Sunday, May 17, 2009

MEDICI E PAZIENTI

Post poco serio di un medico "scoppiato".
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti é assolutamente voluto e non casuale.

Per non perdere l'allegria e il buonumore....


L'importante é capirsi

"Buongiorno, come va il respiro oggi?"
"Il respiro va bene, é il fiato che manca...."

Ad un paziente appena ricoverato per infarto:
"Ha ancora dolore?"
"Dolore? No, dolore no... é che sento come una mano che mi schiaccia il petto e mi sembra che si debba spezzare in due..."

"Ah, ha portato gli esami del sangue: mi faccia vedere".
" Ecco sciur dutùr, varda lee come va la diabete e il polistirolo..."

Le so tutte!

Un paziente cardiopatico durante un'ecocardiografia (ecografia con cui si guarda in maniera specifica il cuore):
"Dottore, ma con questo esame riesce anche a guardare la spalla destra? Perché sa, l'altro giorno sono caduto e mi fa male..."
"Come no? Olio e filtri, tutto a posto?"

Un altro paziente, prima ancora d'iniziare l'esame:  "Dottore, é grave?"
"caspita, so addirittura prevedere il risultato di un esame... quando esco da qui vado anche a giocare il superenalotto..."

Non mi scompongo mai

Il dottor A. é stato e resterà sempre il mio più grande maestro. Le sue capacità cliniche, tuttavia, non si coniugavano sempre con una grande dimestichezza nel relazionarsi coi pazienti. Diciamo che, in un certo senso, viveva in un mondo tutto suo.
Un giorno stava eseguendo un'ecocardiografia ad una paziente ultraottantenne; le funzioni cognitive della signora non erano propriamente delle più brillanti, già da un bel po' di tempo e per di più si esprimeva solo in dialetto stretto della bassa padana.
Come se non bastasse, quel giorno aveva deciso che non aveva nessuna voglia di stare ferma sul lettino troppo a lungo.  La cosa dava piuttosto fastidio al dottor A., il quale, spazientito, ad un certo punto, sbottò, con la sua impeccabile erre moscia, in un: "per cortesia, signora, detenda la muscolatura dell'addome!".  La signora rispose con un grugnito e tentò pure di mordere un dito al collega.
Io e l'infermiera, corsi fuori dall'ambulatorio, siamo lì ancora adesso a ridere....

Ogni tanto ci si fa male sul lavoro e quel giorno il dottor A. si era ferito ad un dito (no, non era stata la paziente di prima...).
"G., per cortesia, potrebbe aiutarmi in una medicazione? Mi sono procurato una soffusione ecchimotica del letto ungueale del secondo dito della mano sinistra..."
"Sì, dottore, adesso vado a prenderle un cerotto...."

Il paziente entra in ambulatorio: "prego, si accomodi. Si prepari pure a torace scoperto ed appenda i vestiti all'appendiabiti".
Il paziente si spoglia e si "appende" letteralmente all'appendiabiti.
Io e l'infermiera ci ritroviamo un'altra volta fuori dall'ambulatorio....

4 comments:

Maurizio Pratelli said...

Ma quante ne sai cardiorock??

tatix said...

eheheheh, bella cardioman;
quella del cerotto mi ricorda tanto un collega maestro di sci che diceva all'allievo: "punti il bastoncino con un movimento del posto causato dalla contrazione dei muscoli dell'avambraccio"..

comunque sono sempre gli uomini a fare la differenza, ma il tuo e' un campo dove questo concetto vale ancora di piu'..

factum said...

Caspita anch'io ho barzellettato, se passi da me e sorridi vinci! Lo so che non piaciono i premi e le catene, però ogni tanto...

Fausto Leali said...

il fatto é che questi sono tutti fatti veri... :-)