
Thursday, July 16, 2009
AUGURI EMMAUS

Tuesday, July 14, 2009
14 LUGLIO

Monday, July 06, 2009
IO SONO TU CHE MI FAI


Thursday, July 02, 2009
TONIGHT I'LL BE STAYING HERE WITH YOU

Monday, June 29, 2009
FRUITS OF AN AMERICAN FLAG

I Wilco ed i Son Volt sono splendide realtà dell'odierna scena musicale americana e rendono un po' meno dolorosa la nostalgia, quella cartella della mia memoria dove avevo riposto i files delle gesta della band originale di Jeff Tweedy e Jay Farrar, a fare compagnia a quelle di quei Green On Red di cui non ho mai digerito troppo bene la fine.
Luoghi della mente accuratamente riposti e da non disturbare, per non accentuare il dolore della perdita; una forma di rispetto che non avevano certo avuto Dan Stuart & soci, per esempio, che con il loro patetico ritorno alle scene di tre anni fa non avevano fatto altro che rendere ancor più doloroso il senso del rimpianto.
Ma a rendere felici le sere d'estate, ecco innanzitutto il dvd Ashes Of American Flag, splendido documento dal vivo per godersi le gesta dei Wilco, la cui musica sembra sempre più il motore di una fantastica fuoriserie, capace di straordinarie accelerate e frenate, testacoda ed inversione ad U, passando attraverso tratti di viaggio forte, sicuro ed inebriante.
Passare da canzoni come Bull Black Nova e You And I é come trovarsi alla fine della giornata, quando la luce del sole del tramonto scalda dall'orizzonte un campo verde e rigoglioso, cresciuto anche grazie al freddo della brina ed ai momenti di vento e pioggia sferzante.
La più grande rock band sulla faccia della terra non mi delude mai e questa volta riesce ad accarezzare radici sonore capaci di farmi percorrere i tratti autostradali più quieti della mente, fatti di sensibilità ed emozioni dalle quali amo spesso farmi cullare.
Ma non c'é solo l'ultimo capitolo della saga della band di Jeff Tweedy a rallegrare il mio cuore. Quasi fosse una sorta di duello virtuoso tra forze del bene, i Son Volt di Jay Farrar se ne escono contemporaneamente ai loro fratelli d'arme, con un disco, American Central Dust, che riesce ad esaltare la vena alternative country che non ha mai smesso di portare sangue al mio cuore, costantemente nel bisogno d'essere ossigenato.
Il nuovo lavoro del gruppo di Jay Farrar sarà pur meno fantasioso e talentuoso di quello di Tweedy & soci, ma é quel tipo di compagnia che rallegra miglia e miglia dei percorsi delle mie giornate. Passare dai Son Volt ai Wilco è un magnifico viaggiare e a questo punto non importa dove si va, l'importante é andare.
Note:
(1) Bob Dylan, A Candid Conversation, Playboy vol. 25, n. 3, marzo 1978
Wednesday, June 24, 2009
LUCE
Monday, June 22, 2009
REALTA', SORRISO DI DIO

Thursday, June 18, 2009
RAGGI DI SOLE
Sunday, June 14, 2009
GEOMETRIE DI UN POETA

Thursday, June 04, 2009
I CAN GET RELIEF
"There are many here among us who feel life is but a joke,
But you and I, we've been through that, anf this is not our fate.
So let us not talk falsely now, the hour is getting late.
"Cosa ti agiti a fare?" disse il ladro con voce educata.
"Sono in molti tra noi a esser convinti che la vita sia tutta una pretesa,
ma tu ed io ci siamo già passati, e il nostro destino non é questo.
Piuttosto non parliamo falsamente, che l'ora si fa tarda.
Sunday, May 31, 2009
UN GIORNO A SAN SIRO

Saturday, May 23, 2009
IL GUSTO DELLA VITA


Sunday, May 17, 2009
MEDICI E PAZIENTI

Saturday, May 09, 2009
WE'VE GOT FRIENDS

Monday, May 04, 2009
ARMADILLI IN FESTA


Friday, May 01, 2009
ON THE ROAD

Bob é un autostoppista americano, ma non é giovane, é pure già nonno da un bel pezzo.
Sunday, April 26, 2009
DOV'E', O MORTE, LA TUA VITTORIA ?

Monday, April 20, 2009
IN LINE WITH MY HORIZON
Solo arrivato a quel punto ti era parso di sentirti finalmente liberato, perché avevi scorto un amore più grande, capace di guarire le ferite più profonde e persino le cicatrici: "God is love / And love is evolution's very best day" (Stand Up Comedy), "Only love can leave such a mark, only love can heal such a scar" (Magnificent). Ed era di questa prospettiva che scoprivi d'aver bisogno perché il sole potesse spuntare nuovamente all'orizzonte; occhiali che sapessero vedere la realtà per ciò che é, un disegno d'Amore al di là della sofferenza contingente, una moneta già pagata da Qualcuno più grande di te e della tua storia, ma che ha a cuore entrambe e la tua capacità di cogliere il significato di ciò che accade. E' una "vision over visibility" quella che si fa strada un po' alla volta, quella che sembra stare a cuore a Bono e compagni: "Non sono tipo da tatuaggi, ma se ne avessi uno, sarebbe quello. Elvis aveva "Take care of business", io avrei "Vision over visibility".
Note e ringraziamenti:
Friday, April 17, 2009
SACRIFICI

Un linguaggio d'altri tempi, sembra quasi di sentire il doppiaggio di certi vecchi film di Hollywood che piacciono tanto a mia madre e qualche volta perfino a mia moglie (come facciano a guardare "Via col vento", non l'ho mai capito...).
Però in quelle poche righe non ci sono mica fregnacce.
"questo primo passo nella vita ti costerà piccoli sacrifici" e se "li accetterai e sarai diligente", "ti preparerai bene alla vita".
Come dire: mica é uno scherzo questo, la vita é una cosa seria.
E come fai a pensare di viverla, cioé di cavartela, se fai fuori il concetto di fatica, sacrificio e - mi verrebbe da aggiungere - quello di gratuità ?
Peccato che certe lettere, di questi tempi, non le scriva più nessuno.
Perché quando incontri qualcuno che invece ti aiuta a dare un volto al sacrificio, a donare senso a ciò che fa male e non capisci - senso che, spesso, non é comprensione "intellettuale" - e ti affianca in un agire che é un caricarsi di quell'oscurità senza opporle un rifiuto, di solito scopri che questo qualcuno ti é vero amico ed attraverso quel passaggio ti ha fatto scoprire qualcosa che altrimenti non avresti mai vissuto.
Quel qualcosa, spesso e volentieri, é luce in fondo al tunnel, é centuplo d'amore dove pensavi di trovare solo odio, é misericordia che prende il posto del rancore.
Insomma, in una parola, risurrezione.
Come quella a cui é giunto Colui che la moneta del dolore l'ha già pagata per il mondo intero.
Friday, April 10, 2009
OGGI COME ALLORA
Stessa distruzione, stessa morte ovunque, ma la certezza che c'é un Ideale che non potrà crollare, e che "omnia vincit amor", tutto vince l'amore.
Ecco, dalle parole di Igino Giordani, il racconto di alcuni di quei momenti:
"(...) Il 13 maggio si scatenò a Trento il secondo grande bombardamento. Fra le tante, una casa accanto all'abitazione di Chiara restò distrutta e l'abitazione stessa di Chiara fu lesionata, con mura e vetri in frantumi. Inabitabili risultarono pure le case di Dori e Natalia (1) e altre. L'ospedale, dove lavorava il fratello di Chiara come assistente medico, in gran parte schiantato, con morti e feriti.
Quel giorno stesso lei incontrò Dori e si abbracciarono: erano entrambe senza casa.
Andò all'ospedale e contemplò la strage; e allora Gino, il fratello medico, constatò: "Vanità delle vanità; tutto passa".
La notte ella dormì all'aperto, nel giardino di Gocciadoro (2), verso la collina, coi genitori, i quali passarono quelle ore a meditare sul modo come sfollare. Chiara ricordò che, nel fare il voto di castità, aveva promesso al padre spirituale di non abbandonare la città di Trento: donde la sofferenza al pensiero dell'imminente seprazione. E pianse dirottamente. I genitori, non sapendo, cercavano di consolarla. Si consolò ricordando il motto virgiliano: "Omnia vincit amor!". E pregando tutta la notte con gli occhi alle stelle vide passare il carro dell'Orsa. E poco prima dell'alba, quando i genitori obbligati a sfollare presero a raccogliere le poche cose salvabili nella casa, ella dichiarò al padre di non poter partire per la promessa fatta: s'inginocchiò davanti a lui, e lo guardò. E il padre la benedisse, assentendo. Ella ripeté il gesto con la mamma, la quale però oppose resistenza.
E i genitori, con sacchi sulle spalle, s'avviarono per la campagna; lei, senza niente in mano, con l'anima straziata, piangendo s'avviò per la città distrutta. Ad un dato punto incontrò una signora. Sembrava impazzita dal dolore e le disse: "Quattro me ne sono morti!". Chiara la consolò e pensò di dimenticare il suo dolore per pensare a quello dell'umanità..."
(tratto da "Erano i tempi di guerra", Città Nuova editrice)
(2) il giardino di Gocciadoro si trovava alla periferia di Trento
E' l'inizio della storia di Chiara e del nascente Movimento dei Focolari. Un inizio sotto i bombardamenti che fanno crollare ogni cosa - come il terremoto - ma dentro una certezza: l'incontro con Dio Amore, l'Unico che non crolla. Una scoperta definita da Chiara "folgorante", "più forte delle bombe che colpivano Trento", subito comunicata e condivisa con le sue prime compagne.
Una vita che cambia e, con la loro, quella di tantissime altre persone negli anni a venire, che hanno seguito quella scintilla ispiratrice e quella strada.
Il passaggio dal venerdì santo alla Pasqua, dall'abbraccio di Gesù crocifisso e Abbandonato a quello di Gesù Risorto.
Tuesday, April 07, 2009
HOLY MOTHER
(Chiara Lubich, 1957)

Come riuscire a dormire questa sera, come prendere sonno di nuovo, davanti a notti che portano distruzione?
Monday, April 06, 2009
NEW MORNING

"Gesù, tu, il mattino di Pasqua, appari alla Maddalena e la chiami per nome. Tu hai tutto dimenticato di lei: i suoi peccati, il suo passato.
La chiami.
Dunque, così é anche di ciascuno di noi?
Se abbiamo deciso di amarti, tu non ricordi più nulla e ci chiami?
Come allora conturbarci spesso sui nostri falli, sul nostro passato, sui nostri peccati?
Non sei ora il Gesù di allora? "
(Chiara Lubich)
fonte: http://www.centrochiaralubich.org/
Sunday, March 29, 2009
SULLA STRADA, DENTRO UN ABBRACCIO
"La Strada Del Davai" - live al premio Tenco, 2007
A quel primo incontro in musica, col tempo, ne fanno seguito altri, attraverso il paziente ascolto del suo repertorio e la fortuna di una conoscenza personale; spezzoni di vita talvolta raccontati dietro una birra al pub, che colorano di affezione ciò che già avevi percepito come profondo e sincero.

Ritrovo Massimo nel camerino, alla fine del concerto.
Nota (mica troppo) a pié di pagina:
Saturday, March 21, 2009
LET'S STICK TOGETHER
(Ezio Aceti, psicologo)




"la nostra vocazione, cioé il nostro essere figli di Chiara (Chiara Lubich, nda), comporta che noi costruiamo rapporti d'amore, che significa amare colui che mi sta di fronte nell'attimo presente. Questo amore, questo uscire da me stesso, questo farmi uno, questo amare per primo, questo amare senza giudicare, questo amore, comporta una risposta che può essere un rifiuto o un'accettazione. Se é un rifiuto, é la nascita di Gesù Abbandonato, e l'abbraccio di Gesù abbandonato é sempre un Gesù riconosciuto e perché riconosciuto, quel Gesù emana il suo spirito, cioé emana lo Spirito Santo, che raggiunge anche quella persona che rifiuta il nostro amore e lo raggiunge in un modo misterioso che noi non sappiamo, ma lo raggiunge, come raggiunge noi. Se c'é invece un gesto d'accettazione, indipendentemente dal fatto che lui sia o no cristiano, che lui sia o non un credente, indipendentemente da questo fatto, per il semplice fatto che c'è un sorriso o c'è una manifestazione di reciprocità, nasce Gesù perché anche lui ha abbracciato Gesù abbandonato. Cioé in un certo senso anche lui é uscito da se stesso ed é una cellula, é un seme. Se noi questo rapporto lo portiamo avanti, vediamo che genera delle cose meravigliose"

Tuesday, March 17, 2009
LA COSA PIU' BELLA
guardo una stella,
ma non è quella,
la cosa più bella.
E’ interessante,
come una fiamma ardente,
illumina il terreno circostante.
Ma ha qualcosa che non va,
non si capisce cosa non ha.
Non c’è vita,
come qui sulla terra,
che è la cosa più bella.
Tuesday, March 10, 2009
GRAZIE CHIARA

Monday, March 02, 2009
ME AND MY BROTHER FRANKIE

E poi, inutile dirlo, tutte le ragazze erano ai suoi piedi cosicché l'invidia si tramutava pure in un po' di rabbia bella e buona.
Ma tant'é, io il Boss dal vivo non l'avevo ancora visto e allora era bello ascoltarlo anche così e non solo dai dischi o da fruscianti e mal registrati bootlegs da strapazzo.
La storia narrata in questa canzone di Springsteen é semplice e naive, vicenda di due fratelli, figli di un'America rurale, lontana da Wall Street e dalla globalizzazione. Stesso sangue ma vite diverse, che, per quegli strani scherzi del destino, fanno sì che uno si trovi dalla parte giusta della strada e l'altro perennemente da quella sbagliata.
Il mio nome é Joe Roberts, lavoro per lo stato
Io e Frankie si rideva e si beveva
Beh, Frankie si arruolò nel 1965
Una notte come tante altre, arriva una chiamata ad un quarto alle nove
Ermanno Labianca, nel suo "Talk About A Dream", scrive che nella prima strofa di questa canzone c'é già tutto ed in effetti é proprio così, il resto é solo bellezza e pennellate che perfezionano in musica un'opera ed un senso già intuiti.
Perché c'é sempre qualcosa per cui val la pena di ricominciare, sino all'ultima, ennesima volta.
Qualcosa o Qualcuno, laggiù in fondo alla strada, più in là di quel cartello che ti indica il confine.
Friday, February 27, 2009
TORNANDO A CASA

Wednesday, February 25, 2009
LOCH LOMOND

Un auto che viaggia al tramonto, sulla strada verso casa, ancora una volta é una porta che spalanca sogni e desideri.
Musica di fredde lande islandesi - meravigliosi Sigur Ròs - mi ha fatto viaggiare all'infinito con la mente, per giorni e giorni. E cosi sono tornato anche da loro, i Runrig, fieri paladini delle terre di Scozia, alfieri di una musica che sa coniugare rock e tradizione, note su spettacoli di bandiere che sventolano ai concerti, ma che non hanno nulla di sciovinista ed irreale: solo genuinità, entusiasmo ed orgoglio per le proprie radici.
Una canzone come Loch Lomond é capace di catapultarti chissà dove, anche se le note fuoriescono dal triste lettore cd di un'auto qualsiasi, sperduta nell'insulso piattume della pianura padana.
Ma tant'é, con la fantasia sei già lassù, sulle rive di laghi e paesaggi di cristallo e di castelli, ed i tuoi sogni possono volare liberi, senza che la fretta di chi percorre la strada davanti e dietro a te - anime sensibili solo ad insensata frenesia - possa minimamente scalfirti.
E' così che ti accorgi che basta così poco a renderti felice, a scacciar via la noia e la stanchezza, persino le ferite più profonde del tuo cuore. Ma quel poco, se ci pensi bene, in realtà é il molto, perché in quegli istanti, forse, hai colto la relazione tra le cose.
Una relazione che é Armonia. Armonia tra le note di una bella canzone ed il tramonto che ti senti addosso; tra la tua fantasia e la realtà di ciò che vivi e vedi. Armonia che senti in te - nonostante tutto - e che percepisci nelle cose tra di loro.
Gioisci e ti stupisci, allora, mentre ti accorgi che non l'hai creata tu e neppure le cose cui l'hai sentita correlata.
Quell'armonia, lo capisci infine, é frutto dell'Amore che ha dato forma e sostanza al tutto e che oggi, per una magia che la musica é stata in grado di elargirti ancora, ti ha fatto percepire.
L'averlo sentito vivo su di te - l'Amore che tutto sostiene - ti ha fatto sentire come nuovo.












