Saturday, October 18, 2008

STABAT


Avrei voluto esser qui, a parlare del nuovo libro di Riro Maniscalco o del disco di Bob Dylan.
Lo farò, certamente, ma oggi é giorno di arresto per i miei scritti e i miei pensieri.

Arresto come quello cardiocircolatorio, causato dall'infarto che si é portato via davanti ai miei occhi un uomo poco più che quarantenne, marito e padre di figli troppo piccoli per capire.
Quando fai il cardiologo e lavori in ospedale, il quotidiano é sempre eroico, perché fa i conti tutti i giorni sia con le tragedie - come questa - che con le gioie di situazioni insperatamente superate.
Se questo é il tuo lavoro e la tua passione sai che va bene così e non vorresti né potresti mai trovarti in nessun altro luogo.
Ma di fronte al dramma di una vita, ripresa da un Altro quando é giunta al momento cui era destinata, la tua professionalità non basta e l'unica posizione possibile di fronte al reale é quella di Maria, nel suo stabat, di fronte alla croce di Gesù.
E quando le lacrime riescono forse ad andar via un poco - anche se non vanno via i pensieri - perché sei già preso dentro al lavoro ed all'assistere quelli che arrivano dopo, senti crescere in cuore la gratitudine, per un mestiere che forse non ti lascerà mai tranquillo, ma ti richiama ogni giorno all'essenziale:

"Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza!"
Questa è la frase più importante per tutta la storia della Chiesa; in essa si esaurisce tutto il cristianesimo.
«Tu sei la sicurezza della nostra speranza» indica il fiorire delle cose. Senza la Madonna noi non potremmo essere sicuri del futuro, perché la sicurezza del futuro ci viene da Cristo: il Mistero di Dio che si fa uomo. Non sarebbe potuto accadere questo, non si sarebbe potuto neanche ridire, se non avessimo avuto la Madonna"

(Luigi Giussani)

7 comments:

Paolo Vites said...

ci vuole davvero un coraggio spropositato per fare un lavoro come questo. ma il coraggio può diventare cinismo se non c'è lo sguardo che hai tu sulla vita. thanx

Fausto Leali said...

La vicenda di ieri é ancora dentro il mio cuore ed i miei pensieri.
Lo strazio della moglie di quell'uomo...

Sai, il cinismo é sempre dietro l'angolo, come l'abitudine, l'indifferenza, il detto che "il medico pietoso fa la piaga puzzolente".
Molti di coloro con cui lavoro sono bravi e sono anche belle persone, ma a volte sembrano cinici... e forse anch'io, chissà quante volte...
Eppure forse ci difendiamo tutti, perché la sofferenza dà fastidio, non c'é niente da fare.
Ma sai, c'é una sola cosa che mi salva, nel mio lavoro come in tutte le altre cose della vita: il cammino dentro una compagnia che é Chiesa.
Cristo l'ha fondata forse anche perché sapeva che nessuno ce l'avrebbe fatta a cavarsela da solo.

Grazie per il tuo commento Paolo!
un abbraccio

Fausto Leali said...

e lasciami aggiungere anche questo: il tuo commento é "compagnia"...

anna said...

È vero, la sofferenza spaventa, è una cosa da cui si vorrebbe scappare. È una scossa che ti lascia quello che ti lascia ma come è capitato a te, come hai guardato tu quel dolore, diventa una strada percorribile, umana. Da cui può rinascere la vita, perchè è in un rapporto.
Ti ringrazio tantissimo di questo che vale anche nel mio lavoro fatto di matite colori e computer.

fiordicactus said...

Quando senti parlare di queste cose, ti nascondi dietro un po' di cinismo, oppure qualche frase consolatoria . . . perchè la botta è davvero difficile da digerire. Poi ci pensi e trovi la forza di pregare, e spesso non prego per chi è morto, ma per chi resta che riesca a sopportare il dolore, senza lasciarsi soppraffarre dalla disperazione.
Oggi pregherò per questa donna e per i suoi bimbi.
Ciao, R

factum said...

Davanti a certe cose si sta in silenzio, che non è un assenza di parole, ma è lo sguardo di Maria, quello con il figlio in braccio.

giorgio said...

è una testimonianza importante, e provocante
fa capire che non è dimenticare o ignorare (il dolore, il male, i problemi) la ricetta del vivere. anzi, che una ricetta non c'è, se non stare e seguire, come Maria