Monday, December 15, 2008

BIGLIETTO D'AUGURI


People get ready
Theres a train a-coming
You dont need no baggage
You just get on board
All you need is faith
To hear the diesels humming
Dont need no ticket
You just thank the lord



Caro blog,
permetti due parole? Sai di quelle "cont el coeur in man" - col cuore in mano - come si dice da noi a Milano.
Il fatto é che questo diario - non avertene a male - é sempre stato un trucco per parlare con Lui e così lo sfrutto spesso, figurati adesso, che é quasi Natale.
L'altro giorno ero in cucina - la cucina del reparto d'ospedale in cui lavoro - e c'erano con me due colleghi.
Parlavano dei figli, del fatto che gli sembrano viziati, che le cose non sono più come una volta, insomma erano proprio insoddisfatti. "Ci vorrebbe una bella guerra - ha detto uno a un certo punto - che rimette tutte le cose a posto".
E sai una cosa, caro blog ? Quei due colleghi non erano mica gente che sta male, che fa fatica ad arrivare a fine mese, magari pure con la famiglia distrutta, dal proprio male o dalle avversità. No, tutt'altro: é gente che sta bene. Eppure si lamenta.
Che poi, la guerra, quella non ha mai fatto bene a nessuno, anzi. E di guerre "belle", francamente, tra tutte quelle che ho studiato o di cui ho sentito parlare, non me ne ricordo proprio neanche una.

E allora, caro blog, cosa vogliono dire queste cose che ti scrivo?
Che io sono diverso da quei colleghi, che sono più bravo di loro?
Macché, figurati, sono in tutto e per tutto uguale a loro, sapessi quante volte mi lamento anch'io senza motivo.
Anzi, a pensarci bene, i miei lamenti dovrebbero darti scandalo, visto e considerato tutto il bello da cui mi vedi circondato.
Perché una famiglia e tanti amici, che camminano con te in cordata, non sono mica un dettaglio nella vita. Ma, anche e soprattutto, perchè sento di appartenere a Lui e scusa se é poco tutto questo.

Così - ti dicevo - siamo quasi a Natale e parlando di Lui - Quello che é nato a Natale - dicono che anche quest'anno torni, a dispetto della crisi economica, del relativismo etico, di tutti coloro che preferirebbero che se ne stesse lì dov'è, tanto - lo affermano spesso - non hanno bisogno del suo aiuto: hanno deciso che possono arrangiarsi benissimo da soli.
E invece no, pare che arrivi un'altra volta, in quel modo, poi, così poco affascinante, da povero di quei poveri che non se li fila più nessuno, sfrattato da casa, alloggiato in una stalla.
Ma perché, mi domando, si ostina a disturbarci, a distoglierci dalla nostra vita tranquilla, fatta di pretese di successi ed infinite aridità interiori ?
Non sarebbe meglio se ci lasciasse in pace, Lui e la Sua assurda abitudine di condividere tutto con noi, di arrivare perfino a morire, con quella misura d'amore così strana, il Figlio che prova l'abbandono del Padre lassù, in cima a quell'orribile croce?

Mah, ti dirò, in certi momenti non Lo capisco proprio: in fondo noi non ci meritiamo tutto questo.
Noi che facciamo di tutto per scappare, per riempirci la testa d'altro, per censurare dalla nostra vita il dolore, il sacrificio, l'amore donato gratuitamente.
E invece no, Lui giunge di nuovo, insiste ad occuparsi di noi, come se fossimo qualcosa che Gli appartiene.
Non sarà questo, alla fine, il senso del Suo tornare?
Ce ne siamo andati per la nostra strada, come figli che, abbandonati i genitori, hanno voluto provare a fare da sé, dimenticandosi dell'amore che li ha generati.
Eppure quell'Amore non li ha mai dimenticati. E' solo andato avanti ad amarli così, nel silenzio e nel rispetto della loro libertà.
Ma non ha mai smesso di sostenerli.

E così, anche quest'anno, a Natale, Cristo viene ad abitare in mezzo a noi.
Non si é ancora stancato di farlo, a quanto pare.
So, people get ready - state pronta, gente - c'é un treno che arriva ed é meglio saltar su.
Non é difficile e non serve il bagaglio, neanche quello dei nostri peccati.
Non occorre neppure il biglietto, quel che basta é solo un po' di fede.
Ma voi non preoccupatevi troppo di trovarla, pare che anche di quella si occupi Lui in persona e che la regali a coloro che la desiderano. Dev'essere il Suo dono, questo, e d'altra parte mica é strano, Natale é proprio tempo di regali.
Comunque non pensate a ricambiare subito, verrà il tempo anche per questo.
Per ora state solo attenti ad una cosa: a salire su quel treno in arrivo, prima che se ne vada altrove.
E senza pensarci troppo su: non c'è niente di più bello che sperimentare su di sè la gratuità.
Quella del figlio di Dio, ancora una volta in mezzo a noi.

People get ready
Theres a train a-coming
You dont need no baggage
You just get on board
All you need is faith
To hear the diesels humming
Dont need no ticket
You just thank the lord

("People Get Ready", di Curtis Mayfield, 1964
nel video é cantata da Rod Stewart, con Jeff Beck)



Auguri di Buon Natale, a tutti coloro che passeranno da qui!
con un abbraccio forte,
Fausto

6 comments:

Paolo Vites said...

grazie!

Maurizio Pratelli said...

Grazie! e grazie anche per avermi fatto venire in mente una People Get Ready cantata dagli Edward II, brivissimi e sparitissimi. Ciao

Ragman said...

hey grazie.
ho visto che padre aldo ti cita nelle sue lettere!
Buon Natale

factum said...

Passavo di qua per rileggere il tuo post, e per prendermi gli auguri per la seconda volta, il primo treno era pieno...

Fausto Leali said...

Grazie a tutti, rinnovo gli auguri!
@Rag. padre Aldo é un'anima grande a cui guardare con affezione; la sua amicizia é vero privilegio per me!
@factum. per fortuna é un treno che ripassa più volte e da parecchie stazioni..

fiordicactus said...

Grazie per gli auguri e per lo spunto su cui riflettere! :-)

Ciao, R


Ps. saluti e auguri a tutta la famiglia! R