Monday, February 04, 2008

ASPETTANDO NICK





"Se la musica non é una finestra spalancata sul Mistero, é solo rumore del nulla"

(William Congdon)


Rumore potrebbe essercene parecchio nel nuovo disco di Nick Cave,"Dig !!!, Lazarus, dig !!!", in uscita ai primi di marzo.
Anche perché il suono dovrebbe essere un garage rock piuttosto duro ed essenziale, simile a quello dei Grinderman, quel progetto parallelo di Cave con Warren Elvis, e che diede luce all'omonimo album del 2007.
Ma il rumore di cui parla Congdon non ha mai riguardato la produzione di questo geniale musicista australiano e sono sicuro che anche questo disco non farà eccezione. 
Anzi, la premessa alla base del lavoro del disco sembra ancora una volta uno spunto quanto mai interessante.  Racconta Cave: "da piccolo, quando andavo in chiesa, la storia della risurrezione di Lazzaro mi inquietava molto.  Anzi, direi che mi ha decisamente traumatizzato, disturbato, terrorizzato.  Non era solo il fatto, già scioccante, del miracolo di Cristo, che risuscitava un uomo dai morti.  Quello che mi domandavo era come si sentisse Lazzaro dopo un'esperienza del genere".  

Bella domanda Nick, alla quale é difficile dare una risposta.
Certo però che fa pensare.  Perché Gesù guariva, o, come nel caso di Lazzaro, arrivava addirittura al fatto "scioccante" del resuscitare ?
Probabilmente c'era più di un motivo.  Come dice Pasquale Foresi in un suo articolo dal titolo "la venuta di Gesù e la malattia" (1) una delle ragioni era che gli uomini potessero testimoniare l'amore di Dio per loro.  Ma quest'amore doveva divenire contagioso; narra il Vangelo di Marco: "usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Pietro era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.  Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli" (2).   Come dire: se guariamo é per servire, la "salute" non é mai fine a se stessa.

Cave sembra più scettico al riguardo.  Nella title-track del nuovo disco parla di Larry, che "crebbe nevrotico ed osceno" e dice che in fondo "non chiese di essere resuscitato dai morti".
Ma l'ironia non manca mai nei lavori di questo grande autore, che a volte sembra divertirsi, come altri grandi personaggi di pari rango - Dylan é un maestro al riguardo - a spiazzare l'interlocutore, quasi a costringerlo a confrontare se stesso con la ricerca di ciò che conta veramente. Nella recente conferenza stampa tenuta a Milano, lo scorso 30 gennaio, alla domanda sulle ispirazioni del nuovo album Nick Cave ha risposto: "nulla di particolare; altre domande ?"



Insomma, non so se alla fine mi piacerà il nuovo disco di Nick, ma lo aspetto con più attenzione di tanti altri.  Certamente con più desiderio di certa categoria di nickcaveiani che lo hanno bocciato prima ancora di averlo sentito, perché hanno rigettato l'autore nel momento stesso in cui é uscito dalla stereotipo dell'artista compiaciuto nell'essere dannato, sempre sulla soglia dell'autodistruzione.  Quelli che non hanno amato la rilettura della sua esistenza che passa attraverso album come The Boatman's Call o No More Shall We Part e che l'hanno fatto giungere ad affermare : "lo scrivere mi ha messo in contatto con la mia immaginazione, con l'ispirazione e in ultima analisi con Dio.  Benché la canzone d'amore si manifesti in forme diverse (...) tutte si rivolgono a Dio, perché é la casa stregata dal desiderio il luogo in cui abita la vera canzone d'amore". (3)

No, non so davvero se mi piacerà il nuovo disco di Nick.
Ma lo aspetto con ansia e desiderio, quel desiderio che pochi musicisti, al giorno d'oggi, sanno tenere ancora desto come lui.


Note:
(1) Pasquale Foresi, La venuta di Gesù e la malattia, Nuova Umanità, XXVI (2004/6) 156, pp. 783-811
(2) Vangelo di Marco 1, 29-31
(3) tratto da "Good Rockin' Tonight", a cura di L.Eva, W.Muto, P.Vites, Itaca edizioni, 2004

4 comments:

Paolo Vites said...

Nel bellissimo Barabba di Pär Lagerkvist, c'è un capitoletto dedicato a Lazzaro che mi aveva "disturbato" molto quando lo lessi tanti tanti anni fa. Pär Lagerkvist si poneva la stessa domanda di Nick Cave, tratteggiando un Lazzaro che viveva da solo, lontano dalla città, quasi in una sorta di limbo fra vita e morte. Ma non era triste, era semplicemente devastato, ancora incredulo, da quanto gli era successo. Credo che Cave come Lagerkvist sia "disturbato" in modo positivo da un avvenimento talmente eccezionale e sconvolgente come la resurrezione. E credo che affrontare in qs ns mondo moderno un fatto come questo sia coraggioso e rivoluzionario e solo un uomo di fede può farlo in modo ironico come lo ha fatto Nick Cave.

Fausto Leali said...

Grazie del feed-back, non mi ricordavo più di "Barabba", che ho letto anch'io e che era davvero interessante in tal senso.
Credo che dobbiamo solo essere grati verso artisti come Nick Cave, capaci di non lasciarci mai "tranquilli" con le loro provocazioni.

SorannaroS said...

Ho letto un tuo intervento - bello - su Berlicche e ho cliccato sul tuo avatar... ho letto i tuoi ultimi post...così, per farmi un'idea...e ho deciso di darti il benvenuto nel mio - volutamente angusto - orizzonte. Sono stupefatta da una circostanza: la mia frequentazione dei blog risale a pochi mesi fà e la mia parzialissima e frammentaria conoscenza del 'Don Giussani pensiero'la devo proprio a tale recente frequentazione. Ma tutte le volte che si 'attizza' il mio interesse per un commento e per il relativo autore, constato che dietro c'è lo 'zampino' di Don Giussani... non vado direttamente alla 'fonte', ovvero leggermi ciò che il Don ha scritto ( ma non è detto che un giorno non lo faccia ) solo perchè mi piace 'incontrarlo', laddove il 'caso' decide di darci appuntamento ... e ogni volta è un 'riconoscimento' e un abbraccio.
Mi interessa molto anche il tuo approccio alla musica, che cercherò, con le dovute cautele, di proporre alla mia figliola 14enne: sente sempre le stesse canzoni (Avril Lavigne uber alles) e mi piacerebbe allargasse i suoi orizzonti...sfruttando il 'medium' musicale, cercare di farle mangiare un pò di 'ciccia' buona. Rosanna

Fausto Leali said...

Grazie Rosanna, di cuore, per avermi voluto dare il benvenuto sul tuo - per nulla angusto - orizzonte.
Sono felice di leggere ciò che dici, perché é davvero quella dell'abbraccio l'esperienza che alla fine ognuno di noi sperimenta nelle mille circostanze di ogni giorno. L'abbraccio di Uno che ha una misura d'amore più grande della nostra e l'abbraccio tra di noi, che é la gioia del camminare insieme, il centuplo promesso e ragginto già quaggiù.

Per quanto riguarda la musica, anche la mia figlia più grande vive a pane e Avril Lavigne.
Però io non demordo e le ho proposto di anadre insieme a vedere il Boss a San Siro questa primavera: chissà.... :-)