s400/Woodstock_68.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Tra il penultimo e l'ultimo disco di questo cofanetto, rispettivamente &lt;i&gt;Blonde On Blonde&lt;/i&gt; e&lt;i&gt; John Wesley Harding&lt;/i&gt;, c'é ancora una volta un universo intero. Dall'orlo dell'abisso, il rischio grosso di finire prematuramente un'esistenza che correva ormai decisamente fuori giri, alla vita familiare di Woodstock, forse l'unico periodo sereno della vita di Bob. L'incidente motociclistico del 29 luglio 1966 é uno spartiacque, uno stop certamente non cercato, ma forse esistenzialmente atteso, una modalità per ripartire, provando a riconsiderare tutto da un punto di vista diverso. "&lt;i&gt;Non vorrei essere Bach, Mozart, Tolstoj, Joe Hill, Gertrude Stein o James Dean, sono tutti morti&lt;/i&gt;", aveva scritto una volta e Dylan non poteva e non voleva essere un faro generazionale, sorta di nuovo messia per qualsivoglia turbamento o desiderio di cambiamento di tutti coloro che si sentivano identificati in lui, col rischio di mettere poi a repentaglio la sua stessa vita lungo un'insostenibile accelerazione. Il suo percorso artistico e musicale era certamente espressione tra le più sensibili della sua epoca, ma comunque sempre e soltanto descrizione della ricerca di significato per la sua stessa vita. "&lt;i&gt;Io scrivo canzoni, una poesia é un uomo nudo.. qualcuno dice che io sono un poeta&lt;/i&gt;", aveva detto ancora, e allora che senso ha cercare di rendere ancor più nudo un uomo che si é già reso pietra rotolante, che, come la donna della sua canzone, é invisibile, adesso, e non ha più niente da nascondere? E' più logico, invece, che sia il prodotto di quell'arte - le canzoni - ad avere dignità per camminare da sé, perché ognuno possa farlo proprio, lasciando che l'autore continui a percorrere la sua strada. Se, dunque, "&lt;i&gt;una canzone é qualcosa che può camminare da sola&lt;/i&gt;", che ciascuno percorra il proprio viaggio, anche grazie ad essa. Magari insieme, però, perché la condivisione non é esclusa da questa modalità e proposta di cammino. E, d'altra parte, se il Never Ending Tour é ancora in corso e il vecchio Bob é ancora lì sul palco a riproporsi senza tregua, significa che, a dispetto di un'impressione fredda e distaccata, c'é un bisogno reale di andare avanti insieme: "&lt;i&gt;Dicono 'Dylan non parla mai'. Che accidenti c'é da dire ? Non é quella la ragione per cui un artista sta di fronte alla gente. Un artista ha uno scopo differente. Io non voglio essere insensibile e dire che non me ne importa niente. Ti importa, ti importa molto altrimenti non saresti lì. Ma c'é un diverso tipo di connessione. Non é una cosa leggera. E' vivere ogni sera, o sentirsi vivi ogni sera. Rischi la tua vita suonando musica, se lo fai nella maniera giusta&lt;/i&gt;" (3).&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000ee;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532471663203642706" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMdJqlcq7VI/AAAAAAAAB_k/DUJXM7QqI0g/s400/Niagara+Falls_2_2003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000ee;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Che si provi, allora, a ripercorre un lungo pezzo della strada di Dylan, attraverso l'ascolto sincero e appassionato degli otto affascinanti dischi di questo cofanetto. Sono canzoni scritte tanto tempo fa - &lt;i&gt;long ago, far away&lt;/i&gt; - ma sembravano così vecchie allora, sono molto più giovani, adesso. E magari accadrà anche a noi, come al protagonista di &lt;i&gt;Masked &amp;amp; Anonymous,&lt;/i&gt; di scoprire dove stanno di casa quella verità e quella bellezza di cui abbiamo sempre bisogno: "&lt;i&gt;sono sempre stato un cantante e probabilmente niente di più. A volte non é abbastanza conoscere il significato delle cose, a volte abbiamo bisogno di non saperne il significato. Le cose stanno cadendo a pezzi, specialmente il buon ordine di regole e leggi. Il modo in cui guardiamo al mondo é il modo in cui siamo fati. Se lo guardi da un giardino fiorito tutto sembra perfetto. Sali su una vetta più alta e vedrai saccheggi e omicidi. La verità e la bellezza sono negli occhi dell'Onnipotente: ho smesso di preoccuparmi di capire cosa succede molto tempo fa&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="LINE-HEIGHT: 20px"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="LINE-HEIGHT: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532464902530016642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMdDhD-eJYI/AAAAAAAAB-0/5TOMZNXA9yU/s400/dylan+mono+recordings.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(1) da: Anthony Scaduto, Bob Dylan, la biografia, Arcana ed.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;&lt;br /&gt;(2) da: Greil Marcus, Like A Rolling Stone, Donzelli ed. &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;(3) intevista di Jonathan Lethem per Rolling Stone, settembre 2006, &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/i-tVDzsWB9E?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/i-tVDzsWB9E?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-568336201332217654?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/568336201332217654/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=568336201332217654&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/568336201332217654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/568336201332217654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/10/long-ago-far-away.html' title='LONG AGO, FAR AWAY'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMdGXdbIiGI/AAAAAAAAB-8/iFVeqFLQd8I/s72-c/1964_in+studio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-3587220848368550502</id><published>2010-10-24T23:55:00.007+02:00</published><updated>2010-10-25T00:22:15.916+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergency room'/><title type='text'>REALTA'</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMSpZK4Fl8I/AAAAAAAAB-s/OVlAzB6Qlx0/s1600/carter.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531732492199237570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 298px; CURSOR: hand; HEIGHT: 379px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMSpZK4Fl8I/AAAAAAAAB-s/OVlAzB6Qlx0/s400/carter.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; "&lt;em&gt;Papi, qual é la cosa più bella del tuo lavoro?".&lt;/em&gt; Ancora una volta mia figlia mi spiazza. E no, che non si fa così, che diamine. Non si fanno queste domande a tavola alla sera, coi miei due figli più piccoli che, invece di mangiare, fanno il solito casino. Ed io, in questo momento, mica sono di guardia in unità coronarica, magari alle prese con un turno di quelli che sembra che sia arrivata l'apocalisse là fuori, oppure alle &lt;a href="http://talkin-walkin.blogspot.com/2009/11/certe-notti.html"&gt;tre del mattino &lt;/a&gt;davanti alla macchinetta del caffé, quella che ha per sfondo le luci della città e le montagne tutte intorno all'orizzonte.&lt;br /&gt;No, non si fa così, cara figlia mia, che poi dopo cena al lavoro ci devo andare per davvero e se fai in questa maniera, finisce che mi tocca mettermi a pensare al modo in cui ci vado e così mi vengono in mente sia gli entusiasmi e le passioni, che le infedeltà e i fallimenti. Insomma quel misto di vittorie ed insuccessi, i soliti maledetti impostori, che non c'é una volta che siano serviti a tenermi veramente in piedi.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Sai qual é la cosa più bella?&lt;/em&gt; - le rispondo dopo averci pensato per un po' - &lt;em&gt;E' che non c'é nessun lavoro come questo che ti metta così tanto di fronte al reale. Perché sia colui che soffre che quello che se ne prende cura, si trovano davanti alla domanda più profonda di significato del proprio cuore. Ed hanno la possibilità di condividere questo pezzo di strada insieme".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono più a cena coi miei figli e con mia moglie, adesso: sono arrivato dove dovevo andare, lungo le torri di guardia di un'altra notte in ospedale. Ma per questa volta il sasso é stato lanciato ed io sono stato ben felice d'essermi chinato per raccoglierlo. Magari per ricordarmi che quel pezzo di strada, per fortuna, non é condiviso solo da me e da chi mi troverò davanti anche stasera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma anche e soprattutto &lt;em&gt;dall'Amor che move il sole e l'altre stelle&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-3587220848368550502?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/3587220848368550502/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=3587220848368550502&amp;isPopup=true' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3587220848368550502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/3587220848368550502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/10/realta.html' title='REALTA&apos;'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TMSpZK4Fl8I/AAAAAAAAB-s/OVlAzB6Qlx0/s72-c/carter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-6707241699687176818</id><published>2010-10-13T22:50:00.000+02:00</published><updated>2010-10-13T23:02:16.283+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>SWEET HOMETOWN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TLYaIra6WZI/AAAAAAAAB-M/B5O5S52b9v8/s1600/Blade+Runner+sky.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TLYaIra6WZI/AAAAAAAAB-M/B5O5S52b9v8/s320/Blade+Runner+sky.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527634329040738706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TLXg0fXR5uI/AAAAAAAAB-E/rNzH-N_7cek/s1600/people.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Possibile che nessuno l'avesse sentito? Eppure aveva urlato, parole così forti da entrare dritte nelle orecchie, sino a trafiggere il cervello. Oltre il volume, tirato al massimo, delle cuffiette del suo iPod, strette tra il bavero dell'impermeabile, tirato su a fare da scudo contro il freddo del vento e serrato con le mani a sé, quasi a proteggere l'anima e il cuore. "C&lt;i&gt;'è qualcuno vivo là fuori?&lt;/i&gt;", aveva gridato, più forte della musica che accompagnava i suoi passi in quella Milano così gelida già in autunno. No, non c'era nessuno in giro, nessuno vivo, neppure in mezzo a quella folla che gli camminava intorno. Erano tutti soli, o male accompagnati; tutti alle prese col proprio male di vivere, lo sguardo ostinatamente verso il basso, il passo veloce, corpi abituati a urtarsi gli uni gli altri, facendosi maleducatamente largo nelle strade, rese strette dalla presenza dei troppi guai.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che razza d'infanzia aveva avuto, là dentro? Forse era per quello che non se la ricordava più. Niente prati verdi, né biciclette; non cieli azzurri, o nuvole nel cielo. Solo nebbia, asfalto ed orizzonti grigi e piovosi. Ed ora le cercava, disperatamente, quelle nuvole, ma quelle che vedeva erano tetre come i suoi pensieri. Avrebbe voluto volare su, sempre più su, fino a vederlo bene, quel cielo che aveva sempre e soltanto immaginato. E come un aviatore, sparire poi lassù in cima, spegnere il motore, respirare forte e vedere se gli fosse riuscito di non tornare più indietro. Sentire la musica vera, &lt;i&gt;la musica del silenzio che ci fa cantare...  &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TLWvCiashOI/AAAAAAAAB9s/_dSVGeZX878/s400/bosco.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527516575800526050" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando si risvegliò era seduto sul sedile dell'auto, ferma lungo una stradina di campagna, via secondaria rispetto a quella principale, la provinciale che era solito percorrere tutti i giorni. Davanti a lui, il bosco di pioppi non c'era più. Era rimasto solo un po' di prato e quel sottile fiumicello, un rigagnolo in realtà, ora che le piogge tardavano a farsi vedere. Tutti gli alberi erano stati tagliati e portati via, segati per bene, resi legna da ardere per le moderne stufe. Si erano portati via anche quello, l'albero caduto, lasciato di traverso lungo quel sottile rivo d'acqua, abbattuto chissà quando e da che cosa, un colpo di vento, una grandinata forte di un giorno ormai lontano. Quell'albero era rimasto a lungo là disteso, i rami ormai avvizziti, privati della vita delle radici, ma rimasti abbarbicati al fusto delle altre piante ancora in piedi, nel disperato tentativo di rimanere aggrappati a qualcosa che potesse donar loro ancora un po' di vita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni tanto ritornava là, giungeva in quel luogo facendo viaggiare l'auto lentamente, poi spegneva il motore e si fermava per un po'. Si era affezionato a quel tempo e a quello spazio, all'albero caduto, agli alberi ancora in piedi che a quello sdraiato continuavano a voler bene. Ci tornava soprattutto quando era la sua vita a traballare, quando i pensieri ed i gesti si mettevano ad attraversare gallerie oscure, quando, per le sue infedeltà e contraddizioni, cessava di amare. A volte scendeva dall'auto e si metteva volentieri a camminare, il terreno ad impolverare le scarpe ed i calzoni. E spesso, poco a poco, quel passeggiare diventava anche preghiera, luogo di ritrovo del senso più profondo che anche nei momenti bui gli sembrava di cogliere dalle circostanze e dalle cose. Quel groviglio di tronchi, fusti, rami intrecciati tra di loro era il senso di comunità che avvolgeva tutto. E qualche volta, in fondo a quel rivo d'acqua, gli era parso di veder sorgere anche il sole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TLXg0fXR5uI/AAAAAAAAB-E/rNzH-N_7cek/s320/people.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527571310044112610" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 248px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si svegliò di nuovo. Era sempre in mezzo alla gente, le cuffiette dell'iPod ancora addosso e qualcuno, urtandolo lungo il marciapiede, aveva mormorato un sommesso "scusi". Allora aveva tolto elmo ed armatura. Via la musica ed il cappello, un respiro profondo a far entrare tutta l'aria e anche lo smog della città. Poi si era messo pure a sorridere alla gente, quella che, prima, gli sembrava non si curasse minimamente di nessuno, ma che ora, invece, sentiva misteriosamente legata a sé.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aveva cominciato a fissare la bestia negli occhi, ma si era tolto prima tutte le armi di dosso. Non era una sfida a duello, quella che si stava per compiere. Era, invece, uno sguardo largo che si faceva strada, diverso, in qualche modo anche armonioso e misericordioso, su tutto ciò che vedeva e sentiva attorno a sé.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sapeva che era difficile amare quel luogo se non ci si era nati. Difficile come difficile é amare chi é irascibile e scontroso, chi non compie il primo passo, perché il suo cuore si é indurito, a furia del dolore dal quale ha dovuto difendere se stesso o che, suo malgrado, ha dovuto lasciare entrare dentro sé. Ma nessuno é indifferente all'amore. E quella frenetica e nevrotica città era fatta di tanti volti, nessuno dei quali avrebbe rifiutato quel poco d'amore che lui, adesso, aveva voglia di donare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così si era messo ad osservare le persone, ad una ad una. I volti dei bambini, o quelli dei vecchi coi sacchetti della spesa. Gli yuppies in carriera e poi i ragazzi, le donne, gli extracomunitari incrociati mille volte, sempre fermi agli stessi semafori a chiedere la carità. Ecco dov'era bella la sua povera città. Non nelle piazze o nei monumenti e nemmeno nei teatri o nei caffé. Era bella dentro quei visi e quegli sguardi, che a fermarsi ad osservarli, invece che a schivarli, ci si accorgeva di come ognuno avesse dentro la sua strada. E che la strada, per quanto tortuosa e impervia potesse essere o apparire, aveva sempre la faccia di un Destino buono, che ha a cuore il desiderio più profondo del tuo cuore, quello che fa rima con felicità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'era una frase, forte, che si era fatta carne, frase scritta da poco da un ragazzo, partito troppo presto per il cielo. Quella frase, ora, sembrava dare senso anche ad ogni conto che sembrava quasi inesorabilmente non tornare: "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Non esiste luogo in cui non ci sia la possibilità di creare unità, ogni persona la porta dentro, ma la esprime in modi diversi e bisogna amare senza condizioni&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quel giorno decise di voler essere una frase incarnata, parola vissuta, ma sentiva d'aver bisogno ancora di qualcosa. Di un modello, forse. Di un aiuto, certamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'improvviso si trovò davanti ad un portone e lì, dipinto, vide quello che cercava. Il volto di una donna, l'amore di una Madre: eccola, era, quella, la misura. L'Amore mescolato tra tutti, uomo accanto a uomo, come s'inzuppa un frusto di pane nel vino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce la poteva fare, ora sì che ne era certo, ora che non era più da solo, alle prese col deserto lastricato composte da tutte le sue inutili e buone intenzioni; ora l'aiuto di cui aveva bisogno sarebbe arrivato in ogni istante, da Chi era disposto a donarlo gratuitamente, chiesto, com'era, da un cuore sincero. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Respirò a pieni polmoni, l'aria non sembrava poi così tanto inquinata, in fondo. E guardò, un po' più in là, lontano: in mezzo all'asfalto, alle auto ed alla gente, c'era pure un po' di verde.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tirò un sospiro profondo, per la prima volta si sentiva libero davvero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, anche se ci era nato, si accorse di non averla mai amata così tanto, quella sua nevrotica, impossibile, fantastica città.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TLWpFspKtdI/AAAAAAAAB9c/mMpPKJlXwwk/s400/DSC00421(2).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527510033015420370" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ringraziamenti&lt;/b&gt;:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A &lt;i&gt;Paolo Vites&lt;/i&gt;, per la foto che ha scattato, riprodotta qua sopra e rapita da un portone di città e che trovate pubblicata sul suo blog, a &lt;a href="http://gamblin--ramblin.blogspot.com/2010/10/il-tunnel-degli-alberi.html"&gt;questo link&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A &lt;i&gt;Claudio Chieffo, Bruce Springsteen, Chiara Lubich,&lt;/i&gt; che hanno incrociato, come capita spesso, i miei pensieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E a &lt;i&gt;Luca&lt;/i&gt;, cui é dedicato questo post, partito troppo presto da quaggiù, ma certamente felice, ora che é nel seno del Padre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-6707241699687176818?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/6707241699687176818/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=6707241699687176818&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6707241699687176818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/6707241699687176818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/10/sweet-hometown.html' title='SWEET HOMETOWN'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TLYaIra6WZI/AAAAAAAAB-M/B5O5S52b9v8/s72-c/Blade+Runner+sky.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-8900150447845122200</id><published>2010-10-06T13:38:00.003+02:00</published><updated>2010-10-07T11:45:38.153+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>HUNGRY HEART</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TKw4WuysgEI/AAAAAAAAB9U/Kmvg80RwHnE/s1600/bruce.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 350px; height: 398px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TKw4WuysgEI/AAAAAAAAB9U/Kmvg80RwHnE/s400/bruce.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524852806045696066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TKw2MZAqoUI/AAAAAAAAB9M/ZvtamHRF3Pc/s1600/for+you2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Quando ho accettato di sedermi, di nuovo, di fronte alle cento canzoni di Bruce Springsteen (macché, sono molte di più), per tradurle, spiegarle, amarle di nuovo, l'ho fatto per riappropriarmi di qualcosa che sento mio. E' quel sentiero che ogni tanto amo percorrere a ritroso, come il protagonista di Long Walk Home. Che ha visto un bel pezzo di vita passare davanti ai suoi occhi, molte cose e volti, cambiare, eppure torna davanti alle botteghe di una volta, infila dentro la testa per capire chi c'é e chi é andato via. E' un processo bello e doloroso. In una parola: inevitabile&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'é forse bisogno di queste parole di &lt;b&gt;&lt;a href="http://erlab-61.blogspot.com/"&gt;Ermanno Labianca&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, tratte dall'introduzione di &lt;i&gt;Talk About A Dream&lt;/i&gt; - uno dei suoi libri di testi commentati di &lt;i&gt;Bruce Springsteen&lt;/i&gt; - per indicare la modalità giusta con cui calarsi nella musica di &lt;b&gt;For You 2&lt;/b&gt;, il tributo a &lt;i&gt;The Boss&lt;/i&gt; di un folto gruppo di artisti italiani, uscito su doppio cd in questi giorni per la nuova nata casa discografica &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.route61music.com/"&gt;Route 61&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. Perché ripercorrere queste canzoni é di fatto un'affacciarsi a quelle botteghe, per vedere che le vecchie canzoni che abbiamo amato non se ne sono mai andate via. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' per questo, allora, che il fatto che un manipolo d'italiani provi a reinterpretarle possiede un senso, spazzando via ogni sensazione di déjà vu o d'inutilità. E' un qualcosa, invece, che ha a che fare con la canzone popolare, col fatto che quella canzone, perché resasi capace di raccontare qualcosa che é di tutti, può essere fatta propria da ciascuno, mantenendo intatta la poesia e la verità che ha dentro sé. Se quello di Springsteen é spesso un acquerello, dove trovare dipinta quella terra di mezzo abitata dalle speranze andate in frantumi dell'american dream, allora non é difficile trovare rispecchiate in esso le nostre stesse aspettative, i sogni, tutti i dolori e le brevi gioie di esistenze che, al fondo, hanno le stesse esigenze interiori, perché il desiderio del cuore dell'uomo é lo stesso, sia che si trovi nelle pianure del Nebraska o sulle colline dei castelli romani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il rock'n'roll - diceva Springsteen - era l'America vera che ti entrava in casa. Qualcosa, dunque, che ha a che fare con la vita, mai ripetitiva, mai uguale a se stessa. Ecco perché gli artisti di questo disco compiono un esperimento che può dirsi riuscito, perché il loro mettersi di fronte a una cover diviene lo spalancare una porta e permettere a quel desiderio del cuore di trovare la propria via d'uscita, fare esperienza di vita e dimostrare a se stesso che esiste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, anche musicalmente, ci sta tutto. Come le diversioni chitarristiche di PJ Faraglia su &lt;i&gt;State Trooper&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Cadillac Ranch&lt;/i&gt;, la rilettura italiana di &lt;i&gt;Metamoros Banks&lt;/i&gt; da parte di Luigi Mariano, o, ancora, le suggestioni irlandesi dei Modena City Ramblers su&lt;i&gt; The Ghost Of Tom Joad.&lt;/i&gt; Ma anche le versioni, ricche di pathos, di canzoni come &lt;i&gt;Radio Nowhere&lt;/i&gt; (Daniele Groff), &lt;i&gt;Sherry Darling &lt;/i&gt;e&lt;i&gt; Be True &lt;/i&gt;(Lorenzo Bertocchini),&lt;i&gt; Eyes On The Prize &lt;/i&gt;(Tenca/Severini/Basile), &lt;i&gt;Tomorrow Never Knows&lt;/i&gt; (Francesco Lucarelli), la spettacolare L&lt;i&gt;and Of Hope And Dreams&lt;/i&gt; dei Mardi Gras e tante (tutte?) altre ancora.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, soprattutto, ci sta che la scelta delle canzoni e lo stile musicale sia quello che predilige i tempi lunghi e distesi, la ballata struggente, il rock che lascia il passo al folk o al country malinconico; un percorso narrativo che si dimentica dei muscoli perché col tempo c'é sempre più bisogno di spazio per pensare piuttosto che per correre e ballare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mia &lt;i&gt;Route 61&lt;/i&gt; é spesso una strada che schiva il traffico cittadino, per infilarsi sinuosa a ridosso dei campi, di cui ora l'autunno sta smorzando i colori. Curve vicino ai fossi, tratti dove sei costretto a rallentare l'auto, ma anche la frenesia stessa dei pensieri, appesantiti da notti talora insonni o da giornate dove la sofferenza che ho incontrato ha reso troppo affranto anche il mio cuore. In mezzo ai tempi dell'anima, anche queste canzoni trovano, in questi giorni, il loro giusto spazio, così come lo trova uno sguardo sempre più profondo sul senso delle circostanze e di ciò che mi accade intorno. Sempre di cuore si tratta, ma non quello fatto di sentimentalismi. Un cuore, invece, ogni giorno sempre più affamato - &lt;i&gt;Hungry Heart&lt;/i&gt; - di quello che é vero e di tutto ciò che dura e che non può morire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella frase, che mi ha rincorso tutta estate - e di cui ne ho intravisto, a tratti, il senso - continua a non darmi tregua neanche adesso. "&lt;i&gt;Quello che il tuo cuore desidera, esiste&lt;/i&gt;": basta tenerlo a mente spesso, fare in modo da non dimenticarlo, attaccarlo, sorta d'ideale post-it, proprio a ridosso dei pensieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo così il pensare e, ma sì, anche il correre delle mani e dei piedi nei gesti d'ogni giorno, o al ritmo della musica buona, acquista senso. Ed anche la mente trova quel filo rosso che lega le cose tra di loro, anche quando quelle stesse cose sembrano così misteriosamente scollegate. Basta che tutto si rivesta di uno Sguardo largo, diverso, ricco di quella Misericordia e di quell'Amore che tu non hai e che non ti puoi dare da solo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche mentre ascolti un disco di tributo alle canzoni di Bruce Springsteen. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Links:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;il progetto e tutte le info sul disco&lt;/i&gt;: &lt;a href="http://www.foryouspringsteen.com/"&gt;http://www.foryouspringsteen.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;la casa discografica Route 61&lt;/i&gt;: &lt;a href="http://www.route61music.com/"&gt;http://www.route61music.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TKw2MZAqoUI/AAAAAAAAB9M/ZvtamHRF3Pc/s400/for+you2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524850429376766274" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 390px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5CCr2jGZ8YI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5CCr2jGZ8YI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-8900150447845122200?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/8900150447845122200/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=8900150447845122200&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8900150447845122200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8900150447845122200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/10/hungry-heart.html' title='HUNGRY HEART'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TKw4WuysgEI/AAAAAAAAB9U/Kmvg80RwHnE/s72-c/bruce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-8318670539222461072</id><published>2010-09-26T21:28:00.007+02:00</published><updated>2010-09-26T21:52:03.100+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie che ho incontrato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>UNA LUCE PER TUTTI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJ-jW-8gz7I/AAAAAAAAB9E/hUyDo5EDO7E/s1600/papa+chiara+luce.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJ-i62O9KEI/AAAAAAAAB88/MUdSIy_wDZc/s1600/coniugi+badano.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJ-i62O9KEI/AAAAAAAAB88/MUdSIy_wDZc/s320/coniugi+badano.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521310800053872706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“&lt;i&gt;Questi sono stati giorni specialissimi, ma quello che voglio dire adesso è che stando con Chiara abbiamo vissuto momenti eccezionali. Vivevamo in un’atmosfera che non si può spiegare. Questi due anni son stati i più belli della nostra vita, i più benedetti da Dio, perché Gesù ci faceva vivere in una dimensione soprannaturale che ci sollevava da terra. Come quando si sale sull’aereo, e dal finestrino si vede la terra, le nuvole. Tutti i nostri dolori e quelli di Chiara che erano ancora più grandi, li vedevamo laggiù, non ci toccavano. E’ stato il frutto dell’amore di tante persone che hanno pregato e ci hanno sostenuto.&lt;/i&gt;”&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(Ruggero Badano, papà di Chiara, 25 settembre 2010)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GPb_CNdS74Q?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/GPb_CNdS74Q?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Links:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.focolare.org/layout/edit/file/Intervento%20Maria%20Voce%20Divino%20Amore%2025_09_10.pdf"&gt;ringraziamento finale di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, alla S, Messa di beatificazione di Chiara Badano&lt;/a&gt; , sabato 25 settembre&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.focolare.org/layout/edit/file/20100925_CS4_ChiaraLuceBadano_santuario%20_2_.pdf"&gt;Comunicato stampa al termine della santa messa di beatificazione&lt;/a&gt; , sabato 25 settembre&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.focolare.org/layout/edit/file/20100925_CS5_ChiaraLuceBadano_Festa.pdf"&gt;Comunicato stampa serata di festa, sala Nervi, città del Vaticano&lt;/a&gt; , sabato 25 settembre&lt;br /&gt;&lt;a href="http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/26078.php?index=26078&amp;amp;lang=it#PRIMA%20DELL%E2%80%99ANGELUS"&gt;Il messaggio di Benedetto XVI all'Angelus&lt;/a&gt; , domenica 26 settembre&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-8318670539222461072?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/8318670539222461072/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=8318670539222461072&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8318670539222461072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/8318670539222461072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/09/una-luce-per-tutti.html' title='UNA LUCE PER TUTTI'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJ-i62O9KEI/AAAAAAAAB88/MUdSIy_wDZc/s72-c/coniugi+badano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5073938530104896858</id><published>2010-09-17T19:11:00.012+02:00</published><updated>2010-11-03T00:45:08.116+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie che ho incontrato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><title type='text'>CHIARA LUCE BADANO. LIFE, LOVE, LIGHT</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJOiYuW0f1I/AAAAAAAAB80/YFAeKWbwZWQ/s1600/chiara+badano5.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJOfxfhrY0I/AAAAAAAAB8M/EGP8tXaF0Hs/s1600/chiara+badano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517929641084150594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 293px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJOfxfhrY0I/AAAAAAAAB8M/EGP8tXaF0Hs/s400/chiara+badano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Chiara ha "&lt;i&gt;definitivamente rifiutato la morfina&lt;/i&gt;", perché - dice - "&lt;i&gt;toglie la lucidità ed io posso offrire solo il dolore a Gesù&lt;/i&gt;". E' ciò che si legge nell'ultima parte della biografia di &lt;b&gt;Chiara Badano&lt;/b&gt;&lt;i&gt; (1)&lt;/i&gt;, quando inizia il racconto della fase decisiva della sua vita, rappresentato dalla malattia e della sua scalata verso la vetta della santità.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ma come é possibile rifiutare la morfina alle prese con un sarcoma osseo, uno dei tumori più dolorosi in assoluto? Eppure Chiara - diciott'anni al momento della diagnosi - non é una persona diversa dalle altre, un'eroina, oppure un'esaltata: é una ragazza come tante, che ama la vita ed ha ancora una sana voglia di volare, dentro le circostanze della propria esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sta giocando a tennis, Chiara, quel giorno. Chissà quand'é che sente il primo dolore lancinante: durante una prima palla di servizio, o un dritto potente, sferrato da fondo campo. E' un dolore alla spalla, forte, strano, mai provato, che le fa cadere a terra la racchetta. Si riprende, ma ha una faccia strana. Da qualche tempo non si sente bene ed é per questo che cominciano i primi accertamenti. La diagnosi di osteosarcoma arriva in fretta. Quando torna a casa, quel giorno, la mamma la vede arrivare "&lt;em&gt;camminando lentamente, come se volesse temporeggiare a dare la notizia che aveva scoperto. Era molto cupa in volto, guardava per terra&lt;/em&gt;". Chiara entra in casa, non una parola, fila dritta in camera sua. Venticinque minuti di lotta e di silenzio, in cui neanche mamma Maria Teresa e papà Ruggero possono entrare in alcun modo. Poi, finalmente, esce da quella stanza e va loro incontro decisa: "&lt;em&gt;sai mamma, ho parlato con Gesù. Gli ho detto: se lo vuoi tu, lo voglio anch'io&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;L'aveva scrutata, sua madre, dentro quella camera, impotente ed inquieta, in quegli interminabili venticinque minuti; lo racconta oggi dopo tanti anni: &lt;em&gt;"... vedevo dall'espressione del suo volto tutta la sofferenza di quel momento, la lotta che Chiara faceva interiormente per poter dire questo sì a Gesù, ma non ci riusciva. &lt;/em&gt;&lt;i&gt;Poi Chiara esce da quella stanza e dichiara il suo sì&lt;/i&gt;&lt;em&gt;". R&lt;/em&gt;acconta ancora, sua madre,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;che "&lt;em&gt;la vita di Chiara, da quel momento, cambia in un modo radicale, in un modo meraviglioso. Mi meravigliai di questa cosa e dentro di me parlavo a Gesù e gli dicevo: ora Chiara ti ha detto il suo sì, ma quante volte lo dovrà ripetere? Quante volte cadrà? E invece Chiara non si é più voltata indietro ed ha cominciato il suo calvario nella piena gioia, nella volontà di Dio&lt;/em&gt;" (2).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517932514103295826" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 225px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJOiYuW0f1I/AAAAAAAAB80/YFAeKWbwZWQ/s400/chiara+badano5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Chiara Badano nasce il 29 ottobre 1971, a Sassello, un piccolo paese nei pressi di Savona. E' proprio un bel tipo, sportiva, gioiosa, volitiva; una gioventù fatta di successi, ma anche di sconfitte, come tanti: c'é spazio anche per una bocciatura in IV ginnasio, subita come ingiustizia. Conosce i &lt;em&gt;gen,&lt;/em&gt; i giovani del &lt;a href="http://www.focolare.org/"&gt;Movimento dei Focolari&lt;/a&gt; e raccoglie la sfida lanciata un giorno da Chiara Lubich ad alcuni di loro: "&lt;em&gt;per fare città nuove ed un mondo nuovo non bastano tecnici, scienziati e politici, occorrono sapienti, occorrono santi&lt;/em&gt;". E non ha timore a confidare loro un segreto: Gesù nel momento culmine del dolore e dell'amore, quando giunge, sulla croce, a gridare l'abbandono del Padre per riunirci a Lui e tra noi. Invita loro a riconoscere il Suo volto e ad amarlo con predilezione in ogni dolore piccolo e grande. E' questa la chiave per trasformare il dolore in amore e non restare ripiegati su se stessi, ma proiettati fuori nell'amore. "&lt;em&gt;Non abbiate paura!&lt;/em&gt; - aveva detto loro - &lt;em&gt;lasciate fare a Lui il ricompensarvi d'amore. Vi farà felici in questa vita e per l'eternità&lt;/em&gt;". Quando Chiara Badano ascolta queste parole é il 1983. Ne sarà l'incarnazione viva.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517930215834862962" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 218px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJOgS8o7RXI/AAAAAAAAB8k/qdmpF_j-GiI/s320/chiara+badano_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Che Chiara non si fosse più voltata indietro, nei venti mesi che avrebbe vissuto dal giorno della diagnosi a quello della sua dipartita terrena, attraverso giorni e giorni d'ospedale e di sofferenze fisiche terribili, lo dimostrano innumerevoli testimonianze. Ed hanno dell'incredibile. Perché Chiara "Luce" - il nome "nuovo" che le aveva dato Chiara Lubich un giorno - illumina col suo costante sorriso chiunque le si stringa intorno. Gente che giunge sino a lei per essere di sostegno ed esce da stanze d'ospedale o dalla cameretta della sua casa, rigenerata quando non letteralmente convertita. Racconta Paola, un'amica: "&lt;i&gt;vicino a lei non si sentiva mai, neanche per un attimo, il peso della malattia, del dolore, delle limitazioni. Stando accanto al suo letto ero io ad avere la netta percezione di essere la malata, l'invalida. Io che avevo davvero tutto e non donavo. Vedevo Chiara già in cima alla vetta, una più grande di me, anche se coetanea, che concludeva il suo "santo viaggio". Sentivo di doverle chiedere una mano, il segreto per riuscirci anch'io un po' di più; ma poi, in verità, non occorreva chiedere nulla, bastava guardarla per imparare ad amare sempre e a ripetere con lei: "Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io. Sei tu, Signore, l'unico mio bene". Rientrando a casa avevo anch'io la certezza di aver vissuto un momento di paradiso". (3)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(0,0,238); webkit-text-decorations-in-effect: underline"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517930407106658370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 269px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJOgeFLrQEI/AAAAAAAAB8s/7WyANtsHaEw/s400/chiara+lubich.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;L'adesione di Chiara alla volontà di Dio, vissuta momento per momento, produce la santità della sua vita, ma soprattutto permette, a coloro che vogliono condividere con lei pezzi di questo percorso, di vivere una profonda esperienza di unità, quella percezione della presenza di Cristo in mezzo a noi, quando siamo uniti nel suo nome. E' per questo che il cammino di questa ragazza diventa percorso di conversione per tutti: genitori e amici, medici ed operatori sanitari, semplici conoscenti o persone del Movimento particolarmente vicine a Chiara. "&lt;i&gt;Dio ti ama immensamente&lt;/i&gt; - le scrive Chiara Lubich un giorno - &lt;i&gt;e vuole penetrare nell'intimo della tua anima e farti sperimentare gocce di cielo&lt;/i&gt;". Le dona anche un nome "nuovo", che lei aveva chiesto: "&lt;i&gt;Chiara Luce é il nome che ho pensato per te; ti piace? E' la luce dell'Ideale che vince il mondo. Te lo mando con tutto il mio affetto, ti abbraccio e ti sono unitissima nel Risorto&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Chiara "Luce" Badano non chiede altro che non sia questa presenza di Cristo: "&lt;i&gt;Io ho tutto&lt;/i&gt;", ripete spesso e non é un modo di dire, poiché spesso dona ai poveri quello che riceve. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Scrive così, un giorno, a Chiara Lubich: "&lt;i&gt;...Nessun risultato, nessun miglioramento. La medicina ha così deposto le armi. Solo Dio può. Interrompendo le cure, i dolori alla schiena dovuti ai due interventi e all'immobilità a letto sono aumentati e non riesco quasi più a girarmi sui fianchi.. Stasera ho il cuore colmo di gioia. Mi sento così piccola e la strada da compiere é così ardua; spesso mi sento sopraffatta dal dolore. Ma é lo Sposo che viene a trovarmi, vero? Sì, anch'io ripeto con te: "Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io. Sono certa che insieme a lui vinceremo il mondo! "Uno" in Gesù crocifisso e abbandonato, tua Chiara&lt;/i&gt;". (4)&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' sempre più dura, alla fine. Ma la scalata verso la vetta non cessa. E Chiara non smette di offrire le sue sofferenze: "&lt;i&gt;Non chiedo più a Gesù di portarmi in paradiso, altrimenti sembra che io non voglia più soffrire&lt;/i&gt;". O ancora: "&lt;i&gt;E' un desiderio così grande, che mi sembra di essere "attaccata". Allora mi sto chiedendo, ma non sarà un modo per scappare da questi dolori, dalla volontà di Dio?&lt;/i&gt;". E' una santità, un eroismo che ha dell'incredibile. Ma tutto é sempre nelle Sue mani: "&lt;i&gt;Lo sa Gesù quando devo partire&lt;/i&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nulla é lasciato al caso, Chiara sceglie le letture e i canti per il suo funerale, vuole che sia una festa. Chiede d'essere vestita di un abito bianco: é la sposa che va incontro allo Sposo. Chiede alla mamma di non piangere, perché "&lt;i&gt;quando in cielo arriva una ragazza di diciott'anni, si fa festa&lt;/i&gt;", anzi di cantare: "&lt;i&gt;quando entrerò in chiesa, tu devi cantare, perché io canterò con te&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;"&lt;i&gt;Mamma, ciao. Sii felice perché io lo sono&lt;/i&gt;", sono le sue ultime parole: Chiara nasce al cielo alle 4 e 10 del mattino del 7 ottobre 1990, festa della Beata Vergine Maria del Rosario. E il funerale, una festa, lo sarà per davvero. Il giorno 11 giugno 1999 viene avviata l'inchiesta diocesana per il processo di beatificazione. Durante la GMG del 2000 i gen canteranno davanti a migliaia di giovani una canzone dedicata a lei. E il prossimo &lt;b&gt;25 settembre 2010&lt;/b&gt;, la Chiesa proclamerà &lt;b&gt;beata&lt;/b&gt; Chiara "Luce" Badano. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/aJeyEHATlR8?fs=" hl="it_IT" width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sono giorni che medito l'esperienza di Chiara nel mio cuore. Giorni in cui cerco di far tacere il chiasso che c'é fuori e dentro me, che provo ad andare alla scuola dei miei ammalati in ospedale. La risposta della sua vita incrocia la domanda di significato della sofferenza che incontro quotidianamente. La loro presenza davanti a me, la loro quotidiana offerta e ciò che viene condiviso assieme, s'intrecciano misteriosamente con l'evidenza della gioia che Chiara ha mostrato, lungo tutto il percorso della sua santa esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ma, soprattutto, mentre scrivo e sistemo queste righe sul blog, domando a me stesso quale significato abbia la parola santità nella mia vita. Guardo le mie infedeltà e contraddizioni, ma, allo stesso tempo, anche la tensione e il desiderio. Capisco come tutto si giochi dentro il quotidiano, momento su momento, goccia dopo goccia, come aveva fatto Chiara. Solo ciò che é vissuto bene in questo modo diventa tassello di un mosaico, che alla fine compone il Disegno di un'intera esistenza. Allora tutto é importante, anche quando tutto sembra così diverso. Ad una sola condizione: che non si tratti di una questione di tenacia o di obbedienza - destinate ad infrangersi più o meno in fretta, ma inesorabilmente - ma una faccenda d'amore. E l'amore é quella cosa che sta in mezzo tra il dire e il fare, come ho sentito dire da un amico, proprio in questi giorni. L'amore con la A maiuscola, quello di Dio, l'Amore a cui affidare il nostro, manifestato in ogni gesto, dal più piccolo ed insignificante, al più eroico.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' una faccenda d'amore, quella che riunisce il pensare, il dire e l'agire, che racconta della storia di Chiara Luce Badano, come potrebbe raccontare della mia e di quella di ciascuno. "&lt;i&gt;La storia tra Chiara e Dio&lt;/i&gt; - conclude il libro di Mariagrazia Marini - &lt;i&gt;é una storia d'amore; un grande e appassionato amore reciproco. Amore infuocato dal desiderio ardente di poterlo condividere. "Siate fuoco!" ha gridato il Santo Padre alla GMG del 2000 ai giovani di tutto il mondo. Chiara Luce attesta che, oggi some sempre, la risposta é possibile&lt;/i&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Perché santi per vocazione, se solo lo desideriamo, lo siamo tutti. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nessuno escluso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: normal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/25yMMNq_Vlk?fs=" hl="it_IT" width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/lPRy4ggpujo?fs=" hl="it_IT" width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note e links:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(1) tratto da &lt;i&gt;Mariagrazia Magrini - Di luce in luce - ed. San Paolo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(2) &lt;i&gt;l'intervista a Maria Teresa e Ruggero Badano a questi link&lt;/i&gt;: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dIWOkiOmSJ8"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=dIWOkiOmSJ8&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.focolare.org/articolo.php?codart=7464"&gt;http://www.focolare.org/articolo.php?codart=7464&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.focolare.org/articolo.php?codart=7540&amp;amp;lingua=IT"&gt;http://www.focolare.org/articolo.php?codart=7540&amp;amp;lingua=IT&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(3) tratto da &lt;i&gt;Mariagrazia Magrini - Di luce in luce - ed. San Paolo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;(4) ibid.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Oltre al libro di Mariagrazia Marini, la biografia di Chiara Badano é narrata nel libro di Michele Zanzucchi, "Io ho tutto", ed i nquello di Franz Coriasco, "Dai tetti in giù", entrambi editi da Città Nuova.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Molte notizie su Chiara e sulla sua prossima beatificazione anche a questo link:&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.focolare.org/articolo.php?codart=7397&amp;amp;lingua=IT"&gt;http://www.focolare.org/articolo.php?codart=7397&amp;amp;lingua=IT&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;TRASMISSIONI TV&lt;br /&gt;RAI 2 – Programma “Le vie di Damasco” – Sabato 25.9 dalle ore 10,15 alle 11,15&lt;br /&gt;l’intera trasmissione sarà dedicata a Chiara Luce con intervista in studio, con la vice-postulatrice Maria Grazia Magrini, e servizi in cui saranno inseriti: un brano di Chiara Lubich, interviste ai genitori, a Chicca e Franz Coriasco e ai gen.&lt;br /&gt;RAI 1 – Programma “A sua Immagine” – Domenica 26.9 dalle ore 10,30 alle 12,20 circa.&lt;br /&gt;Alle 12 si collegano con l’Angelus del Papa che parlerà di Chiara Luce ( Il programma è in costruzione).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5073938530104896858?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5073938530104896858/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5073938530104896858&amp;isPopup=true' title='17 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5073938530104896858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5073938530104896858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/09/chiara-luce-badano-life-love-light.html' title='CHIARA LUCE BADANO. LIFE, LOVE, LIGHT'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TJOfxfhrY0I/AAAAAAAAB8M/EGP8tXaF0Hs/s72-c/chiara+badano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5487363230505552418</id><published>2010-09-08T11:58:00.002+02:00</published><updated>2010-11-07T17:37:08.478+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi sul mondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>EARLY MORNIN' RAIN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TIdkAfdGQqI/AAAAAAAAB7s/LMybqG0ciOk/s1600/stockholm.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TIdjBn3mK4I/AAAAAAAAB7U/HXYwlz6Y6OA/s1600/gamla.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TIdjBn3mK4I/AAAAAAAAB7U/HXYwlz6Y6OA/s320/gamla.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514485148271651714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Stoccolma di fine estate indossa un abito milanese da autunno inoltrato. M'incammino per le viuzze di &lt;i&gt;Gamla Stan&lt;/i&gt; e faccio fatica ad immaginare come fosse nell'antico medioevo, infestata com'é, adesso, da negozi di anticaglie e souvenirs. Ogni tanto mi fermo un po', guardo lo stesso le vetrine, mi tuffo nei vicoli, a caccia di imprevisti e di agguati usciti dritti come da indimenticabili film di Ingmar Bergman. Una chitarra, le cui note giungono da lontano, mi attira inesorabilmente a sé ed é una &lt;i&gt;Knockin' On Heaven's Door&lt;/i&gt; di strada che merita le poche corone che tengo ancora in tasca. Qui i negozi di dischi ci sono ancora, zeppi di buona musica e sfrontati nel mettere in vetrina pure i vinili. Lo scaffale di &lt;i&gt;The Tallest Man On Earth&lt;/i&gt; é desolatamente vuoto, ma "&lt;i&gt;it's not sold out&lt;/i&gt;", mi dice con sobrietà ed eleganza l'enorme uomo barbuto che si aggira dentro qui, tirando fuori il dischetto da un angolo remoto del negozio, mentre le note di sottofondo di un &lt;i&gt;Bob Dylan&lt;/i&gt; d'annata ci avvolgono dolcemente, facendo sembrare questo posto un angolo del Greenwich Village dei sessanta. &lt;i&gt;Christian Kjellvander&lt;/i&gt;, invece, sold out lo é per davvero, ma sarebbe stata troppa grazia riuscire a procurarsi pure quello. Me ne vado prendendo su con me anche l'&lt;i&gt;Eddie Vedder&lt;/i&gt; di &lt;i&gt;Into The Wild&lt;/i&gt; ed un &lt;i&gt;Wilco&lt;/i&gt; doc, ad andare a riempire due piccoli spazi scandalosamente ancora vuoti su di un altro scaffale, quello dei dischi che sta laggiù a casa mia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TIdjdBHM6WI/AAAAAAAAB7c/5tiZpRljUe0/s320/ESC+Congress+2010.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514485618904459618" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un esercito di cardiologi ha invaso la città, per il più importante congresso europeo dell'anno. Una full immersion nello stato dell'arte della disciplina e nelle &lt;i&gt;hot lines&lt;/i&gt; più interessanti degli ultimi mesi. La domenica pomeriggio, però, mi ero allontanato per qualche ora da quella convention di migliaia di specialisti, a caccia di una chiesa cattolica in questa capitale del nord. Dopo chilometri a piedi, su e giù per il quartiere di &lt;i&gt;Sodermalm&lt;/i&gt;, avevo deciso che sarebbe diventato affar Suo rendere reale il desiderio del cuore di trovarla. Poi quel desiderio si era fatto carne, attraverso la gentilezza di un pastore protestante: "&lt;i&gt;Do you know where is the catholic church, please?"&lt;/i&gt;, "&lt;i&gt;Yes, come with me, I'll show you on the map&lt;/i&gt;", aveva risposto con un sorriso.&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TIdjp9Q625I/AAAAAAAAB7k/oGecbb0fCBY/s320/chiesa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514485841209777042" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo che trovarla così é più bello, tutta un'altra cosa rispetto alle indicazioni che potrebbe darti il guidatore di un tassì; in questo modo il desiderio passa attraverso il dialogo, si trasforma in tensione all'unità, in quel &lt;i&gt;già e non ancora&lt;/i&gt; che esprime bene quello che hai dentro, anche negli anfratti più nascosti ed in mezzo alle quotidiani ed onnipresenti tue contraddizioni. Sarà per quello, poi, che la messa domenicale in svedese riesce a scaldarti il cuore anche se non riesci a comprendere neppure una parola. Sarà perché il desiderio del cuore esiste, il motivo per cui riesce a travalicare anche la Babele dei linguaggi e riempie di significato ogni tua attesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TIdkAfdGQqI/AAAAAAAAB7s/LMybqG0ciOk/s320/stockholm.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514486228344783522" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni tanto il sole fa capolino anche quaggiù e allora é un piacere scoprire colori pastello sconosciuti ai climi caldi cui siamo abituati qui da noi. Due ore di battello, tra le chiuse che separano il &lt;i&gt;mar Baltico&lt;/i&gt; dal &lt;i&gt;lago Malaren, &lt;/i&gt;rendono finalmente giustizia ad una città che in realtà é un arcipelago di miriadi di isole e isolette. C'é finalmente spazio, poco prima di riprendere la strada che porta verso casa, per far percorrere alla mente pensieri più distesi, mentre si scivola su percorsi d'acqua che tra pochi mesi potranno essere soltanto lunghe distese da percorrere per lo più a piedi o, per i più giovani e vivaci, pattinando; bianco per terra e grigio all'orizzonte, a disperdere in un'amalgama opaco quegli stessi colori che in questi momenti si fanno capaci di scaldare i muscoli e l'anima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una fine pioggerellina, frequente compagna dell'estate di Svezia, farà capolino anche in un inizio di settembre milanese, altrettanto grigio ed insolente, forse solo con la linea del termometro spostata un po' più in alto. Allora bisognerà tendere un agguato a quello stesso mattino, coglierlo di sorpresa prima che la città si metta a correre e ad urlare e farsi accompagnare, ancora una volta, dalla buona musica, perché sappia colorarlo come si conviene. Sarà la polvere della voce roca di &lt;i&gt;Ryan Bingham&lt;/i&gt;, con quel &lt;i&gt;Junky Star&lt;/i&gt; così tanto acustico, così tanto T-Bone Burnett, così &lt;i&gt;Blood On The Tracks&lt;/i&gt; del 2010. O sarà forse &lt;i&gt;Mister Everett&lt;/i&gt;, che con &lt;i&gt;Tomorrow Morning&lt;/i&gt; ha finalmente svelato i suoi misteri, giungendo ad un punto d'arrivo che sa finalmente di sollievo. Il sollievo del mattino - &lt;i&gt;al mattino / quando gli uccelli stanno ancora dormendo / avverti il mattino / nessuna automobile per le strade&lt;/i&gt; - il sollievo che ogni nuovo giorno porta con sé, dovunque e chiunque tu sia, regalandoti - ancora una volta - una chance per ricominciare.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5487363230505552418?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5487363230505552418/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5487363230505552418&amp;isPopup=true' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5487363230505552418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5487363230505552418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/09/early-mornin-rain.html' title='EARLY MORNIN&apos; RAIN'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TIdjBn3mK4I/AAAAAAAAB7U/HXYwlz6Y6OA/s72-c/gamla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5196248991539332539</id><published>2010-08-27T14:02:00.006+02:00</published><updated>2010-08-27T14:59:36.761+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie che ho incontrato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meeting di rimini'/><title type='text'>CRONACHE DEL CUORE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THextDhyG7I/AAAAAAAAB7E/n9xQQThzd_c/s1600/priviero.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THexHwaa_RI/AAAAAAAAB68/hxo77Vem6zI/s1600/meeting.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THexHwaa_RI/AAAAAAAAB68/hxo77Vem6zI/s400/meeting.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510067415924014354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le note di &lt;i&gt;Piper To The End&lt;/i&gt; in sottofondo, mentre l'auto scorre veloce lungo l'autostrada, mia figlia sul sedile a fianco e gli altri due più piccoli a sonnecchiare su quelli di dietro. Mia moglie é al lavoro, non é riuscita a venire e allora cosa mi spinge ad andare sin laggiù, in quel posto che proprio lei mi aveva fatto scoprire anni fa? Dev'essere qualcosa che ha a che fare col cuore, quello che desidera qualcosa e che é tutta estate che m'insegue.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sto andando al meeting di Rimini e il titolo - ma guarda un po' - c'entra con lui un'altra volta: "&lt;i&gt;quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi é il cuore&lt;/i&gt;". Allora é per quello che l'auto sta mangiando la strada, che due giorni liberi sono stati ritagliati con fatica, dentro la frenesia della città e del lavoro. Per trovare là una risposta, un volto, un'incarnazione a quel "&lt;i&gt;ciò che il tuo cuore desidera esiste&lt;/i&gt;", scritto sulla maglietta dei miei figli al ritorno da una vacanzina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non siamo ancora arrivati e squilla già il cellulare. Dall'altra parte c'é la Manu, che sta prendendo gli ordini per fare lo scontrino del pranzo. Non siamo ancora arrivati e c'é già chi pensa a noi. Ecco la prima risposta a tutti i dubbi, le incertezze e le infedeltà che ti porti dentro. La risposta é un'amicizia che ha già pensato a te prima che tu la potessi incontrare o meritare. Un'amicizia che non é pensiero o ideologia, ma carne ed ossa e che appena entrato in fiera ti accoglie con un abbraccio e ti fa sedere a tavola saltando la coda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo pranzo accompagno i ragazzi più piccoli al villaggio ragazzi. Chiara, la più grande, ha già trovato le sue amiche e vola via per il "suo" meeting, che, lo scoprirò man mano, sarà vissuto con allegria e pienezza. Io vado a sentire Fiammetta Cappellini, volontaria di AVSI ad Haiti, che ha più di qualcosa da raccontare. Prima di lei, la testimonianza di Mireille Yoga, educatrice in Cameroun in mezzo alla dura realtà dei ragazzi di strada.  Fiammetta, ad Haiti con AVSI, ha fatto cose inenarrabili. Eppure quella che passa é la sua disarmante semplicità. La mamma di Haiti - come l'ha chiamata qualcuno - riesce a raccontare il proprio agire come quello di qualcuno che é cosciente di essere strumento nelle mani di Uno più grande di noi. "&lt;i&gt;Sapete&lt;/i&gt; - ci dice a un certo punto - &lt;i&gt;i professionisti del soccorso internazionale ci hanno detto che laggiù si può dare una mano, ma che ormai non c'é più niente da fare. Ma noi abbiamo visto che il popolo di Haiti ha desiderio di cose grandi. E dove c'é gente che desidera cose grandi, noi non possiamo non essere lì con loro&lt;/i&gt;". Un brivido scorre sotto la pelle, mentre la platea sottolinea col proprio applauso l'emozione dell'animo. Eccolo lì, dentro quelle parole, il titolo del meeting. Eccolo lì il desiderio e il cuore, il motivo per cui oggi sono qua.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THewTzWrpRI/AAAAAAAAB6s/DdQjTi46T_c/s320/fiammetta.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510066523360437522" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THevVVPyqiI/AAAAAAAAB6M/nLeJiVU_M0w/s400/terra-naomi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510065450126584354" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fuori da lì eccoli di nuovo, ad uno ad uno li incontro tutti. Gli amici. Sguardi, strette di mano, abbracci tra uomini veri. Incontro &lt;a href="http://gamblin--ramblin.blogspot.com/"&gt;Paolo Vites&lt;/a&gt;, mi presenta &lt;i&gt;Terra Naomi&lt;/i&gt;, bella e brava cantautrice newyorkese che la sera ci delizierà con le sue canzoni. "&lt;i&gt;Hi, how are you?&lt;/i&gt;", un sorriso disarmante. C'é don Eugenio con lei, che é già riuscito a portarla in Italia senza che lei sapesse che era un prete. E' un uomo grosso così, di una simpatia travolgente. "&lt;i&gt;Ho capito che dovevo fare il prete ascoltando la musica rock&lt;/i&gt;", ci dice. Come mi piacciono i tipi così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poco dopo sono davanti alla mostra di &lt;i&gt;Solidarnosc&lt;/i&gt;. Trent'anni da quei giorni. E li ricordo ancora, quei momenti dei miei diciott'anni. Ma non avevo capito cosa fosse successo veramente. E allora sono qui per entrare dentro quella storia, una vicenda incredibile di operai che s'inginocchiano davanti ad un quadro della Madonna, dentro un cantiere gestito dall'oppressione comunista. La storia di un popolo che prima di chiedere il pane - quello che gli manca ogni giorno - chiede la possibilità di esprimere ciò che ha nel cuore: la libertà. Libertà di riconoscere quella natura che ci fa desiderare cose grandi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le mostre al meeting sono una più bella dell'altra. Non avrò la possibilità di vederle tutte, in due soli giorni. Ma ce n'é un'altra che mi attanaglia l'anima per poi farla volare senza freni. E' la storia - umana soprattutto, più che il racconto dei suoi scritti - di Flannery O'Connor. Qui c'entra il limite ed il fatto che misteriosamente sia proprio quello a condurti ad un'esperienza di verità. Ecco dove sta la bellezza del seguire Cristo. Il tuo peccato, il fallimento e la fatica, non sono un'obiezione, ma un fatto già redento dall'Uomo dei Dolori, Colui che sulla croce s'é fatto così tutto con noi, da arrivare a provare la sensazione dello straziante abbandono del Padre. E, nella vita della scrittrice, la malattia, e tutto il resto si trasformano in una strada dove comprendere sempre più come Dio parla attraverso la realtà di ogni giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THev1_fHScI/AAAAAAAAB6c/CCI5360JZRw/s320/100_5838.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510066011220953538" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THewDeCJ2GI/AAAAAAAAB6k/ziQ58oWP8g4/s320/100_5839.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510066242759284834" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il pomeriggio del mio secondo ed ultimo giorno al Meeting c'é un amico importante da incontrare. &lt;a href="http://www.priviero.com/"&gt;Massimo Priviero&lt;/a&gt; é venuto fino a qui, per cantare un paio di canzoni all'interno dell'incontro di presentazione del libro "&lt;i&gt;Cosa sarà: l'avventura del mistero nella canzone italiana&lt;/i&gt;". Ci regala &lt;i&gt;La Strada Del Davai &lt;/i&gt;ed un medley di &lt;i&gt;Chimes of Freedom&lt;/i&gt; con &lt;i&gt;Nessuna Resa Mai&lt;/i&gt;, prima di lasciarci con una versione da brividi di &lt;i&gt;Amazing Grace. &lt;/i&gt;In contemporanea c'é l'incontro con la vedova Coletta e solo il cielo sa quanto avrei bisogno di sentir parlare di perdono da parte di una donna così. Ma incontrare gli amici e condividere un'esperienza é tramutare in carne il desiderio del cuore e allora é per questo che sono qui. Perché l'abbraccio con Massimo é una di quelle cose calde che lasciano il segno e che ti porti fino a casa. Alcuni fans di Priviero si erano stupiti della sua presenza qui: "&lt;i&gt;che cos'hai in comune con quella gente là?&lt;/i&gt;" gli avevano chiesto. E lui risponde - lo dice a Walter Gatti, che gli chiede sul palco di rendere conto, in un certo senso, del motivo della sua presenza - : "&lt;i&gt;il mio bisogno di cristianesimo é il loro bisogno di cristianesimo&lt;/i&gt;". E davvero non c'é bisogno d'altro per stare insieme, penso, mentre sale l'applauso della platea.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THeyPwe9LdI/AAAAAAAAB7M/4N4geigQjnw/s320/priviero-1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510068652893613522" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faccio in tempo ad ascoltare qualcosa del cardinal Scola, prima che la giornata volga al termine. Ha fatto uno sforzo per essere un po' più semplice e comprensibile del solito, ha detto sorridendo. Io ascolto solo gli ultimi dieci minuti del suo discorso, ma sono un vero e proprio sussulto. "&lt;i&gt;Vieni e vedi&lt;/i&gt;" é l'esperienza che ci richiama a fare. Ecco perché, allora, anch'io ho fatto l'esperienza quaggiù che tutti gli amici sono tali perché testimoni. Ecco cos'era che mi faceva sussultare ogni volta che ne incrociavo uno. E Scola lo spiega bene che cos'é il testimone: "&lt;i&gt;colui che, condividendo di persona anche l’ultimo frammento del desiderio che permane sempre in ogni uomo, ridesta nel suo cuore la nostalgia del desiderio di Dio, cioè del compimento della propria felicità. Questa nostalgia ha un nome semplice e luminoso. Si chiama santità&lt;/i&gt;". Una santità a portata di mano finalmente. Santità che non é merito nostro, ma che é raggiungibile e possibile. E che passa attraverso il fratello. E attraverso gli amici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si parte per tornare a casa che é già sera. Arriveremo a notte fonda. "&lt;i&gt;papi, ma come si fa a capire se una persona é quella giusta?&lt;/i&gt;". Mia figlia, sul sedile a fianco, mi spiazza, mentre gli altri due, sui soliti sedili posteriori, stanno già dormendo. Quattordici anni e già fanno domande che sanno d'infinito. "&lt;i&gt;Non c'é un metodo, un sistema, ma si capisce, Chiara, si capisce. Nel profondo del tuo cuore lo capisci&lt;/i&gt;". Per più di due ore parliamo di tutto. Di matrimonio e fedeltà, di amici, della mostra di Dante che ha visto e che le ha allargato il cuore. Di gioia di vivere, al fondo di tutto. Poi, sugli ultimi cinquanta chilometri che ci separano da Milano, si addormenta anche lei. Sono stanco, maledettamente stanco, ma felice. Ho trovato un'altra volta il cuore ed ho capito cosa sia, lo ha detto don Stefano Alberto a tutto il popolo del meeting: "&lt;i&gt;cosa sia il cuore lo capiamo dalla testimonianza degli amici&lt;/i&gt;". Ed io, di testimoni, qui ne ho trovati parecchi, quelli che mi aiutano ad andare avanti tutti i giorni, nonostante la mia pochezza, perché grazie a loro si genera Quella presenza in mezzo a noi che é l'unica capace di cambiarlo, quel cuore desideroso d'infinito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando arriviamo a casa troviamo mia moglie in piedi ad aspettarci. E' stanca, ma felice anche lei. Che siamo tornati, certamente, ma soprattutto che siamo stati là. Mi é mancata parecchio in questi due giorni, anche se il "suo" meeting ora é diventato anche il mio. E il suo cuore l'ho sentito palpitare laggiù con me, anche se lei era lontana. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Quello che il tuo cuore desidera, esiste&lt;/i&gt;". L'ho percepito tutta estate, ho cercato a lungo quel desiderio. L'ho trovato, finalmente, lungo la strada che porta verso casa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora posso ripartire per davvero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'avventura dell'attimo presente della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THeviYJHuxI/AAAAAAAAB6U/iYywhcrmlqU/s320/ragazzi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510065674242210578" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THewlYoPHkI/AAAAAAAAB60/6QvToFiB-lY/s320/100_5859.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510066825423953474" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5196248991539332539?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5196248991539332539/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5196248991539332539&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5196248991539332539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5196248991539332539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/08/cronache-del-cuore.html' title='CRONACHE DEL CUORE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/THexHwaa_RI/AAAAAAAAB68/hxo77Vem6zI/s72-c/meeting.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-7824410615123842987</id><published>2010-08-18T08:55:00.003+02:00</published><updated>2010-08-20T11:29:49.355+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri in libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>LA MUSICA DEL CUORE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGgdM5aM5JI/AAAAAAAAB58/V9AGhRma0TI/s1600/bassatrinita.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505682651866784914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGgdM5aM5JI/AAAAAAAAB58/V9AGhRma0TI/s400/bassatrinita.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;Ci sono giorni in cui mi assale un'insanabile ed inspiegabile tristezza. Altre volte é la malinconia, che spesso non riesco a distinguerle tra di loro, diverse ma anche così simili, i margini dell'una a sconfinare in quelli dell'altra, come i profili di orizzonti lontani. Due sorelle che camminano lentamente mano nella mano, dal carattere difficile, sempre pronte a farti compagnia anche quando non ne avresti voglia. Stati d'animo cuciti addosso come vestiti stretti; altre volte, invece, abitini tenuti inutilmente su di sé, con un sottile compiacimento della mente, quando invece basterebbe così poco a scrollarseli via.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma io non ci sto, c'é necessità di provare ad anestetizzare queste scomode presenze, compagne d'armi del mattino o del tramonto; ho bisogno di tentare di tramutare gli intrecci della mente in parole che abbiano un senso compiuto, perché il disagio svanisca al più presto, affinché al suo posto si renda visibile e presente un virile e gioioso approccio alle circostanze della vita. La verità che si fa strada, mentre le incertezze lasciano il passo all'agire dell'Amore nel fluire incessante dell'attimo presente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi é d'aiuto don Giussani, che la malinconia la definì mirabilmente un giorno, capendo come della vita non dovesse essere censurato nulla - tanto meno le emozioni - ma tutto dovesse invece essere semplicemente rivolto e ricondotto verso Colui che ha in mano il destino di ogni cosa. La malinconia é nostalgia - aveva detto - nostalgia del rapporto con l'infinito, che emerge - guarda un po' - come tristezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una tristezza che però non é disperazione, né tanto meno sentimentalismo, quell'impostore che non consente alla tua vita di fare un passo verso una direzione che abbia anche solo un barlume di vera consistenza. E' tenerezza, invece, ed é, allo stesso tempo, passione per quella nostalgia. Ecco perché a quel prete brianzolo piacevano così tanto i canti napoletani, che quell' "&lt;em&gt;intensità di tenerezza e di passione"&lt;/em&gt;, erano capaci di "&lt;em&gt;rovesciartela addosso" &lt;/em&gt;intensamente&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L'altra sera, però, mi ha aggredito di nuovo. La tristezza, la malinconia, chiamatela pure come vi pare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un cielo rosa e azzurro, e la luna sullo sfondo, e il sole già annegato all'orizzonte. Una macchina che sfreccia solitaria lunga la strada deserta e silenziosa e gli affetti maledettamente troppo lontani. C'é il Barotti che canta in sottofondo a squarciagola: "&lt;i&gt;chiedete a chi di mestiere se sono vivo anch'io&lt;/i&gt;"... ed io sento che sono vivo eccome e che "&lt;i&gt;la mia ossatura é un tutt'uno con la carne ed il sangue, come le corde e il legno delle mie chitarre"..&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se solo sapessi scriverla o dipingerla, la tristezza, allora sì che sarei artista, ma artista non lo sono. Sono strumento, invece, come il pennello o lo scalpello, che non sa cosa uscirà dalla tela o dalla pietra informe, ma che si fa felice d'essere stretto nelle mani di Chi lo saprà usare. Così non importa se ogni tanto può fare pure male, purché la strada sia sempre costellata di lampi, anche nel buio, ché la strada passa dentro la luce, anche quando tu non vedi, basta che sia sequela.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E allora, alla fine, lasciatemi tornare alla musica, perché é quella, che ancora una volta, oggi, canta prepotentemente al centro del petto. E musica di tre amici, perché é con gli amici che bisogna andare, quando il cuore si mette a battere così forte. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La poesia rock di &lt;a href="http://www.myspace.com/frankdacri"&gt;Frank D'Acri&lt;/a&gt; , che a settembre uscirà finalmente col suo primo disco, l'allegria di &lt;a href="http://www.stefanobarotti.net/"&gt;Stefano Barotti&lt;/a&gt;, che nella &lt;em&gt;blue room&lt;/em&gt; &lt;em&gt;dell'uomo armadillo&lt;/em&gt; riesce a portarci col suo sorriso scanzonato e la forza e la passione di &lt;a href="http://www.priviero.com/"&gt;Massimo Priviero&lt;/a&gt;, perché &lt;em&gt;nessuna resa mai&lt;/em&gt;, alla fine, é l'urlo che esce prepotentemente da quel cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Musica per cuori forti e fragili allo stesso tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Musica da ascoltare, in queste fresche notti d'estate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Musica per gente come noi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/bJEXvevoQ88?fs=" width="640" height="505" type="application/x-shockwave-flash" hl="it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LDoyaimRX1A?fs=" width="640" height="385" type="application/x-shockwave-flash" hl="it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Xq_bjcaJ1Wg?fs=" width="640" height="505" type="application/x-shockwave-flash" hl="it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-7824410615123842987?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/7824410615123842987/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=7824410615123842987&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7824410615123842987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/7824410615123842987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/08/la-musica-del-cuore.html' title='LA MUSICA DEL CUORE'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGgdM5aM5JI/AAAAAAAAB58/V9AGhRma0TI/s72-c/bassatrinita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-5457678040431547747</id><published>2010-08-09T15:20:00.006+02:00</published><updated>2010-08-10T08:35:05.929+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronache dall&apos;arcipelago'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scritto nell&apos;anima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sguardi sul mondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sulla strada'/><title type='text'>CRONACHE DALL'ARCIPELAGO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#006600;"&gt;Sei proprio come questo mare: immenso ed arcano, che sempre lo senti dire un suo misterioso profondo, che capisci, ma non sai ridirtelo a te stesso con parole comprensibili e determinate; questo mare che ora è calmo ed a stento lo odi ora ansare sulla riva e sembra che sogni, e dopo poche ore è tutto tribulato ed ansimante e appassionato, e non sai il perchè... ma calmo o agitato, silenzioso o irato, il mare ha ogni giorno ed ogni istante un minimo comun denominatore, un significato base unico ed inesorabile, che è la sua grandezza: il senso travolgente di una immane aspirazione all'infinito, al mistero infinito&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(&lt;i&gt;Luigi Giussani&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAACxZageI/AAAAAAAAB5E/NbE5B-4fzk0/s1600/monti-d-a-rena.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAACxZageI/AAAAAAAAB5E/NbE5B-4fzk0/s400/monti-d-a-rena.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503398792266416610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi il vento ha spazzato in lungo e in largo tutto l'arcipelago. Ha increspato il mare, reso inquieti i naviganti, trasportato le nuvole da un capo all'altro del cielo. Il sole ha fatto capolino qua e là, timido ed incostante, come la ragione che cerca d'insinuarsi tra le preoccupazioni ed i pensieri, senza riuscire a mutarne il fluire incessante. Così é stato il vento stesso a provare a farsi carico di soffiare prepotentemente tra solchi e valli della mente, entrando negli anfratti più riparati e nascosti, per portare via i pensieri più cupi, l'ansia dei dolori lasciati irrisolti a casa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando il vento cessa di soffiare, i colori tornano ad essere accesi. Il mar dei Caraibi é qui, una manciata di ore di navigazione dal porto di Genova. Spargi, Budelli, La Maddalena e Caprera. Il mare si tinge di verde e di turchese e il cielo non potrebbe essere più azzurro di così. I pesci non sono variopinti come i loro fratelli dei mari tropicali, ma si sentono più liberi di nuotare tra i piedi dei bagnanti, salvo sfuggire, quando é l'ora del tramonto, ai gabbiani, che svolazzano dolcemente a ridosso della spiaggia, incuranti della gente ancora oziosamente distesa sulla battigia a caccia dei raggi dell'ultimo sole del giorno. La trasparenza dell'acqua é cristallina come quella dei pensieri, finalmente liberi da tutto ciò che li ha annebbiati, dentro il ricordo dello stress di una città divenuta ormai troppo disumana. Immerse in squarci di vero e proprio paradiso, le preoccupazioni riescono a farsi anche preghiera, nella contemplazione della meraviglia del creato. Sofferenze morali e corporali di persone amate, cucite addosso come vestiti stretti e portate sino a qui, riescono alla fine a ricoprirsi di una fiducia che é consapevolezza che anche il più piccolo dei capelli del capo é contato.&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAAeSilHNI/AAAAAAAAB5U/KogSQoguOyk/s1600/testa-del-polpo.jpg"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAAeSilHNI/AAAAAAAAB5U/KogSQoguOyk/s400/testa-del-polpo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503399265019698386" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si dovrà lasciare inaspettatamente presto questo luogo di sogno e di realtà: la partenza é dolorosamente anticipata perché i dolori reclamano anzitempo a sé una presenza. Ma la certezza di un Amore che riveste ogni circostanza accarezza la pelle come la sabbia e il vento ed entra nel profondo, a diluire di serenità il sangue oscuro che scorre nelle vene. Ed é questa presenza che mi accompagna lungo la strada che porta verso casa.&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAAN7p_fOI/AAAAAAAAB5M/dVxFG6J-r1k/s1600/testa-del-polpo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAAvTCUbXI/AAAAAAAAB5c/V87E7zhBp48/s1600/bonifacio2.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAAvTCUbXI/AAAAAAAAB5c/V87E7zhBp48/s400/bonifacio2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503399557210598770" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono stato a Bonifacio. Un piccolo gioiello di storia e architettura, casette arroccate su una rupe in un golfo da sogno immerso dentro un mare cristallino. Ho girovagato per le viuzze medievali, mi sono immerso ancora una volta per un po' nella mia adorata Francia, un'isola in mezzo al Tirreno che diventa luogo dove far approdare, per un giorno, aneliti e tristezze, dove far girovagare senza meta e senza tempo la mia mente. Lì, in quel luogo di bellezza, serenità e vacanza, il solito ignoto ha rubato il portafoglio ad uno dei miei figli. Al più sensibile ed al più dolce di loro. Al più indifeso dei tre pezzi del mio cuore.  Ho accarezzato le sue lacrime, asciugato il suo viso, fatto mio il suo dolore; la sua sensibilità ferita a scorticare senza pietà la mia, il desiderio maldestramente dichiarato di ridargli indietro non tanto il denaro o chissà cos'altro, ma la felicità di un cuore prima che fosse leso da quella piccola ma dolorosissima ferita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, nel silenzio di un abbraccio, più consistente di mille inutili parole, mentre, mano nella mano, abbiamo percorso insieme la strada verso il traghetto che portava verso casa, ho ripensato a quei momenti in cui ho visto i miei figli danzare allegramente in mezzo al mare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGADnrWFKpI/AAAAAAAAB5s/ZLyfJUp-Sr8/s1600/bonifacio.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGADnrWFKpI/AAAAAAAAB5s/ZLyfJUp-Sr8/s400/bonifacio.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503402724831865490" style="float: right; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Li avevo guardati a lungo, mentre i riflessi del sole sull'acqua creavano una meravigliosa costellazione di diamanti sfolgoranti di luce. In mezzo a quei riflessi avevo percepito il bene provato per loro crescere a poco a  poco, sino a raggiungere un'insostenibile intensità. Ed era stato solo a quel punto che era affiorata alla mente la fatidica domanda: quel "che ne sarà di loro?" così colmo d'amore, che solo certi momenti sono in grado di generare come dal nulla. Ed avevo desiderato, in quegli istanti, che nella vita potesse venire risparmiato a loro ogni dolore, sapendo perfettamente come ciò non fosse possibile in alcun modo. Solo allora la percezione chiara, netta, della mia inesorabile impotenza aveva reso vero e possibile affidarli a un Altro, un Padre capace di amarli di un amore che io non ho, Uno che ha a cuore il loro destino più di quanto io stesso abbia a cuore il mio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ho pregato, sullo sfondo di un mare color turchese e di un cielo immensamente blu, ho pregato come solo raramente mi fosse riuscito sino ad allora. Pregato che nella vita non fosse loro tolta la tristezza od il dolore, ma che sapessero solo e soltanto rivestirsi di quello stesso Amore che li aveva generati un giorno e che non smetteva mai di occuparsi di loro nelle circostanze della loro esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, dopo un po',  é ritornata anche lei. Quella frase scritta su una maglietta e che continua a girovagarmi nella mente da un bel pezzo, quasi non voglia lasciarmi proprio più. E' ricomparsa sulla schiena di quello stesso figlio le cui lacrime avevano straziato per un giorno un pezzo del mio cuore. Una frase sullo sfondo di quello stesso mare e di quello stesso cielo, entrambi azzurri come la speranza: "&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#006600;"&gt;quello che il tuo cuore desidera, esiste&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualunque cosa accada al mondo, qualsiasi cosa accada a me. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E qualunque cosa accada a voi, cari, dolci e amati figli miei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAD1-qyCWI/AAAAAAAAB50/ufEtYKj5GeA/s1600/marco_budelli.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAD1-qyCWI/AAAAAAAAB50/ufEtYKj5GeA/s400/marco_budelli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503402970537134434" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36435620-5457678040431547747?l=talkin-walkin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/feeds/5457678040431547747/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=36435620&amp;postID=5457678040431547747&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5457678040431547747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36435620/posts/default/5457678040431547747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talkin-walkin.blogspot.com/2010/08/cronache-dallarcipelago.html' title='CRONACHE DALL&apos;ARCIPELAGO'/><author><name>Fausto Leali</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://web.tiscali.it/jokerman/foto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TGAACxZageI/AAAAAAAAB5E/NbE5B-4fzk0/s72-c/monti-d-a-rena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36435620.post-1108235181489148273</id><published>2010-07-19T19:33:00.007+02:00</published><updated>2010-07-20T22:56:07.792+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie che ho incontrato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie di semplice comunione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='avvisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock&apos;n&apos;roll can never die'/><title type='text'>STORIE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESLsyyWfJI/AAAAAAAAB4s/6DPy8nWMRwo/s1600/pusiano.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 142px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESLsyyWfJI/AAAAAAAAB4s/6DPy8nWMRwo/s320/pusiano.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495671046962314386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questi giorni ho visto soffrire per il caldo pure il blog, al punto che - si vede che é proprio stanco pure lui - si é messo a fare le valigie e mi ha detto che si prende una pausa per un po'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io non smetto di scrivergli, però; vorrà dire che prenderò appunti su un blocknotes, visto che non riesco proprio a non mettere per iscritto qualche cosa, tutte le volte che la vita s'infila dentro strettoie di gioia o di dolore, tutto sempre e comunque degno d'essere vissuto, esperienza di quell'Amore più grande che nulla censura e tutto accoglie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L'ultima nota di questa calda estate lombarda é una pagina rock'n'roll, sullo sfondo del &lt;i&gt;Grand Canyon&lt;/i&gt; &lt;em&gt;de noantri, &lt;/em&gt;quattro pareti di roccia di una cava sopra il lago di Pusiano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Artisti noti insieme a meno noti, performances più riuscite, insieme ad altre un po' meno felici. Sul palco si susseguono in successione &lt;i&gt;Lilly&lt;/i&gt;, la figlia di &lt;i&gt;John Hiatt, con&lt;/i&gt; la sua band&lt;i&gt; -&lt;/i&gt; un onesto e giovane country-rock di matrice nashvilliana - un brillante e forever young  &lt;i&gt;Tom Russell&lt;/i&gt;, un &lt;i&gt;Dave Alvin che, &lt;/i&gt;per l'occasione, si presenta invece svaccatello anzicheno, accompagnato dalle sue &lt;i&gt;Guilty Women, &lt;/i&gt;delle quali a me riesce di apprezzare solamente &lt;i&gt;Cindy Cashdollar -&lt;/i&gt; vera e propria regina bionda incontrastata della steel guitar - ed infine quella costola di Uncle Tupelo che corrisponde al nome di &lt;i&gt;Son Volt&lt;/i&gt;, e che, francamente, invece, é sempre un bel sentire e un bel vedere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una brezza estiva - a tratti in realtà aria gelata - da me accolta con piacere, ma capace di mettere a dura prova l'umore di mia moglie - accompagna la nostra musica tutta sera e, inizialmente, pure un'ottima salamella ed una birra fresca, da condividere al tavolo con vecchi e nuovi amici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando poi, alla fine, sulla strada che porta verso casa, mi ritrovo solo, in compagnia di una feroce stanchezza e dei miei pensieri alla rinfusa, con mia moglie sdraiata sul sedile in fianco a me, ormai dolcemente accolta dalle braccia di Morfeo, mi sembra che il bilancio della serata, più che dentro lo spessore della musica, sia stato ancora una volta da cercare nelle storie che ho incontrato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Storie ce ne sono - e tante - dentro le canzoni, narrino esse della madonna di &lt;i&gt;Guadalupe&lt;/i&gt; o di vite alla deriva, passate dentro squallidi bar della periferia di &lt;i&gt;Abilene&lt;/i&gt;. Ma storie, soprattutto, le ho scorte dietro agli occhi di ogni volto che ho incrociato, dentro voci roche eppure allegre, attraverso ogni stretta di mano, o bacio, o abbraccio che ho lasciato. Ed anche lui, l'abbraccio più forte di tutti, quello di un amico che questa sera non c'era suo malgrado, é volato per un po' sulle note di &lt;i&gt;Nina Simone&lt;/i&gt;, prima di raccogliersi in preghiera per andare a raggiungere quello di tutti gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando l'auto raggiunge finalmente il garage di casa, le forze sono proprio finite per un'ultraquarantenne come me e sarà dura, domattina, ricominciare a lavorare.  Ma il cuore non smette mai di battere per coloro che egli ama e pure per quelli che l'Amore lo devono ancora sperimentare in qualche modo. Ed é un cuore che non riesce a smettere di desiderare, quello con cui continuo ad imbattermi mio malgrado, sempre alla ricerca di storie sincere da incontrare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Storie di musica, storie di amici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Storie di gioia, di dolore e di passione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Storie di semplice comunione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESGNT5E1wI/AAAAAAAAB3c/aO3j5jUVVpc/s1600/Lilly-Hiatt.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESGNT5E1wI/AAAAAAAAB3c/aO3j5jUVVpc/s400/Lilly-Hiatt.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495665008534935298" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESGm7IrvWI/AAAAAAAAB3k/tJRH1Sf39LM/s1600/Tom-Russell.jpg"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESGm7IrvWI/AAAAAAAAB3k/tJRH1Sf39LM/s400/Tom-Russell.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495665448566111586" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESG1LhjSUI/AAAAAAAAB3s/Eb5Kbs1OFEE/s1600/Tom-%26-Dave.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESG1LhjSUI/AAAAAAAAB3s/Eb5Kbs1OFEE/s400/Tom-%26-Dave.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495665693483551042" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESHHa-zQ1I/AAAAAAAAB30/_Ju2IzEQMaE/s1600/Dave-Alvin.jpg" style="text-decoration: none;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_Po_U8Qx1Cko/TESHHa-zQ1I/AAAAAAAAB30/_Ju2IzEQMaE/s400/Dave-Alvin.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495666006870410066" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); -webkit-text-decorations-in-effe
