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Monday, March 30, 2015

I DESTINI INCROCIATI DI JASON E GLEN

Il 16 marzo 2013 il corpo di Jason Molina viene trovato senza vita in un appartamento di Bloomington, città dell’Indiana, l’anonimo Midwest americano. Le complicanze fatali di una malattia legata all’abuso di alcolici se lo sono portato via, all’età di soli 39 anni. L’alcol, in realtà, è solamente un epifenomeno del male del secolo, quel black dog – la sindrome depressiva – che attanaglia senza pietà molte, forse troppe, persone. Mentre mi accingo a scrivere queste righe, che vogliono parlare di musica, il pensiero non può fare a meno di andare alle vittime di un disastro aereo, tragico figlio della stessa malattia e al grido di un perché, che resta domanda senza risposta, sospesa a mezz’aria nel vento (...)

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Tuesday, March 26, 2013

LA MAGNOLIA IN FIORE


Musica e tristezza, che vanno in giro così spesso abbracciate insieme. Corde del cuore vicine tra loro come sorelle, compagne di viaggio di ogni diastole dell’esistenza. Figlie di quella malinconia che è sempre nostalgia d’infinito, desiderio troppo spesso disatteso per colpa della nostra comune fragilità. Ed ora che se ne è andata anche la Magnolia Elettrica, tutto sembra davvero un po’ più brutto di prima.
Jason Molina non c’è più. E con lui se ne sono andate anche la sua tenerezza e il suo sorriso, annegate progressivamente in quell’alcool che ha distrutto la sua vita. Sarà difficile, ora, che Josephine se ne vada pure lei: rimarrà agganciata alla mente, ai mille percorsi autostradali, alla musica come alla preghiera del cuore nei suoi momenti più sinceri. Josephine non era e non poteva essere un disco come gli altri, dedicato alla scomparsa di un amico. Josephine non é non sarà più un disco come gli altri, ora che è aggrappato al ricordo del suo autore.
Possa la Magnolia  riposare adesso finalmente in fiore.
Possa "Oh grace", la prima canzone di quel disco, essere stato l'ultimo istante del suo respiro.
Ciao Jason, ci mancherai parecchio quaggiù.


Monday, September 28, 2009

JOSEPHINE




Smonti da una notte di guardia in ospedale ed il torpore che ti avvolge é sufficientemente denso per allontanare da te l'insulsa frenesia di tutto il mondo attorno.
Josephine é il disco giusto da metter su, perché la tristezza e la malinconia, che insopportabilmente ti assalgono senza preavviso alcuno, si fondano allo stesso tempo in un'inesplicabile dolcezza. Dolcezza di cui senti d'aver bisogno, ora che vorresti trovarti su spiagge di un mare d'autunno, dove onde e maree cominciano a farsi minacciosamente innanzi a falesie di roccia e case di mattoni.
Non può essere come gli altri un disco che nasce sul ricordo della scomparsa di un amico. Non può essere lo stesso tappeto di chitarre, quello esaltante di Jason Molina e soci, ad accompagnarti mentre percorri la tua strada lungo queste note.
Ma stamani va bene così: é esattamente quello di cui hai bisogno adesso. Ed é per questo che la malinconia si fa dolcezza e la dolcezza si fa affido. Affido che é mettere nelle mani di un Altro il dolore che hai incontrato e quello che senti dentro te, profondamente radicato nella tue contraddizioni e nella tua sempre insostenibile incertezza.
Ma nelle mani di Uno più grande di te, il gusto della vita si ritrova e Josephine é disco troppo breve per durare sino alla fine della strada. Lascia il passo, di nuovo, a quell'allegro tappeto di chitarre, che canta nuovamente la bellezza di sapere che ogni ansia e frenesia é già risolta. La banda della Magnolia Elettrica non smette di farti compagnia e Trials & Errors - prove ed errori, ma guarda un po' - ti ridona il brio e l'energia di cui avevi bisogno, appena un attimo prima d'essere arrivato sin laggiù, alla fine della strada che porta verso casa.